Percorsi d' Autore
TIMO, GINESTRA, ERICA E CORBEZZOLI DI STEFANIA SANDRELLI
Luciano Bonati
Zaino in spalla alla sorgente tenebrosa e alle rocce del corvo
Nella Hit-parade dei luoghi spezzini di richiamo turistico, ad Ameglia e Lerici piace contendere lo scettro alle Cinque Terre. Forse i due blasonati centri del levante ligure, entrambi comuni, ammetterebbero di sentirsi soccombenti in una graduatoria che tenesse conto dei flussi di massa, ma non già in una classifica che ponesse in specifica considerazione la qualità. Effettivamente non si può negare che Lerici e Ameglia siano gettonatissimi dal mondo dei vip: scrittori, giornalisti, politici, stelle della canzone e dello spettacolo. Come l' attrice Stefania Sandrelli, conquistata dalle scogliere impervie che dalla foce del Magra si estendono alla punta di Maralunga, squarciate da orridi precipizi nell' arco tra Punta bianca e Tellaro. E' il tratto di dirupate costa che ispirò Dante quando ricorse a un termine di paragone dovendo rendere l' idea della scoscesa montagna del purgatorio: "Tra Lerici e Turbia, la più deserta,/ la più rotta ruina è una scala,/verso di quella, agevole ed aperta". Se tuttavia davanti al fascino selvaggio di queste marine ci sentiamo soggiogati, è pur vero che l' intero territorio suscita ammirazione, sino al crinale ed oltre. D' accordo anche Stefania Sandrelli, soprattutto ora che il CAI e l' ente parco di Montemarcello hanno ripristinato una rete di sentieri che consente di esplorare a fondo il promontorio, ricco di pregi naturalistici e di vestigia storiche. Se la sempre splendida Stefania si crogiola volentieri al sole del Piastrone (presso Tellaro) o nell' incantevole spiaggia di Punta Corvo, raggiungibile da Montemarcello affrontando settecentotrenta ripidi scalini (fatica fortunatamente mitigata dall' ombra di una fitta lecceta, sa tuttavia programmare bene il tempo libero, dividendolo equamente tra pinne e scarponi. Infatti confessa... Zaino in spalla è piacevole, in tutte le stagioni percorrere l' anello intorno al monte di Ameglia, con opportune soste di osservazione, ad esempio, presso la tenebrosa sorgente Fada, alla necropoli di Cafaggio, dinanzi ai resti della villa romana di Bocca di Magra, sulle rocce di Punta bianca levigate dal mare, tra la deliziosa quiete di Cala Marola, che racchiude un sorprendente fazzoletto di sabbia. Eppoi assaporare il profumo del timo e della ginestra, che tra asparagi, mirto, erica, corbezzoli, pini marittimi e pini di Aleppo dominano tutto il versante a mare di Montemarcello L' itinerario gradito a Stefania Sandrelli ricalca in grandi linee uno dei percorsi didattico naturalistici suggeriti dall' "ente parco":CAFAGGIO, BOCCA DI MAGRA, PUNTA BIANCA (possibile accesso a CALA MAROLA), SENTIERO N°4 SINO AD INCROCIARE LA FATICOSA ERTA FRA LA SPIAGGIA DEL CORVO E MONTEMARCELLO. DA MONTEMARCELLO RIENTRO AD AMEGLIA. Si rientra per una millenaria mulattiera, ancor oggi ben solida nei suoi blocchi di pietra bianchi e grigi, qua e là ristretta da rigogliosi cespugli di mirto e dall' invadente, spinosissima, salsapariglia.
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