Percorsi d' Autore
Franco Sinatra da Rossi, l'antica parrocchia di Tasso nel comune di Lumarzo

R.p.m

Radici in Fontanabuona
e il pesto a Malibù




È tutto merito del pugilato, racconta Luciano Zeffirino -i fratelli Zeffirino hanno, dal 1939, un ristorante a Genova- Infatti, venticinque anni fa, io, appassionato di boxe, avevo inventato il 'Guanto d'oro', un premio che consegniamo a tutti i pugili, italiani o stranieri, che vincono incontri importanti. Nel 1976, in occasione del Benvenuti-Griffith, disputatosi al Madison Square Garden, N.Y., siamo andati, dopo il match, a Las Vegas, in un locale di Frank Sinatra. E lì è avvenuto il primo incontro con "The Voice".
È stato un incontro emozionante?
È stato un incontro che non dimenticherò mai. C'era anche la RAI. Venimmo, i miei fratelli e io, presentati a Frank il quale ci assicurò, dovendo recarsi in Europa a cantare, che sarebbe venuto a trovarci. Scese all'Hotel de Paris di Montecarlo. Noi ci accordammo con lo chef dell'albergo e gli portammo il pesto. Poi, il 14 agosto 1984, atterrò qui in elicottero e ci onorò di una visita. Venne con la moglie Barbara, con roger Moore, la figlia e due 'gorilla'
È esigente Frank Sinatra, culinariamente parlando?
Vuole sempre il meglio del meglio. Si fida solamente di mio fratello Gian Paolo. Ogni volta che arriva in Italia, lo chiama ed egli deve organizzare una postazione di cucina nel camerino del cantante.
Dopo il primo incontro, lei è tornato in Nord America?
Sì quella volta che il cantante si mise in testa di produrre il pesto su larghissima scala, alla statunitense. Siamo andati, i miei fratelli e io, a Palm Spring e abbiamo ritenuto che sarebbero occorsi non meno di sei mesi per coltivare il basilico prima di poterlo cogliere e adoperare in cucina. Gli organizzatori americani stabilirono che due mesi sarebbero stati sufficienti. Noi ce ne siamo andati. Ebbene: hanno seguito la strada che avevano deciso di scegliere e dopo due anni hanno chiuso bottega
Ma com'è, se così si può dire, Frank Sinatra in privato?
Innanzi tutto è una persona inavvicinabile. Ma questo a causa della sua fama. In ogni caso vede il gruppo familiare Zeffirino come una famiglia unita e questo lo fa felice. Siamo venticinque, fra cui cinque bambini, e siamo arrivati alla quinta generazione. E questo Frank lo ammira molto. Ogni due mesi gli mandiamo il pesto a Malibù, dove ora il cantante si è trasferito. Il contenitore è costituito da una graziosa casetta di cristallo, il cui tetto fa da coperchio. Anche per la recente ricorrenza del suo 82° compleanno gli abbiamo fatto sentire vicini il nostro calore umano e il pesto di questa terra di cui egli è un po' il nipote






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Il fenomeno d'una necessaria emigrazione era tale che Rossi, paese della parrocchia di Tasso nel comune di Lumarzo, venne chiamato, alla fine del secolo scorso, il "paese degli americani". Lì era nata, come ricorda una lapide marmorea murata sulla facciata della sua casetta natale, il 26 dicembre 1896, Natalina Casagrande. La piccola, a cinque anni, navigò verso Nuova York con i genitori e un fratello, Domenico, dotato di una bella voce, lo "zio Dom" che incoraggiò a tempo debito, il nipote Frank a cantare.
A Spring Lake, il papà di Natalina aprì un sontuoso "Casagrande's Fruit Market".
Nel 1914, Antonio Martino Sinatra non si sa se catanese o palermitano, ma persino Frank Sinatra, quando venne per la prima volta e Portofino nel 1963 ebbe a dire che "sono italiano di Catania e di Genova, perchè di Catania è mio padre e genovese è mia madre", s'incendiò d'amore e sposò Natalina dicianovenne. Il babbo di Frank, dopo aver esercitato l'arte pugilatoria nella categoria dei pesi gallo e dopo aver messo da parte un bel po' di dollari, aprì un negozio di frutta e verdura. (I casi della vita... Come il papà di Natalina...). Però, nel 1927, cambiò totalmente attività entrando a far parte del corpo dei vigili del fuoco di Hoboken. Morì nel 1969. Francis Albert Sinatra venne alla luce il 12 dicembre 1915 e pesava sei chili. La domenica, a casa sua arrivavano i parenti da Brooklyn e Frank, ancora ragazzo, accompagnava i canti del nonno Giovanni con un ukulele che lo zio Dom gli aveva regalato. La voce che Frank aveva una voce promettente si sparse e i risultati li hanno tutti nelle orecchie. Intanto la mamma Natalina -chiamata Dolly- non stava con le mani in mano: si dedicava a attività sociali, diventava un elemento di spicco del Partito Democratico e raggiungeva la carica di sindaco della cittadina di Hoboken, nel Nuovo Jersey. Morì in un incidente aviatorio nel 1977.


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