I Celti-Liguri - loro dolmens e castellari sono stati portati alla luce dall'archeologia - sono tra le più antiche popolazioni di cui si abbia memoria, secondo le testimonianze di scrittori del I secolo d.C. come Polibio e Strabone. Strabone specificava che i Liguri erano di nazione diversa dalla gallica ammettendo, che quelle differenze sussistevano tuttavia in parte nei discendenti dei due popoli.

Fin dal II millennio a.C., tutta l'area padana occidentale, è abitata dai Liguri, un popolo pre-indoeuropeo che giunge dalla penisola iberica (Il termine "Ligure" non comprendeva solo la Liguria attuale ma va inteso in senso molto più ampio).
Dal VII al VI secolo a.C. avvengono immigrazioni di un altro popolo di origine indoeuropea: i Celti, le cui origini si perdono nella notte dei tempi.

I Liguri, sembrano però d'origine pressoché sconosciuta, nel VII a.C. occupano e si mescolano alle popolazioni di Narbonne, di Beziers e Montpellier. Gli Iberici giungono attraverso la Val d' Aran e Roncisvalle e occupano il territorio nell'ansa della Garonna. Invadono il paese dei Liguri contribuendo alla formazione d'una civiltà avanzata, la Ibero-Ligure. Nello stesso periodo, i Greci fondano Marsiglia e introducono la coltivazione dell'olivo e delle vigne; stabiliscono delle basi sulla costa, come Nizza e Antibes, e penetrano all'interno. I celti si uniscono ai liguri in una vera e propria simbiosi, sembra senza alcuna lotta e amalgamando i costumi, le religioni ed i linguaggi. Occupano anche il Basso Delfinato e la Provenza, mischiandosi agli abitanti. Sembra questa l'origine di un nuovo popolo: i "Celto-Liguri". I Celto-Liguri hanno i primi contatti con la civiltà latina nel III secolo a.C., quando giungono in Liguria le legioni romane. All' arrivo di Cesare, cinque differenti popoli occupavano un vasto territorio considerato poi in parte occitano (la lingua d’oc, della grande regione occitana e della quale fà parte anche Olivetta San Michele in Liguria, si è formata dalle parlate locali Iberiche e Celto-Liguri, latinizzate dalla conquista romana.): i Celti, gli Iberici, i Volci, i Celto-Liguri e i Greci. L'occupazione romana distrugge sì alcune tribù ma molte altre sopravissero. Vari legionari si stabilirono in Liguria e la lingua latina si innesta così sull'idioma celto-ligure. Periodo romano (100 a.C. - 600 d.C.) Quindi fù in tempi molto remoti che le nostre zone furono abitate dai liguri che occupavano l''ampia area tra la Liguria e la bassa Lombardia, compresa l'attuale Provenza. I Celti, in diverse fasi, raggiunsero la nostra penisola, dall'XI al IV sec. a.C., penetrarono nelle nostre località senza sopraffare la popolazione esistente, per cui si formò il nuovo ceppo etnico dei Celto-liguri. Gli antichi distinsero in ogni tempo i Liguri non solo dai Celti, ma anche dagli Iberi, dando ai due popoli riuniti e coesistenti da Emporio al Rodano il nome di Ibero-Liguri; mentre quello di Celto-Liguri dato agli abitanti di parte dal paese fra il Rodano e la Durenza, afferma implicitamente che ivi i Celti si erano sovraimposti o piuttosto incorporati ai Liguri, mantenendo però esclusivamente quello di Liguri alle tribù di questa nazione, che i Celti non riuscirono a conquistare, alcune delle quali situate ad occidente del Varo, anche quando, col prevalere dei Celti dalle Alpi marittime ai Pirenei, prevalse eziandio la denominazione di Celtica a tutta la Gallia meridionale, compresa fra quelle catene di monti.

Molte le tracce in varie località, riconducibili alle influenze celtiche in Liguria:

Nella citta' di Savona, sull'altura del Priamar, dove venne edificata dai Genovesi nel 1542 un'imponente fortezza, distruggendo parte dell'abitato preesistente costruito sopra vari insediamenti antichi che arrivano fino alla preistoria e dove gli archeologi hanno permesso di mettere in evidenza una necropoli tardoantica sviluppatasi dai primi secoli dopo Cristo lungo un periodo di circa 300 anni in cui furono inumati i defunti dei Sabazi (Sabates), una popolazione di stirpe Celto-Liguri convertita poi quasi completamente al Cristianesimo. In alcune tombe e' stata trovata traccia di tradizioni rituali pagane tipicamente celtiche come ad esempio la deposizione di un boccale presso il capo del defunto, destinato a contenere cibo o bevande da consumarsi dopo la morte. L'analisi approfondita ha permesso di mettere in evidenza la tendenza da parte di queste popolazioni ad orientare le sepolture nella direzione di sorgere della costellazione di Orione, di quello di Sirio e della levata eliaca di Spica nel periodo cronologico che va dal III al VII secolo. Tutti e tre questi oggetti celesti risultano essere stati ben noti alle popolazioni celtiche e celto-liguri durante l'eta' del Ferro le quali orientarono spesso necropoli e santuari verso i punti di levata e di tramonto di questi tre oggetti. Sirio aveva poi a che fare con una delle feste rituali piu' importanti lungo l'anno celtico, infatti la sua levata eliaca stabiliva il periodo giusto per la celebrazione della festa di Lughnasad.
Rapallo è stata fondata abitata dai Tigulli che erano una tribù Celto-ligure.

A Baiardo le ultime tracce della cultura celto-ligure degli Intemeli e Ingauni dove le antiche popolazioni del ponente ligure, contennero le invasioni dei Greci, ma non riuscirono a impedire l'ingresso di gruppi provenienti dal centro Europa che, in maniera per lo piu pacifica, si fusero con la popolazione locale, dando origine a ceppi celti-liguri.

A Faie, nei pressi di Mendatica i Celti Epanteri furono cristianizzati dai SS Nazario e Celso.

A Pitelli, vicino ad Arcola in Prov. di La Spezia, alcune interpretazioni fanno discendere i suoi abitanti direttamente dai piti, antichi guerrieri celtici con la faccia tatuata di blu.

A Pian dei Preti, una località nei pressi di Genova, dove si svolse un'aspra battaglia tra i druidi e i romani, si fanno risalire proprio ai druidi le origini di uno dei nomi più diffusi, i Bacigalupo.

Certe feste dei paesi dell'entroterra conservano ancora tracce degli antichissimi retaggi:
A Baiardo, ad esempio, il bel paesino circondato dai boschi a poco piu di 20 km da Apricale, si celebra da secoli, in concomitanza con la Pentecoste, la "festa della barca", una sceneggiata cantata, danzata e mimata che racconta una tragica storia d'amore. C'è chi dice si ricolleghi ai riti druidici; quel che e certo e che le composizioni musicali che accompagnano il ballo hanno un'inconfondibile origine celtico-provenzale.

 

(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 5/8/2003, Enrico Pelos) 

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