Personaggi che fanno conoscere gli Appennini e i Monti di Liguria

Famous people and Liguria Mountains

GIANNI BERENGO GARDIN


Enrico Pelos

 

 

Gianni Berengo Gardin è uno dei più "Grandi" fotografi italiani ed internazionali. Pochi sanno che è un ligure essendo nato a Santa Margherita Ligure nel 1930 ed ha iniziato a occuparsi di fotografia nel 1954. Nel 1965 inizia la sua carriera di fotoreporter, lavorando per il settmanale "Il Mondo" diretto da Mario Pannunzio. Dopo aver vissuto a lungo a Roma, Venezia, Lugano e Parigi, decide nel 1965 di stabilirsi definitivamente a Milano, dedicandosi comletamente alla fotografia di reportage, all'indagine sociale, alla documentazione di architettura e alla descrizione ambientale. Ha collaborato con le più importanti testate della stampa illustrata italiana ed estera (ad es. per L'Espresso, Domus, Epoca, Le Figaro, Time, Stern, etc...), ma si è principalmente dedicato alla realizzazione di libri, pubblicando oltre 200 volumi fotografici e dal 1966 al 1983 ha collaborato con il Touring Club Italiano, realizzando molti volumi sull'Italia e sui paesi europei. Ha lavorato molto con anche per l'industria italiana (ad es. Olivetti, Alfa Romeo, Fiat, IBM, Italsider, Procter&Gamble, ecc) realizzando reportage e pubblicazioni aziendali. Nel 1979 ha iniziato la collaborazione con Renzo Piano, realizzando la documentazione fotografica di molti progetti architettonici. Attivissimo anche nell'organizzazione di mostre ne ha curato oltre 200 tra le quali al Museum of Modern Art di New York, alla George Eastman House di Rochester, alla Biblioteca Nazionale di Parigi, al Guggenheim Museum di New York, alla prestigiosa Maison Européenne de la Photographie di Parigi, al Photokina di Colonia, all’Expo di Montreal, alla Biennale di Venezia ed in molte gallerie FNAC. Ha vinto numerosi premi e riconoscimenti, ed è stato considerato - nel 1972 dalla rivista Modern Photography - tra i 32 migliori fotografi al mondo: the "32 World's Top Photographers". Fa parte anche degli amci preferiti dalla Fondazione HBC per la mostra permanente "Le choix d'Henry Cartier-Bresson". Un altro mito della fotografia Sir Cecil Beaton la posto tra i suoi "Genius of Photography". Ha fotografato uomini e città in Italia e nel mondo ed alcuni suoi libri fotografici sono state vere e proprie denunce o reportage sociali come ad es. "Morire di classe" (con Carla Cerati) o "In treno attraverso l'Italia (con il grande Ferdinando Scianna e Roberto Koch). Altri libri interessanti sono: Venise des Saisons, L'occhio come mestiere, Toscana, Francia, Gran Bretagna, Roma, Dentro le case, Dentro il lavoro, Scanno, Il Mondo, Un paese vent'anni dopo (con Zavattini), Gianni Berengo Gardin Fotografo, Disperata Allegria, Italiani.

Gianni Berengo Gardin is one of the most important Italian photographers internationally well-know world wide. He is from Liguria been born in Santa Margherita Ligure, in 1930 and he started working in photography in 1954. He lived in Rome, Venice, Lugano and Paris, to move to Milan to start a professional career dedicated to photographic reportage, social research, architectural documentation and environmental documentation. He worked with some of the most most famous Italian and foreign magazines, but he has mainly dedicated himself to the making of books, creating more than 200 photographic books. His first photographic reportage was in 1954 for th weekly "Il Mondo", directed by Mario Pannunzio and he started soon to worked with the Italian Touring Club, for which he made numerous volumes about Italy and other European countries. He has organized many ehxibitons all over the world - Photokina of Colonia, at the Expo of Montreal and at the Biennale of Venice - and won many international prizes among which the Premio Scanno award in Italy, the Brassai Prize, the Leica Oskard Barnack Award, the Goldoni Oscar Prize. Modern Photography stated him as one of the "32 World’s Top Photographers" and the great Cecil Beaton cited him called him on on "The Genius of Photography" and Bill Brandt selected him for the "Twentieth Century Landscape Photographs" at the Victoria and Albert Museum of London. Italo Zannier, in the History of Italian Photography (Roma-Bari 1987), defined him as "the most remarkable photographer of the post-war."

Ma è in occasione della mostra "Un paesaggio italiano. Una Comunità Montana in Liguria: Le Terre del Giovo” organizzata dalla Comunità Montana del Giovo, in collaborazione con il Settore Musei del Comune di Genova - Centro di Documentazione per la Storia, l’Arte, l’Immagine di Genova e FNAC, ospitata nel prestigioso Palazzo Rosso di Genova. Quì la sua fotografia riguarda il paesaggio fondato sulle genti dei monti liguri. I suoi soggetti possono essere contadini, vecchi dalle rughe profonde, contadine al lavoro nelle campagne su campagne ma anche pasticceri dell'industria dolciaria o operai di fabbriche in via d'estinzione. La Comunità Montana del Giovo ha voluto far conoscere, con le sue fotografie, tutte le interessanti e belle peculiarità delle Terre del Giovo, che sono in Provincia di Savona e che comprendono i comuni costieri di Albissola Marina, Albisola Superiore, Bergeggi, Celle Ligure, Vado Ligure e Varazze e quelli montani di Giusvalla, Mioglia, Pontinvrea, Quiliano, Sassello, Stella e Urbe. Le fotografie sono suddivise in quattro periodi a documentare gli aspetti del territorio all’interno delle quattro stagioni in un territorio in cui si incontrano paesaggi, attività produttive e tradizioni diverse, aspetti culturali, sociali, tradizionali ed umani. Un reportage molto oltre il semplice documentario-richiamo turistico

Maurizio Maggiani, il famoso scrittore ligure, ha scritto una bellissima presentazione per la sua bella mostra fotografica - tenuta a Palazzo Rosso uno dei più prestigiosi edifici antichi di Genova - sulle Terre del Giovo:

..."Cammino per conoscere non per mettermi alla prova. Cosi sono tornato a casa, sono tornato all'Appennino. Si, L'Alpe si scala, l'Appennino si viaggia. L'alpe è drammaticamente inumana, e salirla è valicare i limiti dell'umana compostezza; l'Appennino e vastamente umano, e transitarlo è consonante a ciò che umanamente ci appare domestico. Dall'Alpe si vede l'universo, e forse anche Dio, ma dall'Appennino si vedono gli uomini, e si vede il mare. ... Non c' vetta o colla e sella, o crepa o falesia e spiaggia d'Appennino che non abbia un segno di vita di uomini. Se penso a Berengo Gardin, penso a un uomo come me, un uomo viaggiatore, che si e messo per la strada molto tempo fa e non si è ancora fermato. ..quando mi hanno detto che era per l'Appennino ho pensato: ecco, li ci incontreremo ancora. L'Appennino e un crocicchio ideale, le sue vie si compiono sempre in un luogo di incontri per quelli che sulla strada hanno ancora voglia di conoscere. II suo viaggio in Appennino è un discorso quieto e disteso di cio che conosco e non ho visto, di cio che c'e e ho appena sfiorato. Mi conforto del suo viaggiare, come un compagno di strada gioisce di un racconto inatteso eppure così naturalmente consonante. Ben trovato Gianni in questa umanita che guarda il mare e sale la montagna con il tuo stesso quieto e antico sapere...".

 

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(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 26/04/2007, Enrico Pelos)

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