TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA

C L O S E

IL CONSIGLIO DEL SOMMELIER

rubrica vini a cura di renato sirigu

Antonello Maietta, Sommelier Professionista, Enoteca A Posaa
p.zza Bastreri, 2 19025 PORTOVENERE SP Tel./Fax 0187791466

Antonello Maietta spezzino, sommellier, già campione italiano nel 1990 e finalista mondiale nel 1992, membro della giunta esecutiva dell’AIS, titolare dell’enoteca “A Posaa” di Portovenere ci suggerisce quattro proposte per bere bene, ma diverso e nel pieno rispetto delle tradizioni liguri.

Un rosso doc, un rosso novità, un bianco ed un passito.

. Da ponente a levante indica un Ormeasco di Pornassio, l’ultima DOC della Liguria, della azienda agricola cascina Nirasca: “Superiore” invecchiato in botti di rovere dal colore rosso rubino, dall’aroma intenso con sentori di frutta di bosco e dal sapore rotondo e pieno. Prezzo al consumatore 7 euro.


. Da Pieve di Teco passiamo nel savonese a Spotorno dove i fratelli Sancio per il 2005 propongono un Lumassina, IGT delle colline savonesi, rigorosamente 100% secondo il disciplinare vinificato con uve esclusivamente prodotte nell’azienda tra i comuni di Spotorno Vezzi, Finale, Gorra e Orco. Prezzo al consumatore 7 euro.


. La proposta per la provincia di Genova ci porta nel chiavarese dove l’enoteca Bisson per questa annata ha prodotto un Granaccia, 100% del vitigno, sia nella versione secco che in quella passito. Prima produzione in assoluto. Un rosso importante strutturato, che dovrà maturare, ma già dalla fine dell’estate potrà essere provato per la sua novità. Prezzo, presumibile, al consumatore 10 euro.



. Maietta chiude con un vino di spezzino, di casa. Un passito rosso da quattordici gradi e mezzo ottenuto con uve sciacchetrà e che proprio per questo ha dovuto trovarsi un’altra denominazione per l’IGT: Golfo dei poeti, lo produce Terre di Levante. Prezzo al consumatore 13 euro.







“VINI DAMARE” II RASSEGNA ORGANICA DEI VINI LIGURI

IIl numero perfetto è il 3 per cui visto che la seconda edizione di “Vini dAmare” ha surclassato la prima chissà cosa ci riserverà il 2006. Lo scrivo perché l’anno scorso avevo titolato “Questa ve la siete persa! Ricordate Camogli maggio 2005: II rassegna del vino ligure” ed ha portato bene!

Alla rassegna camoglina i produttori liguri presenti sono passati da 39 a 48, più della metà del non vastissimo panorama regionale.

Merito dell’AIS Liguria e del lavoro di Pier Franco Schiaffino delegato AIS del Tigullio, di Moreno Babbini sommelier ma, in questo caso infaticabile e sapiente organizzatore, della giunta comunale della città di Camogli e nella fattispecie dell’assessore al turismo, Elisabetta Caviglia (moglie di sommelier) e del suo collega al commercio. Intanto quest’anno oltre a Marcello Destriero (Presidente AIS Liguria), Giuseppe Polonio (Delegato AIS) era presente anche il presidente nazionale dell’AIS, il romagnolo Terenzio Medri.

Inoltre AIS Liguria e città di Camogli hanno istituito un premio congiunto che è stato assegnato alla giornalista Paola Ricas, direttrice di La cucina italiana, 120.000 copie, giornale che punta alla valorizzazione dei prodotti regionali.

Insomma un trionfo testimoniato dai due padiglioni di stand affollatissimi sistemati sul lungomare dove sommelier, giornalisti ed esperti hanno potuto testare il meglio della produzione regionale. In un mercato che sta subendo l’attacco dei vini cileni, argentini, canadesi, californiani, australiani, sudafricani e pure rumeni che sbarcano ad un euro al litro il Bel Paese può rispondere solo con la qualità.

La Liguria nella sua pochezza quantitativa, è la penultima regione italiana prima solo della Val d’Aosta, ha un grande vantaggio: i suoi vini, tutti prodotti con vitigni autoctoni non sono facilmente riproducibili, quando si pensa che il 60% del vino mondiale è fatto con quattro vitigni (cabernet, merlot, pinot e chardonnay).

Allora tutti insieme, noi giornalisti, i sommelier, i produttori, ma anche i ristoratori e quelli di Camogli, tramite ASCOT, si sono già fatti avanti per promuovere questo straordinario prodotto di nicchia che è il vino ligure