Personaggi che hanno fatto conoscere gli Appennini e i Monti di Liguria

Famous people and Liguria Mountains

 

Gianni Calcagno

 


Enrico Pelos

 

"L'avventura in montagna non è scalare, non è salire sulle montagne più alte, non è salire a 8000 metri in 20 ore con una mano dietro la schiena e con gli occhi bendati, non è passare la vita in frigorifero per abituarsi alle temperature rigide: non è tutto ciò. L'avventura in montagna, in fondo, siamo noi. Siamo noi che ci proiettiamo in un palcoscenico che è completamente diverso dal nostro ambiente, che vi proiettiamo la nostra cultura, il nostro modo di vivere, di intendere, di capire, la nostra volontà; in pratica tutto ciò che noi siamo, che pensiamo, tutto ciò in cui crediamo. E la vera avventura è di confrontare queste idee, noi stessi, con gli altri ; di riuscire a vivere con gli altri in perfetta armonia; di riuscire a superare ciò che ci eravamo prefissi in pace con noi stessi e con l'ambiente. In poche parole di ritrovare il bambino che è nascosto dentro di noi e che ci permette di di fare determinate cose. Altrimenti ragionando freddamente su questo problema, nessuno di noi andrebbe a ficcarsi a 30 gradi sotto zero, con il respiro corto e uno zaino di 20 chili sulle spalle, rischiando la propria vita, se non per ritrovare le sensazioni che provava quel bambino a salire quegli otto metri di un muro di casa propria solo per vedere un orizzonte un pochino più ampi." Così scriveva  il più grande alpinista ligure, nato a Genova nel '43.

Le montagne liguri sono la sua prima palestra di allenamento, anche per sperimentare il suo "stile alpino", e accrescere il suo grande curriculum di dilettante-professionista come usava definirsi. Molte sono le vie tracciate nella scoperta e nella valorizzazione della pietra del Finale trampolino di partenza per le maggiori imprese extra-europee. Sua "La Pulce" del M. Cucco aperta nel lontano 69 insieme ad Alessandro Grillo, sua la scoperta della bella Rocca d'Avio e sua, insieme a Vittorio Simonetti, la tracciata della Piccola traversata di Capo Noli, e sempre sua è forse la più bella in assoluto: la Catarifrangente, vero capolavoro di audacia sul bordo dell'erosione di sinistra del Paretone o Bric Pianarella,  per citare solo alcuni piccoli esempi in terra di Liguria. In campo internazionale scala cinque ottomila, tra cui il K2 e partecipa a ventitrè spedizioni extraeuropee collocandolo di fatto nell'elite dell'alpinismo mondiale.

Passa poi al Monte Bianco, salirà le Grand Jorasses, 4206 m, con Gianni Pastine e passando poi a  scalare il Tajillarau sulla Cordillera Bianca delle Ande. Le violente bufere del Tirisch Mir metteranno a dura prova la sua preparazione e incrollabile volontà. Torna nella sua Liguria per partire poi alla volta della Scozia sul Point Five Gully nel gruppo del Ben Nevis. La sua impresa più importante sarà poi la 1a salita italiana al Broad Peak (Parete ovest), 8047 m al confine tra Pakistan e Cina il 27 giugno 1984 insieme a Tullio Vidoni.

Alpinista, scrittore, il fotografo, conferenziere dallo stile particolare ha scritto il libro "Stile Alpino. Un decennio di scalate" (Vivalda ed.), molto bello e diretto, (anche se purtroppo annovera un elenco di scalatori morti apartire dal suo grande amico e compagno Guido Machetto nei vari tentativi di conquista; triste tributo alla montagna e purtrooppo triste presagio), un "classico" da non perdere per chi ama la montagna e diretto e interpretato il film "Giganti del Karakorum".

La Fondazione Regionale "C. Colombo" l'ha insignito del premio  per lo sport nel 1979 con il film "Più in alto del volo del Condor" che aveva per soggetto la scalata al Cristobal Colon in Colombia nel 1991 e il 12 maggio 2002 il Comune di Genova ha intitolato al suo nome i giardini del Parco del Peralto nella bella cornice del Righi.

 

Gianni Calcagno muore nel 1992 in una ascensione al Mount Mc Kinley in Alaska. Una vita dedicata alla montagna senza trascurare la famiglia e il lavoro.

 

 

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(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 15/7/2002, Enrico Pelos)

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