Mio padre, nato a Chiavari, aveva conosciuto mia madre in montagna, in Piemonte. E gli piaceva fare lunghe escursioni sull'Appennino. Ho un'immagine di mio padre con me a cavalluccio sulle spalle mentre stiamo scendendo per un luogo alquanto scosceso. Mio padre scivola e cade con me. Non per questo non amo la montagna, passione che ho ereditato da lui. Ma il mare mi piace ancora di più, con i suoi colori, i suoi odori e i suoi silenzi
Percorsi d' Autore
ODORI E SILENZI DEL MARE Dl SANGUINETI

Ermanno M. Crestana

Estati a Bordighera, Seborga, Artaud e la caduta sull'Appennino

Sono bagnate dal mare le pietre liguri di Edoardo Sanguineti, poeta e docente di Letteratura italiana all'Università di Genova. Lui, torinese fino al 1968 e genovese dal '74, ricorda i primi passi turistico-sentimentali a Bordighera, dove la Liguria sente quasi di Francia
A Bordighera, dice, viveva una sorella di mio padre e le nostre famiglie, d'estate, lì si congiungevano. Passavo il tempo con un mio cugino, più grande di me, una specie di fratello maggiore, e facevamo molte passeggiate, mute o popolate da lunghe chiacchierate.
Cosa le è rimasto di Bordighera?
Soprattutto il mare e poi il ricordo d'una cittadina inconfrontabile con quella che è oggi. Era una stazione climatica invernale frequentata da anziani inglesi che avevano fatta la loro residenza. Compravano ville, frequentavano il club del tennis e sulla spiaggia c'erano i pescatori che col mare lavoravano, ma non bagnanti, stabilimenti balneari, tutto ciò che oggi serve per adoperare il mare
E le giornate come le viveva laggiù?
Passeggiando, tra il profumo della flora locale, sul lungomare e spingendomi spesso fino a Sant'Ampelio, dove mi fermavo presso una chiesetta costruita sulla roccia. A volte con mio zio imparavo a nuotare o a pescare granchi e polipi. Dall'interno della cittadina si dipartivano stradine che mi facevano scoprire una natura selvaggia, quasi da foresta vergine, con grandi cisterne d'acqua ed enormi insetti vorticanti. Non esisteva la violenza delle seconde case e quegli odori, quei colori - nemmeno di secoli fa - e quei silenzi perduti significano per me estati diverse da quelle turistiche di ora. Sono esperienze legate a un'età di formazione, forse povere di sentimenti storici ma ricche di nostalgie, di ricordi affettivi, soggettivi.
A cosa è legata ancora Bordighera a lei?
Al mio entrare nella conoscenza della scrittura, per esempio. Ecco, mi sedevo in un caffè, la mattina, e lì, lontano dalla confusione di oggi, leggevo, imparavo. Vi conobbi Guido Hess, un romanziere torinese nato, però, a Seborga, il quale aveva pubblicato qualcosa col proprio nome e, in seguito, con quello di Guido Seborga. Ebbe un momento di fama e poi fu ingiustamente dimenticato. Di lui ricordo un primo romanzo, "Il figlio di Caino", (si era nei primi anni '50) e un altro in versi. Era un personaggio singolare, una sorta di sperimentalista "ante litteram". Passeggiavamo sul lungomare di Bordighera e chiacchieravamo. Fu uno dei miei primi punti di riferimento culturale e mi fece conoscere Antonin Artaud, di cui mi prestò "Héliogabale"
Qual' è la sua Bordighera più recente?
Nell'autunno del 1962 vi portai mio figlio qualche settimana per una convalescenza. Erano i giorni dei missili di Cuba e la radio trasformò quella breve vacanza in un susseguirsi di tensioni. A parte questo, qualche breve pausa invernale, con l'unico sottofondo musicale delle onde.
Dopo la sua scoperta del mare, in gioventù, quando è avvenuta la riscoperta?
Insegnando a Salerno, dal '68 al '74. Abitavo a Vietri, un piccolo porto, dove i pescatori avevano per compagni l'inverno e la loro solitudine. E la costiera amalfitana mi sembra molto simile a quella di Portofino, di Santa Margherita, dove conduco chi mi viene a trovare e conosce la Liguria e dove vado, quando i miei impegni me lo consentono. Anche Arenzano e Laigueglia mi affascinano, e Nervi. Mi dice molto meno, ecco, la pianeggiante Alassio. Comunque, appena posso, una visita al mare e alla sua promessa d'immensità la faccio sempre.
La montagna, o la campagna, non la seducono?
Mio padre, nato a Chiavari, aveva conosciuto mia madre in montagna, in Piemonte. E gli piaceva fare lunghe escursioni sull'Appennino. Ho un'immagine di mio padre con me a cavalluccio sulle spalle mentre stiamo scendendo per un luogo alquanto scosceso. Mio padre scivola e cade con me. Non per questo non amo la montagna, passione che ho ereditato da lui. Ma il mare mi piace ancora di più, con i suoi colori, i suoi odori e i suoi silenzi.