Pascoli di  pecore brigasche

Lungo l'alta via dei Monti Liguri di Ponente

 

si ringraziano le sig.re Gabriella Stanchi e Patrizia Peterlongo del Col di Nava ed il pastore Nevio Balbis di Collardente per la gentile ed entusiasta collaborazione, le foto ed alcune delle notizie fornite

L'Alta Via dei Monti Liguri ha il suo punto più alto sul Monte Saccarello a 2200 ed è raggiungibile da diverse direzioni. Alcuni dei sentieri secondari partono dal colle del Garezzo e dal Collardente o dal Monte Frontè, la terra di pascolo più alta della Liguria: quella della pecora "Brigasca". L'origine del nome della razza sembra derivare dal monte Briga, o da La Brigue. Il paese della Val Roya importante centro di pastorizia dell’area di confine tra Liguria, Piemonte e Provenza dove ancora oggi vi si parla un dialetto derivato dall’antica e nobile lingua d’Oc. Da qui deriva il nome "brigasca" per indicare la razza ovina autoctona tradizionalmente allevata fra queste montagne.

La produzione del formaggio fresco si trova ancora presso alcune malghe distribuite sul territorioe  su questi alpeggi viene prodotto da generazioni di pastori di Brigasche un latte di pregiatissima qualità la gustosa "Toma", ottima da mangiare con del pane casereccio abbinato ad un calice di vino rosso.  Le pecore si nutrono unicamente di erba fresca e fieno, senza aggiunta di mangimi.

La brigasca è una pecora di taglia medio-grande a duplice attitudine: carne e latte. In questi monti, dove passa la strada marenca, era l'animale prediletto, poichè è resistente al freddo ed oggi sono rimaste poco meno di due migliaia allevate da pastori che passano lunga parte del tempo lungo questi sentieri e che la transumanza porta poi da Mendatica ad altre direzioni, quali il Col di Nava o Sanremo, Foto Gabriella Stanchi

Il pastore Nevio accanto ad una della sue belle pecore brigasche

L´importante ruolo di presidio territoriale che questi allevatori svolgono sulle Alpi Marittime, e le indiscusse qualità organolettiche del prodotto hanno ottenuto da Slow Food il "Presidio sulle Tome di Pecora Brigasca" ed in particolare il pastore Nevio Balbis è oggi uno dei produttori di formaggi squisiti per la qualità del gusto e della lavorazione artigianale di solo latte di pecora Brigasca al 100% che lavora con tecniche e attrezzi legati alla tradizione millenaria della transumanza. Foto Gabriella Stanchi

Si va verso Mendatica per la festa della Transumanza

Ogni anno a settembre viene celebrato il rito della transumanza a Mendatica, una manifestazione ricca di iniziative che coinvolge tuttoil paese che è stato per secoli il crocevia della strada della transumanza, un punto di passaggio dei pastori che a fine estate scendevano dalle terre brigasche ai pascoli invernali della costa”. Foto Patrizia Peterlongo

I piatti basati sui prodotti di questo animale hanno un sapore molto tipico sia per il particolare ambiente dove crescono (il massiccio del Saccarello è la zona europea con la più grande varietà di specie vegetali con la benevola influenza del Mediterraneo) sia per le tradizioni culinarie, frutto dell'incrocio tra la cucina mediterranea, quella alpina e quella delle Alpi Liguri, la cosiddetta "cucina bianca". Foto Gabriella Stanchi

 

Pecore brigasche pascolano intorno ai ruderi dell'oratorio di S. Raffaele, un tempo Jure Patronato de' Cavalieri di Malta. Riedificato nel 1711 esisteva già nel 1300 - Foto Gabriella Stanchi

l'articolo completo con altre foto è pubblicato

sul n.ro 44 Luglio-Dicembre 2005

della rivista "R Ni 'D'Aigura" "Il Nido d'Aquila"

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(servizio e fotografie pubblicati sul web il il 12/10/2005, Enrico Pelos)