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In genere, a seconda della stagione e del tipo di escursione, è consigliabile portare nello zaino, oltre allequipaggiamento principale, i seguenti accessori: mantella impermeabile, occhiali, foglio di plastica cm 50x50, utile per sedersi in posti umidi o bagnati , un telo da mt 2x2 per usarlo eventualmente come rifugio di fortuna, sacchetti di plastica per riparare gli oggetti o indumenti dall'umido, o da utilizzarsi ai piedi in caso di guado, utilizzabili anche come ghette per la neve o per la pioggia battente, fischietto e/o specchietto per segnalazioni, quaderno e matita per note, stringhe di ricambio, spago grosso, spille di sicurezza, ago e filo per vestiti, borsa a rete di minimo ingombro, candela e fiammiferi (da impermeabilizzare con cera fusa). Inoltre se siamo appassionati o non possiamo dimenticare l'high-tech portare macchina fotografica, telecamera, radio trasmittente, cellulare che però non sempre funziona.
L'alimentazione deve essere di tipo leggero ma con apporto calorico quali ad esempio: crackers o gallette, salumi, frutta secca, cioccolata, marmellata, miele, tè, sale e zucchero, alimenti liofilizzati, integratori salino-vitaminici, dadi da brodo
Percorso frequentato da semplici escursionisti ma anche con tratti per i trekkers più esperti si snoda per circa 440 km, suddiviso in 43 tappe. Praticabili anche, in molti tratti con mountain bikes è anche percorribile a cavallo. la stazione sciistica di Monesi sul monte Saccarello permette anche di praticare lo sci.
High Way of the Ligurian Mountains
Fascinating itinerary for a simple excursion but also with some parts for the expert trekkers. Along its 440 km distributed over 43 itineraries you can also, in many parts, use the mounatin bike and going horse riding. For all official and updated informations go to Unioncamere/Associazione Alta Via dei Monti Liguri.
Serve per valutare l’altezza e il variare della pressione barometrica,
E’ provocato dall’azione della bassa temperatura su tutto il corpo, provocando un restringimento dei vasi sanguigni (riduzione dell’afflusso di sangue agli organi e tessuti). Questo può portare alla sofferenza (e lesioni) agli organi e al cervello. Per una minima prevenzione del fenomeno i fattori determinanti che favoriscono l’assideramento possono essere: il vento e la temperatura, l’umidità, la stanchezza fisica, la scarsa alimentazione, l’abuso di bevande alcoliche (vasodilatazione). Per un primo intervento di soccorso si consiglia di: non somministrare bevande alcoliche, non massaggiare o sfregare la pelle, isolare termicamente
Possono esser con manopole anatomiche, con blocchi telescopici e con terminale circolare ad incastro per la progressione nella neve. Sono considerati utili da diversi escursionisti in quanto sono utili per le salite impegnative o per l'attraversamento di ruscelli, permettono un allenamento della muscolatura delle spalle e conseguente migliore aerazione polmonare e una maggiore sicurezza su terreno bagnato. Possono utilizzarsi per steccare eventualmente un arto rotto o per chi ha subito danni a giunture degli arti inferiori. Può inoltre essere utilizzato come monopiede, con l'inserto a vite, per macchina fotografica (uso a cavalletto) e altri usi. Tuttavia in per alcuni sono controindicati in quanto sembra che nelle persone sane il movimento naturale venga disturbato da questi appoggi tipo "stampelle", diminuisce il senso dell'equilibrio e la sicurezza del passo suggerisce linee di percorso non idonee, possono scivolare inavvertitamente, e far rischiare cadute in caso di cedimento o con eventuale rischio di restare feriti se ci si cade sopra (in discesa). Potrebbe esserci anche affaticamento della muscolatura delle spalle, per questo sarebbe bene usarli in coppia, e senza riporre eccessiva fiducia nella stabilita' di appoggio sopratutto in fase di discese impegnative e lunghe. Possono comunque pericolosi pericolosissimi in caso di temporale in montagna, riponendoli nello zaino con la punta all'interno o lasciarli in qualche posto per riprenderli successivamente.
Per vedere a distanza, generalmente nelle misure 8x30 o 8x40.
Da portare sempre; può essere di tipo vetrificato con rivestimento in panno oppure borracce di uso alpinistico.
Importante la bussola unita alla carta consente di consentono di orientarci lungo i vari percorsi.
CALZETTONI E CALZE
Con gli scarponi adatti particolare attenzione deve essere data anche per la scelta delle calze o dei calzettoni onde evitare così la formazione delle "vesciche". E' importante quindi Indossare i calzettoni della misura giusta che non devono formare pieghe. Sono consigliati i modelli con imbottitura sul tallone e più sottili sul collo del piede. Se avete il piede sensibile, indossate sotto il calzettone una calza di nylon o seta. Ricordarsi infine di posizionate bene la linguetta al centro della scarpa.
Le carte sono generalmente al 25.000 e/o 50.000 e consentono di orientarci lungo i vari percorsi, possibilmente protette in buste di plastica o negli appositi contenitori.
Accessorio che ogni alpinista usa, che diventa importante per l’escursionista lungo gli itinerari a ridosso di pareti di roccia, attraversamento di ghiaioni, nelle salite tra rocce, lungo i sentieri di alta montagna per riparare da cadute di ghiaia, massi o grandine.
COLPO DI SOLE
Un malessere generale, stanchezza ingiustificata, nausea e vertigini sono generalmente i sintomi del classico ‘colpo di sole’. Le cause non sono solamente l’esposizione al sole del capo scoperto, ma anche lo sforzo in clima caldo e umido e un equipaggiamento che impedisce la traspirazione. Nel caso si verificasse bisogna andare all’ombra, col capo rialzato, e fare lentamente raffreddare tutto il corpo.
Semplice, in acciaio inossidabile, con meccanismo di blocco; occorre durante l’escursione, averlo sempre a portata di mano.
Sebbene sulle montagne liguri sia molto difficile congelarsi data l'altezza non elevatissima ed il clima generalmente mite, questo potrebbe verificarsi ad alcune quote in particolari condizioni climatiche stagionali. Il congelamento è provocato dall’azione della bassa temperatura su parti circoscritte del corpo, generalmente le più esposte (arti, mani, piedi, orecchi, naso) e comunque quelle parti che già in condizioni normali ricevono meno sangue rispetto agli organi centrali. Il freddo provoca un restringimento dei vasi sanguigni, con una notevole diminuzione di sangue, che può avere come conseguenza uno stato di sofferenza dei tessuti che può arrivare sino alla loro morte (necrosi). Tra i fattori scatenanti già descritti nel capitolo dedicato all’assideramento, aggiungiamo solamente che indumenti stretti e soprattutto scarpe possono contribuire al fenomeno. Come primo intervento si consiglia di: non massaggiare la parte colpita, non applicare polveri o pomate (sono inutili), non far camminare se il congelamento interessa gli arti inferiori, (l’atto del camminare richiama sangue agli arti che sono impediti dal restringimento dei vasi aggravando le lesioni), eliminare gli indumenti umidi o stretti che costringano la parte riscaldare lentamente la parte congelata, preferibilmente con impacchi caldi a temperatura crescente (da 38° a 42°). Se vi sono vesciche o piaghe coprire con compresse e fasciare senza stringere (necessario in questo caso un intervento specialistico).
Da portare sempre nello zaino un cordino di 10m da 8mm, che puo essere utilizzato in varie situazioni di ermergenza.
Può essere la conseguenza di rovinose cadute in seguito a movimenti errati, oppure da materiale che cada dall’alto nel caso di passaggi in prossimità di pareti rocciose. Nel caso vanno distinte differenti tipologie di emorragia e le conseguenti azioni di intervento. Emorragia arteriosa: riconoscibile da colore del sangue rosso vivo fuoriuscente dalla ferita in modo intermittente a zampillo. E’ necessario far sdraiare il soggetto, sollevare se possibile la parte lesa e arrestare la fuoriuscita con tampone esercitando pressione sulla ferita (vedi punti di compressione). Può rendersi necessario l’applicazione di un laccio emostatico a monte della ferita, da togliere ogni 20 minuti per evitare di danneggiare altri tessuti per mancanza di afflusso sanguigno. Nel caso l’emorragia interessi vasi di portata sanguigna notevole (arti), il laccio deve essere posizionato sempre sopra il ginocchio e sempre sopra il gomito(sempre tra ferita e cuore), inoltre il laccio non può essere tolto ma solo allentato. Emorragia Venosa: riconoscibile dal sangue di colore rosso scuro e fuoriesce lentamente ed in modo continuo dalla ferita. E’ necessario far sdraiare il soggetto, sollevare se possibile la parte lesa e arrestare la fuoriuscita con tampone esercitando pressione sulla ferita (vedi punti di compressione). Emorragia Capillare: e quella tipica di semplici ferite o abrasioni. Nel caso, piuttosto frequente durante le escursioni a causa esempio di perdita dell’equilibrio (scivolamento) o cespugli spinosi, è sufficiente procedere ad una disinfezione della parte (acqua ossigenata e non alcool), se è il caso cercare di arrestare l’emorragia. Ottenuto l’arresto del sangue procedere alla fasciatura o all’applicazione di un semplice cerotto premedicato. Può accadere che la parte lesa sia situata in una zona del corpo, generalmente un arto, necessario per la prosecuzione della escursione, risultando di difficile fasciatura. E’ consigliabile allora lasciare temporaneamente scoperta la parte disinfettandola più volte o applicando polveri disinfettanti (tipo penicillina) e rimandare la fasciatura in un secondo tempo.
DISTORSIONE O LUSSAZIONE DI UN ARTO
Questo caso può essere, anche se non molto frequente, la conseguenza di una caduta, dove si determina una lesione che comporta un allontanamento temporaneo dei capi articolari. La capsula ed i legamenti possono distendersi, disinserirsi o lacerarsi. Si manifesta con dolore molto vivo che però diminuisce rapidamente per poi ricomparire a distanza di qualche ora con visibile rigonfiamento (tumefazione).Può esserci anche alterazione funzionale, cioè incapacità e difficoltà a compiere i movimenti normali. In questo caso bisogna immobilizzare l’articolazione interessata con un normale bendaggio con conseguente visita di controllo presso strutture idonee.
Per frattura si intende l’interruzione della naturale continuità di un osso, provocata in genere da una forza meccanica o da un urto, che si può manifestare anche senza dolore. Incapacità di movimento, posizione innaturale e rigonfiamento dei tessuti circostanti sono alcune delle caratteristiche di questo incidente. Occorre quindi comportarsi come segue: evitare qualsiasi manovra sulla zona, immobilizzare ll’arto o la zona presunta mediante stecche di legno, cartoni, bastoni o altro, nel caso di frattura esposta, dove ci sia lacerazione e fuoriescano i tessuti molli, bisogna arrestare prima l’emorragia, disinfettare accuratamente e poi procedere all’immobilizzazione, curare quindi il trasferimento rapido presso strutture idonee (Ospedale, presidio medico e pronto soccorso).
Caratteristica tipica della montagna è la repentina variabilità delle condizioni climatiche (velocità proporzionale alla quota). Spesso possono sopraggiungere, anche durante la bella stagione, acquazzoni più o meno intensi, prevedibili attraverso le precedenti mutazioni delle condizioni meteo (bassa pressione). Queste condizioni favoriscono lo scarico in terra delle differenze di potenziale createsi tra il cielo e la terra dovute a vari fattori fisici. In prossimità del fulmine la temperatura può arrivare ai 10/15.000 gr C e occorre, quindi prestare la massima attenzione ricordando alcune regole di prevenzione in caso di temporale: evitare di ripararsi sotto gli alberi isolati standone lontani almeno a 200-300 m, non tenere con se, in caso di temporale, oggetti metallici specie se acuminati (piccozza o alpenstock), soprattutto se sporgono dallo zaino, stare debitamente lontani (50 m) da conduttori metallici, non ammassarsi in gruppo, l’aria calda prodotta agisce da conduttore, in caso di temporale, se possibile, ripararsi in una grotta o anfratto, se non ci sono ripari sicuri è preferibile prendere più acqua possibile perché i vestiti bagnati sono buoni conduttori rispetto al corpo umano e favoriscono la dissipazione della eventuale scarica, si è più sicuri in un auto o dentro ad un rifugio a rivestimento metallico, Il rischio più grave dai colpiti da scariche o fulmini è comunque quello della fibrillazione ventricolare. Essa consiste nella comparsa di una gravissima alterazione del ritmo del cuore, le cui contrazioni diventano completamente irregolari e inefficaci, portando ad un arresto cardiaco e conseguente arresto respiratorio. In pratica la situazione è uguale a quella che si verifica quando si ha un arresto cardiaco. Unico atto utile e la pratica delle tecniche per la rianimazione artificiale (bocca-bocca e massaggio cardiaco esterno). E’ indispensabile conoscere e saper applicare questa pratica, essendo le disfunzioni cardiocircolatorie la conseguenza naturale di molteplici situazioni di infortunio.
E' quella che, per quanto tu abbia previsto di portare, guarda caso hai lasciato a casa proprio quella cosa che ti sarebbe servita.
MAL Dl MONTAGNA
Più si sale e più l’aria è rarefatta e diminuisce l’apporto di ossigeno ai polmoni e a volte possono insorgere alcuni inconvenienti se si è abituati a vivere in città e bisognerebbe lasciare all’organismo il tempo di acclimatarsi. Consultate in ogni caso un medico se avete avuto disturbi cardiaci o polmonari prima di intraprendere gite a quote elevate. Oltre all’altitudine, anche la fatica contribuisce a provocare disturbi, quindi cercate di prevenire adeguando lo sforzo alle vostre possibilità. I primi sintomi del mal di montagna sono nausea, mal di testa, inappetenza; poi possono cominciare difficoltà di respirazione, tosse con espulsione di muco, vomito, perdita di equilibrio, torpore, fino a perdita di conoscenza.
MOUNTAIN BIKE o MTB
La mtb è oggi il mezzo a due ruote più diffuso al mondo e in poco piu di venti anni ha conquistato praticamente tutti, un po’ per moda, un po’ per quella possibilità che offre per allargare i propri orizzonti, dalla semplice passeggiata all’escursionismo. Sembra sia nata in California da un gruppo di ragazzi, modificando vecchie bici da postino note per la loro robustezza un po’ come facevamo da ragazzi con le bici normali ma spogliate dei parafanghi, delle luci e quanto allora sembrava superfluo. Modificando sempre più quei loro mezzi all’inizio ibridati con pezzi di moto da cross, nacquero i primi telai vestiti con componentistica di derivazione stradale, sino ad arrivare alle attuali forme a noi familiari. Mountain bike nasce proprio dal nome del primo negozio che mise in vendita biciclette cosi costruite. MTB è divenuta disciplina, dal 1966, anche olimpica sempre in seno alla federazione ciclistica; chi non ricorda le gesta olimpiche di Paola Pezzo divenuta simbolo di questa disciplina? La MTB è un mezzo per allargare l’orizzonte delle nostre escursioni all’aria aperta, in sella alla bici è possibile raggiungere in breve tempo (ma non senza fatica) punti più distanti di quanto non sia possibile fare a piedi, si possono attraversare boschi, scavalcare colline, percorrere sentieri, grazie alla sua agilità ed al cambio cosi’ demoltiplicato è possibile superare salite ripide, grazie alle sue gomme di larga sezione la presa sul terreno è sempre sicura e con il loro potere ammortizzante rendono confortevole il percorso. Diversi sono i tipi di mtb: cross-country per escursionismo e ciclo-trekking, downhill per competizioni su percorsi in discesa e freeride per le prove di abilità. i materiali usati sono generalmente l'alluminio sotto forma di leghe leggere, l'acciaio più pesante ma più robusto e il titanio il materiale principe, il più nobile e quindi costoso, o materiali compositi di derivazione aeronautica tipo le fibre di carbonio e termoplastici.
PELLE
I raggi del sole, in particolare quelli di lunghezza d’onda più corta (ultravioletti) esercitano un’azione fotochimica sulla pelle che, nel migliore dei casi, si risolve in un’abbronzatura. In montagna l’effetto è favorito in quanto i raggi vengono meno filtrati dal pulviscolo atmosferico, a causa del riflesso della neve e delle rocce chìare calcaree.
Se non si può provvedere ad una progressiva esposizione ai sole, è bene proteggersi con creme solari idratanti che impediscono arrossamenti o addirittura bruciature, che si manifestano anche con febbri e brividi. Proteggere sempre le labbra (molto delicate) e il naso che per evidenti motivi è sempre esposto al sole. In caso di insorgenza di forme gravi, portare andare all’ombra e coprire le parti più esposte.
PUNTURE DI INSETTI
Casi tipici, ma per fortuna relativamente pericolosi sono la puntura di insetti quali vespe, calabroni, ragni, o altro dove una generica disinfezione e un immediato raffreddamento del punto colpito contribuiscono a rendere innocue le tossine inoculate, con conseguente diminuzione del dolore. E’ praticamente inutile praticare incisioni per sfilare l’eventuale pungiglione, a meno che questo non sia visibile. E’ utile l’utilizzo di ammoniaca, aceto sulla parte lesa. Caso a parte dove il soggetto sia fisiologicamente sensibile (allergico), può allora insorgere shock anafilattico, risolvibile solo con intervento specialistico o con inoculazione di sostanze specifiche. E’ sempre comunque da evitare qualsiasi somministrazione di antidoti o antidolorifici se non già utilizzati.
Iitinerario di Castell’Ermo o Peso Grande é uno dei più belli del savonese, il monte si trova lungo la dorsale che divide la valle Arroscia dalla valle Pennavaire, ed arrivati in cima si gode di paesaggio unico e a tratti di aspetto dolomitico in un ambiente aperto e soleggiato, dove la vista spazia sulla piana di Albenga e la valle Arroscia. Accesso stradale: da Albenga, si prende a sinistra la statale per Pieve di Teco e poco prima di giungere a Coasco si svolta a destra per Arnasco e Vendone sino a Curenna punto di partenza dell’escursione.
Saccarello, il più alto della Liguria e dell'AV e il M.Fronté (2153 m.) dal quale ha origine il torrente Arroscia della valle Arroscia che attraversa un’area tipica della produzione del vino Pigato.
L'Orientamento "quando il gioco si fa avventura" o meglio Orienteering, come viene chiamato in tutto il mondo e' una divertente e piacevole pratica sportiva nella quale il concorrente deve effettuare un percorso prestabilito con il solo ausilio della lettura della carta e l'aiuto della bussola. Naturalmente esistono percorsi per tutte le esigenze, dai facili per neofiti e bambini ai notevolmente impegnativi per concorrenti esperti ed allenati.
Da portare sempre nella zaino. Attenzione, con i climi freddi le batterie tendono a scaricarsi più rapidamente.
Quando ci si avventura sulla neve o sul ghiaccio è importante portarsi appresso piccozza e ramponi ed inoltre sapere come usarli. A prescindere dal tipo di ramponi scelti, devono adattarsi bene alla suola degli scarponi e si deve avere un metodo completamente affidabile di attacco. Generalmente, ramponi automatici sono meglio usati su scarponi di plastica e ramponi flessibili con cinghietti su scarponi di pelle.
SCARPONI
Lo scarpone non è un optional, ma uno degli elementi più importante in una escursione..
Una scarpa comoda in negozio o su terreno pianeggiante, potrebbe rivelarsi inadatta in termini di comfort su terreni in pendenza causando problemi a volte anche seri e in grado di mettere in difficoltà in un percorso impegnativo. Quindi facciamo diverse prove e allacciando bene i lacci considerando che in salita si usa portarli un po’ lenti, mentre per la discesa vanno stretti alla caviglia. Per simulare la salita effettuiamo con tutto il corpo, rimanendo comunque eretti, un piegamento in avanti e con la pianta del piede, se possibile, posata su di un piccolo gradino di 4/5 cm. Anche se il nostro stinco tocca la scarpa, valutiamo la morbidezza della stessa che deve sempre comunque fornire supporto al nostro arto. Per la simulazione dei tratti in discesa possiamo cercare di rimanere in equilibrio accovacciati mantenendo però il peso solo sulle punte. La braccia aiutano solamente per l'equilibrio. In questo caso i diti del piede non devono toccare l’interno della punta della scarpa. Più aspro è il terreno e più supporto è necessario per il piede. Non solo questo riduce il rischio di danneggiare la caviglia o il piede, ma aiuta anche a ridurre la fatica e il dispendio di energia. Sono quindi da tenere in considerazione qualora si effettuino in prevalenza percorsi di montagna o trekking o semplici passeggiate. Per camminare in montagna in inverno si ha bisogno di uno scarpone irrigidito per camminare sulla neve dura e per quando si indossano i ramponi. Per arrampicare su neve e ghiaccio è necessario avere uno scarpone forte completamente irrigidito con buon supporto per le caviglie. Per arrampicarsi su roccia ed in generale c’è bisogno di scarponi rigidi e con un buon supporto. Per il Trekking: per trekking e le camminate in collina a lunga distanza le calzature servono più flessibili e più comode. Esse poi richiedono un periodo minore di rodaggio. Per le passeggiate e se si cammina semplicemente su sentieri a bassa quota le calzature devono essere comode e leggere e non richiedono molto rodaggio. Anche la stagione ha la sua importanza e occorrerebbe quindi optare per paia diversi. Uno scarpone per 4’ stagioni può essere usato tutto l’anno anche su neve e ghiaccio. Uno scarpone per 3 stagioni non è adatto per neve e ghiaccio. Questo aspetto è molto importante in quanto molte disgrazie succedono sulla neve o sul ghiaccio prima che gli arrampicatori o i camminatori si mettano i ramponi, cioè quando scarponi morbidi e flessibili non forniscono un supporto sufficiente per la neve dura. Solo perché è possibile attaccare i ramponi ad uno scarpone questo non li rende necessariamente adatti per l’uso sulla neve e sul ghiaccio - bisogna sempre considerare la prestazione dello scarpone sulla neve e il ghiaccio prima di mettere i ramponi. Molti sono i modelli con diverse tipologie di materiali e per assicurare che il rapporto tra peso e supporto sia sempre giusto, si usa pelle, tessuti e materiali particolari di vari spessori. Gli scarponi in tessuto sul mercato sono disponibili con una membrana di rivestimento interna tipo o Gore-Tex traspirante e impermeabile). La maggior parte degli scarponi sono dotati di anelli e ganci antiruggine e di lacci extra robusti. Materiali particolarmente utilizzati sono la pelle Anfibio Waterbuck che rende le tomaie estremamente resistenti e durevoli in quanto quando la pelle viene trattata con Waterbuck, diventa impermeabile per un periodo massimo di 12 ore quando completamente immerse; la Cordura leggera, fresca e resistente che può essere trattata con un agente idro-repellente o impermeabile per una migliore resistenza all’acqua; il Gore-Tex® Generalmente riconosciuto come il miglior tessuto impermeabile e traspirante, con il massimo comfort consentendo di far uscire liberamente il sudore. Per le suole sono utilizzati lo Skywalk che è una singolare suola a doppia densità (gomma dura alla base con inserto più morbido a contatto con il piede) su cui si può applicare una ghetta o la Vibram in gomma a varie mescole e disegno (battistrada), leggere, forti e resistenti e sono le più utilizzate. Da ricordare infine l'importanza delle calze o calzettoni adatti per i quali valgono gli stessi concetti espressi in relazione alla stagione o al tipo di escursione.
TORRENTISMO o CANYONING
Il torrentismo si svolge in genere in luoghi molto selvaggi e di naturale bellezza e può essere considerato una forma di particolare di escursionismo dove ci si muove immersi nella vegetazione lussureggiante e si rimane colpiti scoprendo un ambiente selvaggio. Cascate, rapide, laghi di acqua fredda, con la giusta attrezzatura ed esperienza offrono diverse opportunità, con tanti brividi ed emozioni lungo parte della rete fluviale ligure. I torrenti più "gettonati" sono, da ponente, l’Argentina, l’Orba (nella zona di Sassello), il Teiro (Varazze), il Lavagna e il Vara.
VIPERA E IL SUO MORSO
La vipera è un animale che per parte dell’anno è in letargo, quindi solo in certi periodi lo si può incontrare e difficilmente vive oltre i 1500 m di altitudine. Non ama, come tutti gli animali, i rumori e la confusione, e se disturbato si difende. La quantità di veleno iniettato in un morso (7-8 mg.) è circa la metà della quantità che può provocare la morte in una persona adulta e gli effetti del veleno si avvertono dopo circa 30 minuti diventando gravi oltre le 2 ore. L'aver portato il siero antivipera è comunque vincolato nell'uso dal fatto che sia stato possibilmente al fresco in quanto potrebbe deteriorarsi, occorre inoltre anche una conoscenza del sistema venoso e arterioso per l’identificazione di dove effettuare la puntura ricordando che in qualsiasi soggetto, a seconda dello stato psicofisico del momento, può causare shock anafilattico. Generalmente occorre procedere come segue: far sdraiare il soggetto, ed evitargli assolutamente movimenti ed affaticamento che avrebbero come conseguenza l’accelerazione della velocità di flusso del sangue, cercare Immediatamente di chiamare il soccorso, facilitare l’uscita del sangue incidendo la parte ma senza succhiare, al limite cercare di aspirare con una siringa, lavare la ferita con acqua e non usare l’alcool che “fissa” il veleno, applicare un laccio emostatico o simile moderatamente stretto, a monte del morso, ricordandosi di allentare il laccio per qualche minuto ogni 20-30 minuti per evitare lesioni per mancanza di sangue ai tessuti a valle, effettuare il trasporto assolutamente senza far camminare il ferito e dove sia possibile far intervenire al più presto possibile personale qualificato.
Web-Bibliografia | |
Informazioni utili e dati completi e aggiornati, sull'"Alta Via dei Monti Liguri" sono dal sito o dalle pubblicazioni dell'Unioncamere/Associazione Alta Via dei Monti Liguri da consultarsi per i dati aggiornati. For all official and updated informations go to Unioncamere/Associazione Alta Via dei Monti Liguri.. | |
Termini e descrizioni su alcuni elementi di primo soccorso dal sito di Escursionismo.it completo di foto e schemi per un approfondimento dettagliato e per ulteriori tematiche. |
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(notizie, articoli e fotografie pubblicate sul web il 10/10/2000, Enrico Pelos)