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Castelvecchio di Rocca Barbena Enrico Pelos General Castelvecchio è distante pochi km dal mare di Albenga nella Val Neva poco prima del bivio con la Valle Pennavaire. Quì si trovano l paesini medievali di Cisano e Conscente con i loro castelli (privati)e, prendendo a destra sulla strada per Garessio, c'è il bivio che porta a Zuccarello, con i suoi antichi portici, e a Castelvecchio di Rocca Barbena. Proseguendo si arriva fino all’altopiano di Bardineto e quindi nella Valle Varatella con Toirano oppure proseguendo lungo la Val Neva (che era una antica via del sale, ben difesa da torri e castelli) si incontrano Erli e più in su, tra faggeti e castagneti, il passo di S. Bernardo, noto per la fonte che vi sgorga e tappa dell'AV. Castelvecchio è uno dei più bei borghi liguri e costruito a cerchio intorno al suo antico castello costruito dai Clavesana nel XI secolo, con strette e tortuose stradine che si dipartono dal carruggio principale. La chiesa principale, quella dell'Assunta ha avuto diversi rifacimenti in periodo barocco ma il campanile con cuspide è ancora quello originario e in piazza della Torre, un tempo tristemente famosa per la sua forca h a l'ingresso l'oratorio dei Disciplinanti. Sembra che il nome derivi dal termine antico Vallis Cohedani, toponimo della "via del sale" tra la pianura piemontese con la Liguria di ponente via di commercio per olio, vino, grano, legname. Diventò feudo imperiale con i marchesi Del Carretto, la famiglia della bella Ilaria, resistendo ai potenti vicini della Repubblica di Genova e dei Savoia Le antiche case in pietra, con i tetti a terrazza e i sottotetti ed i forni sporgenti dai muri delle case, dove veniva cotto il pane, sono state restaurate dagli abitanti del luogo ed anche dai molti turisti stranieri, in maggior parte scandinavi, Le finestre sono caratterizzate dalle tipiche cornici bianche tipiche dell'area alpino-provenzale. Le case sono in molti casi collegate dai tipici archi che avevano una funzione antisismica per le vie interne dal tipico aspetto mediterraneo impresso dai primi abitanti saliti fin qui dalla costa per sfuggire alle incursioni saracene. In una di queste case usava scrivere le sue belle canzoni anche Björn Afzelius, definito il "De Andrè del Nord", una star della canzone scandinava scomparso alcuni anni or sono. Appena fuori dal borgo una strada conduce al cimitero e proseguendo si arriva al poggio del santuario della Madonna delle Grazie (del sec. XVII)con una bella bella la vista sul borgo, sul paesaggio e sulle fasce coltivate. Tipico piatto della zona sono i ravioli accompagnati dal rossese che è uno dei migliori vini liguri. (pubblicato sul web 10/10/2005)
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