Dal Colle di Nava, sull'Alta Via dei Monti Liguri, fotografie sulla lavanda

 

Il testo è basato su informazioni di Attilio Camperi

le fotografie sono pubblicate per gentile concessione di Nino Roattino e Gianni

si ringrazia la sig.ra Gabriella per la gentile ed entusiasta collaborazione

 

SUL COLLE DI NAVA, VICINO ALLE STELLE
LE COSE SON BELLE, LE COSE SON BELLE
IL COLLE DI NAVA, FRAGRANTE CI MANDA
ODOR DI LAVANDA, ODOR DI LAVANDA !!

 

Così recitava un famoso slogan radiofonico degli anni 50.

La lavanda (lavandula officinalis fragrans) è uno dei prodotti caratteristici del colle e forse il più famoso. Certo, ormai non esistono più i campi di lavanda che si perdevano a vista d'occhio mostrati in certe foto degli anni 50 ma qualcuno ancora la coltiva con cura e con successo.
Sono Leo, Gianni e sopratutto il signor Attilio, figlio di Michele Camperi, le memorie storiche della lavanda a Nava e zone vicine, che hanno fornito molte note esplicative e le fotografie.

Tra il 1928-29, il signor Pira giunse e Nava e constatò che tutte le zone non boschive, allora erano molte, erano ricoperte da piantine di lavanda e di ginepro. Intorno al 1930 acquistò villa Niggi, proprio sul Colle e diede  inizio alla distillazione della lavanda.
Si organizzò in modo molto semplice, mettendo gli alambicchi all'aperto davanti alla villa ed aiutato da Michele Camperi, fattore e uomo di fiducia ed iniziò così la distillazione realizzando il profumo alla lavanda. I laboratori erano poi dislocati ad Imperia.
La lavanda veniva raccolta, nel mese di luglio, a sacchi, sulle montagne, dalla gente del posto.Tutti gli abitanti delle frazioni di Pornassio e paesi limitrofi erano coinvolti nella raccolta. Le giovani del posto preparavano le "rucchette"e le "spighe" con steli e fiori di lavanda ed i sacchettini con i fiori, per profumare armadi, biancheria e cassetti.
La produzione e la distillazione della lavanda venne sospesa allo scoppio della guerra mondiale e solo alla fine delle ostilità venne ripresa dai figli di Pira, Anna Maria e Benedetto. Il centro dell'attività venne però spostato a villa Faravelli, ed intorno alla villa  tutti i campi erano coltivati a lavanda. La coltivazione si rese necessaria poichè la raccolta di lavanda spontanea era diminuita per l'avanzare dei boschi ad alto fusto. La distillazione in loco è terminata intorno agli anni '50, il marchio venne ceduto ad una ditta milanese che tuttora lo detiene. Sul colle e sulle alture non boschive si possono ammirare piantine di lavanda allo stato naturale che a luglio sono fiorite e profumatissime. Si raccoglie ancora lavanda in abbondanza dove non arriva il bosco.
La terza domenica di luglio a Nava, organizzata da Marisa, Franca e compagnia, si tiene la "Festa della lavanda", con banda musicale, marjorettes, giochi vari e distribuzione dei mazzetti di lavanda da parte di 5 ragazze che, su un carro preparato x l'occasione da Agostino che tirato dal trattore, fanno il giro della vallata.

Le fasi della raccolta dellla lavanda

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(servizio e fotografie pubblicati sul web il 5/9/2003, Enrico Pelos)