La rivista “ANTHIA” Associazione Amici di Peagna segreteria@amicidipeagna.it Via Centrale 12 Fraz. Peagna 17023 Ceriale (SV) Tel./Fax: 0182-932321 |
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| La Rivista "ANTHIA" è nata come un "numero unico", esperimento quindi destinato a non avere repliche. In essa ha precedenza un articolo di fondo che si occupa ovviamente dei LIBRI DI LIGURIA, in prospettiva o in consuntivo a seconda della data di uscita della Rivista. Non mancano poi scritti ed immagini, commenti alle notizie e ai programmi e alle tradizioni. La pubblicazione è diventata ora un più completo e regolare strumento informativo con il debutto operativo del Centro culturale aperto in Peagna.
Estratto e adattamento da un articolo di Francesco Gallea - Anthia, Agosto 2002 Quest'anno, ventunesimo della nostra vita, è importante per lo sviluppo dell'Associazione "Amici di Peagna": abbiamo inaugurato informalmente la nuova sede ed in autunno prenderà il via l'attività ordinaria di apertura al pubblico della Biblioteca "Libri di Liguria", promuovendo - è uno degli scopi statutari - la diffusione dei libri liguri ed elevando l'interesse dei lettori. Dobbiamo tuttavia ricordare che, tra i fini statutari della nostra Associazione, un settore, certamente non secondario, è rappresentato dalla difesa dell'ambiente naturale. Se vogliamo vivere dobbiamo investire sull'ambiente. Tutti possiamo contribuire al rispetto della natura e del mondo intorno a noi. Di questo dobbiamo essere intimamente convinti tutti: in primo luogo noi e poi anche coloro che scelgono la Liguria per trascorrervi le vacanze o un giusto riposo dopo la pensione. Chi sfrutta l'ambiente senza contribuire per la propria parte ad arricchirlo, combatte contro se stesso e i propri figli.
Un antico percorso da recuperare Estratto e adattamento da un articolo di Gian Carlo Ascoli - Anthia, Natale 2002 "Capriolo è citato per la
prima volta negli Statuti del 1288. Un documento del 1310 ci parla
diffusamente di Capriolo. Si tratta di un Registrum che oltre e più che un
vero e proprio catasto sembra un "piano regolatore" dell'abitato, da cui
risulterebbe che i sedimi delle case erano stati assegnati dal Comune ad
altrettanti cittadini". Così commenta Josepha Costa Restagno nella sua
trattazione Contributi dell'indagine di archivio sulle sedi abbandonate della
piana d'Albenga inserita nel testo UN APPROCCIO INTERDISCIPLINARE ALLO STUDIO
DELLE SEDI ABBANDONATE IN LIGURIA (Genova 1971). Le citazioni provano in via
documentale le lontane origini del borgo di Capriolo, allora compreso nel
territorio del Comune di Albenga e, in età moderna, inglobato nell'area
comunale di Ceriale. Le origini medievali del villaggio, oltre che
cartolariamente, sono state verificate, indagate e studiate a seguito di scavi
archeologici, ispirati dalle indagini del prof. Lamboglia e realizzati sotto
la guida del prof. Quaini e del prof. Tiziano Mannoni dell'Università di
Genova e di Maria Celeste Paoli Manieri dell'Istituto Internazionale di Studi
Liguri. La presenza umana permane quindi per ben tre secoli, poi, a
testimonianza, restano ruderi, toponimo, vie e sentieri, tradizioni più o meno
leggendarie. Non subisce quindi la sorte di altre "ville novae" (come
Villafranca) di cui si perdono totalmente le tracce: il suo territorio
continua ad esser "vissuto" anche per la vicina presenza dell'antica
parrocchiale di S. Giovanni Battista (ora chiesa cimiteriale), e per il tratto
della cosiddetta "Via Vecchia di Peagna" che, partendo dalla piccola cappella
affiancata dal moderno santuario, conduceva prima alla vecchia parrocchiale e
poi al borgo di Peagna. Dell'intero tratto rimangono oggi deboli tracce: segni
di acciottolato nella parte iniziale e un sentiero erboso coprente
probabilmente la sede originaria nella parte prospiciente la "Chiesa Vecchia".
È possibile salvare quanto di originale permane? o perlomeno sostituire
l'attuale rugginoso cartello "RUDERI DI CAPRIOLO" almeno con un pannello
illustrativo della storia del borgo? La "Rassegna Libri di Liguria" di Peagna di Ceriale su internet Estratto e adattamento da un articolo di Enrico Pelos - Anthia, Natale 2002 Dall’agosto 2002 la “Rassegna dei Libri di Liguria” di Peagna di Ceriale è consultabile via internet su questo Portale web degli "Appennini e Monti di Liguria” parte della rivista registrata regolarmente on-line presso il tribunale come quelle su carta. Quando il direttore della rivista, Michele Raso, mi ha proposto di creare questa sezione, ho accettato con piacere in quanto da anni viaggio e fotografo molte realtà paesaggistiche della Liguria e ne sono andato apprendendo molti aspetti tipici o meno conosciuti. Per cui le pagine sono in continuo aggiornamento come segnalazioni o siti si presentano sul web.e non poteva mancare la bella e sempre interessante “Rassegna dei Libri di Liguria”. Per entrare un po’ di più nel lato tecnico del portale ecco alcune spiegazioni su come è strutturato e le modalità di ricerca. Dopo la pagina iniziale con una presentazione fotografica si entra nella home page che è strutturata in cinque aree, ciascuna con un proprio cursore. Quella centrale è corredata da una immagine, dà il benvenuto (in italiano e in inglese) e spiega il senso dell'iniziativa. A destra, procedendo da ponente a levante, ci sono le valli (quarantaquattro, dalla V. Bevera alla V. Vara), i parchi (dieci, dalle Alpi liguri a Montemarcello Magra), i parchi culturali (cinque, dalla via Julia Augusta al "Sentiero di Fischia il Vento"), le comunità montane (sedici, dall’Intemelia a quella della Val di Vara). Un ulteriore menù di "varie" spazia dalle associazioni sul territorio alla cartografia, a scuole, libri, cartoline e offrendo anche diverse utiliti. Nella colonna (frame) sinistra dò molte informazioni di servizio: dove alloggiare, dove mangiare, dove trovare sport, feste e fiere con fotografie e percorsi. C’è poi la possibilità di scaricare delle immagini, per uso personale, come sfondo (wallpaper) per il proprio pc, o come installazione di salvaschermo (screensavers) o altri servizi. E’ in questa sezione, sul lato sinistro, che si trova il collegamento alle pagine di “Libri Liguria Peagna”, ma se siete qui vuol dire che l'avete già trovata.
Estratto e adattamento da un articolo di Francesco Gallea - Anthia, dicembre 2001 Agostino Sasso nacque a Ceriale il 13 Aprile 1794 da Giorgio ed Anna Maria Sasso. Conseguì la laurea in medicina all'Università di Genova e si specializzò nel campo delle scienze naturali per le quali ebbe cattedre di insegnamento in Botanica e Ittiologia. Nominato direttore del Museo di Scienze Naturali di Genova ebbe modo, da Ceriale, di studiare con passione il Parco del Torsero e i suoi reperti e per il quale pubblicò diversi scritti. Nel 1846 venne insignito dal governo piemontese delle insegne di Cavaliere dell'Ordine Mauriziano. Sposò Giuseppina Frumento dalla quale ebbe una bambina. Morì a Genova nel 1854. A lui è intitolata la Biblioteca Civica di Ceriale. Estratto e adattamento da un articolo di Francesco Gallea - Anthia, agosto 2002 Domenico Ferrando Ascoli nacque a Ceriale il 7 febbraio 1837 da Bartolomeo e Teresa Merlo. Di famiglia numerosa compì gli studi classici al Collegio Oddi di Albenga e nel 1859 entrò in marina rimanendovi fino al grado di tenente di vascello che raggiunse nel 1871. Passò poi alla marina mercantile e navigò sulle rotte delle Indie Orientali e nei suoi viaggi fu anche a disposizione del governo inglese facendo sventolare per la prima volta la bandiera italiana sulla costa del Coromandal. Dopo alcuni anni si dimise e passò all'insegnamento di astronomia nautica diventando in seguito Preside dell'Istituto Nautico a Procida. Entrò quindi nell'amministrazione statale e lavorò nella Capitaneria di Porto di Genova dove morì nei primi anni del novecento. Scrisse parecchi volumi tecnici in relazione ai suoi viaggi sul Rio della Plata, sul Danubio e nelle Indie ed è ricordato sopratutto per il suo corposo volume intitolato "Storia di Brindisi raccontata da un marinaio" di 527 pagine, pubblicato a Rimini dall'editore Malvotti nel 1886, e che scoprii con mia grande sorpresa nella Biblioteca comunale quando nel 1960 insegnavo a Brindisi. Il 1637 è uno degli anni più funesti per la storia di Ceriale e dei suoi abitanti. I pirati barbareschi, con a capo il feroce Ciribì, sbarcano sulla sua spiaggia, assalendo le case e portando via le donne e gli uomini validi che erano rimasti ancora in vita riprendendo quindi il mare verso i loro lontani paesi. Venne chiamata insistentemente la Repubblica di Genova che acconsentì infine a trattare con i pirati il riscatto che si concluse felicemente con il ritorno a casa dei rapiti. Il successo fu merito anche dell'opera, assieme all'aiuto del marchese Nicolò Doria, del mediatore Cristiano Ascoli. Estratto e adattamento da un articolo di Francesco Gallea - Anthia, Natale 2002 La famiglia Bruno è una delle più note e prolifiche famiglie cerialesi, presente nella città sin dal 1500. Padre Tommaso Bruno, nacque agli inizi dell'Ottocento da uno dei rami agiati della famiglia e fu maestro nell'ordine dei Domenicani. Studiò ad Oneglia, a Carcare proseguendo poi come domenicano a Faenza, Forlì, Sanseverino e a Bologna. Passò poi all'Università di Urbino e Pesaro divenendo Vicario Generale del Santo uffizio. Fu inoltre un oratore abile e stimato predicando in molti luoghi in Italia e all'estero. Intorno al 1880 abbandonò l'ordine e si ritirò a Ceriale dove morì nel 1893. Fu sepolto nel cimitero della nostra città. di Francesco Gallea (da Enciclopedia della Liguria) Nacque a Ceriale nel 1835, ultimo di sette fratelli, da Pietro e Calara Bevilacqua (1793-1881). La famiglia era di censo modesto e viveva del reddito di alcuni poderi. Il giovane rivelò presto attitudine al disegno. Per consiglio di Giovanni Bornia da Garessio (che fu mecenate ed aiutò finanziariamente la famiglia) venne iscritto all'Accademia Ligustica di Belle Arti di Genova dove ebbe per maestri Stefano Cevasco per la scultura in legno e Santo Varni per i lavori in marmo. La sua prima opera, apprezzata da pubblico e critica, fu L'innocenza difesa (1859). Seguirono la Pia dei Tolomei e La carità (1864). La sua fama si diffuse in America; si specializzò in scultura funeraria: sue opere si trovano nei cimiteri di Genova Staglieno, Ceriale, Loano, Finalmarina e Busalla. Per il mercato estero scolpì undici statue dei grandi medici per l'ospedale San Bonaventura di Buenos Alres. Monumenti funebri di Moreno si trovano anche a Patrassob, Rio De Janelro, Sarto Orientale, Berdianska (Russia). Nel 1879 fu nominato cavaliere della Corona d'Italia. Mori nel 191O. E' sepolto con i genitori nel cimitero di Ceriale in un monumento da lui stesso scolpito, al centro del campo principale.
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(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 29/7/2002, Enrico Pelos)
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