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La Val Gromolo Enrico Pelos
La valle del torrente Gromolo è la valle di Sestri Levante. In origine Sestri, non era che un minuscolo villaggio di pescatori appartenenti alla popolazione protostorica dei Liguri, e sembra che in tempi antichi, la Punta di Sestri era una piccola isola, in quanto solo in seguito i detriti portati dal rio Gromolo formarono l'istmo su cui in seguito sarebbe sorta la cittadina. In seguito con l'arrivo dei Romani con i loro accampamenti e le loro strade, il villaggio divenne una "mansio", cioè una stazione di sosta e di cambio dei cavalli per i viaggiatori della la Via Aurelia.
Dei tempi romani esistono ancora alcuni tratti di selciato e alcuni ponti, mentre nulla è rimasto dell'antica Segesta Tigulliorum. Segesta era la dea della mietitura, e ricorda che nei dintorni venivano coltivati cereali;l'altro termine si riferisce ai Tigulli, la popolazione locale, così chiamata perché copriva le proprie abitazioni con tegole di ardesia (tegule), testimoniando così l'uso, già in epoche remote, della pietra di Lavagna, che è ancora oggi una delle ricchezze dell'entroterra. Sestri appartenne ai conti di Lavagna fino al 1134, per passare poi sotto il dominio di Genova, rappresentandone un importante baluardo difensivo. Quì i genovesi costruirono nel 1145 un castello, rifatto poi nel 1440. Nel 1432, Sestri Levante respinse un attacco di 33 galee e 2 galeazze di fiorentini e veneziani. Fù frequentatata da uomini illustri: da Dante a Byron, da Giuseppe II a Wagner e Shelley. Ma fù Hans Christian Andersen, il favolista danese autore della "Piccola Fiammiferaia" che qui soggiornò a lungo e che è ricordato dalla Baia delle Favole, che la fece conoscere in tutto il mondo e il suo nome è legato alla cittadina da un concorso nazionale che si tiene tutti gli anni e che premia la miglior fiaba originale.
(pubblicato sul web il 20/4/2003 )
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