Favale di Malvaro


Enrico Pelos

Generale

Favale di Malvaro è collocato nell’avvallamento del torrente Malvaro che è un affluente del Lavagna. E' composto da 14 piccole frazioni disseminate in un territorio boscoso con numerosi itinerari e piacevoli escursioni quale quella al Monte Caucaso (1245 m), la cima più alta della Val Fontanabuona. Nel corso del secondo Ottocento oltre 3000 i favalesi emigrarono nel Nuovo Mondo, un dato che colpisce se si pensa se si pensa che oggi Favale conta circa 500 abitanti. Ad Accereto un museo ricorda la storia e la vita di chi lasciò la propria terra in cerca di fortuna che è allestito nella casa paterna del più illustre degli abitanti della Val Fontanabuona emigrati in America: Amedeo Pietro Giannini (1870 – 1949). Nacque in California da genitori cresciuti e sposatisi a Favale e fu il fondatore della Banca d’America e d’Italia. La casa dove oggi si trova il Museo, èstata restaurata nel 1983 proprio grazie a fondi stanziati dalla Banca ed è stata poi donata al Comune nel 1988. Sempre a ricordo dei favalesi che lasciarono il loro paese, a Favale Capoluogo è stato inaugurato, nel 1989, il Monumento dell’Emigrante nei pressi del quale sono attualmente in corso i lavori di ristrutturazione nella remativa struttura “Casa dell’Emigrante”. Opera dello scultore Luigi Grande, il monumento rappresenta la partenza dal paese natio di numerosi emigranti e il loro arrivo nel Nuovo Mondo pieni di speranza e fiducia nel futuro. In prossimità dell’abitato di Castello, lungo la SP23 della Scoglina, esiste un cimitero valdese che custodisce i resti di alcuni membri della famiglia Cereghino denominati “Sciallin” di Castello, contadini e cantastorie che attraverso i loro spostamenti ed i loro girovagare nelle valli della Lombardia e del Piemonte, entrarono in contatto con delle comunità valdesi alla cui religione ben presto aderirono. Favale di Malvaro può a tutti gli effetti essere considerato, per la sua storia presente e passata, un ‘Comune Mariano’ perché, nel corso dei secoli, il culto che i suoi padri hanno avuto nei confronti della Madonna del Rosario, ha rappresentato la tradizione più viva e sentita. Dal 5 giugno 1853, i favalesi, avvalendosi di un atto notarile, hanno infatti voluto eleggere la Beata Vergine Maria al titolo di Nostra Signora del Rosario come Patrona e protettrice di questo popolo per averlo salvato sia dalle violente lotte intestine nel 1600 tra le fazioni rivali dei Verdi e dei Turchini esistenti in Favale, sia nella I° metà dell’800 dall’eresia valdese che minacciava di provocare nuove e sempre più dolorose divisioni tra la popolazione. Per affermare ulteriormente la devozione della gente favalese alla sua patrona, in occasione del I° censimento svoltosi nel 1953, il Consiglio Comunale ha voluto consegnare alla Madonna del Rosario le chiavi del paese per riconfermarla Regina e Custode di Favale. E' da poco trascorso il 150° anniversario da quando è patrona e si sono svolti solenni festeggiamenti culminati il 5 giugno con l’elevazione a Santuario della Chiesa Parrocchiale da parte del Vescovo Diocesano S.E. Mons. Alberto Maria Careggio. Questo grande avvenimento è stato preceduto dall’inaugurazione della Cappella votiva al Passo della Scoglina che domina dall’alto Favale, avvenuta il giugno del 2002 giugno con la presenza del Vescovo Emerito Mons. Ferrari e realizzata dal Comune di Favale di Malvaro.


(pubblicato sul web il 20/03/2004)