CASE MUSEO VILLA NOBEL A SANREMO di bruno cervetto
 foto 36Ne ho già parlato in occasione dell'avvio del restauro, alcuni anni
orsono |Click per Villa Nobel in pietremare | ; ad avvenuto restauro penso sia lecito esprimere, per
quanto riguarda gli esterni, una certa delusione, perché questa parte
della villa sembra essere stata pesantemente banalizzata, ed è oggi
difficile individuare quell'alta qualità artigianale che mi aveva
stupito nella mia prima visita. Mi riferisco soprattutto agli intonaci
neri e rossi, trattati a graffiti, sono oggi di uno scialbo rosa, ma
dove soprattutto sono spariti i graffiti, sostituiti da analoghe
decorazioni semplicemente dipinte. Sia chiaro, la tecnica del graffito
rende gli intonaci più facilmente deperibili: si stende infatti un primo
strato di intonaco di un certo colore, si applica una maschera di un
certo limitato spessore, corrispondente al disegno che si vuole
ottenere, e si applica un secondo strato di intonaco, di colore diverso
e dello stesso spessore di quello della maschera; avvenuta
l'essiccazione del secondo intonaco si toglie la maschera, e sotto di
essa appare il primo intonaco, che crea il disegno voluto per contrasto
di colore col secondo; è chiaro che quest'ultimo è abbastanza delicato,
soprattutto perché soggetto ad infiltrazioni d'acqua ed a conseguenti
distacchi.
Certamente gli intonaci trattati a graffito dovevano essere
molto deperiti (a me, in realtà, non sembrava) visto che di essi si
trova oggi traccia solo in alcune limitate parti, e solo se si tocca con
attenzione la spessa ridipintura che oggi riveste la facciata della
villa. Purtroppo, sotto quelle ridipinture è stato sepolto non solo un
pregevole prodotto di artigianato oggi scomparso, ma soprattutto sono
completamente spariti i sottili effetti di animazione chiaroscurale che
i graffiti, nonostante il loro limitato rilievo, riuscivano a creare
sulla facciata.
Dopo aver cominciato con questi appunti negativi (giusto per
rischiare di farsi odiare da parte della Provincia di Imperia) occorre
anche dire che si tratta in realtà degli unici ( e comunque limitati )
appunti negativi che è possibile fare ad un'operazione estremamente
positiva, e di grande interesse.
All'interno la villa ha ritrovato i suoi ambienti borghesi,
eleganti ma non eccessivi, o almeno non come ci si potrebbe aspettare
per la casa ( sia pure "stagionale") di una persona importante e ricca
come Nobel: il caminetto in stile Luigi XVI con specchiera, ed il tavolo
di mogano a cestello nell'anticamera, lo studio in stile rinascimentale
(ma di altissima qualità, forse dei milanesi fratelli Pogliani, mica il
"finto rinascimento" in noce nostrana dei piccoli borghesi di Liguria);
su tutto prevale però la parte relativa ai laboratori, segno che la
villa era comunque un luogo do lavoro; laboratori che sono stati
attentamente ricostruiti sia all'interno dell'abitazione che al piano
terra, oggi destinato a museo di Nobel e "dei Nobel italiani", dove in
un percorso obbligato ( ricco di chicche, come i box ottagonali in vetro
dove sono conservati gli oggetti più preziosi ) vengono presentate la
vita e l'attività di Alfredo Nobel e degli italiani che sono stati
insigniti del premio istituito dal grande scienziato.
RESTAURO DI VILLA NOBEL Provincia di Imperia. Articolo di Bruno Cervetto Dal database degli anni ' 90 di Le Pietre & il Mare "La villa intanto, che a noi pareva unica nella sua bizzarra miscela di stili, con leggeri capricci di ferro e sfoggi di vetrate, e una torretta incrostata di pietruzze da figurare un croccante, si va adornando di graffiti; un pittore, in tunica sui ponti, non ha mai finito di lavorarci.... Finalmente (ma il pittore continua a graffire, sospeso lassù in alto sotto il tetto) la villa riapre le finestre....". Così il poeta Francesco Pastonchi descriveva - con gli occhi di un ragazzo quindicenne - la villa sanremese acquistata nel 1891 da Alfredo Nobel. Si notano accenti ironici, se non spregiativi, nella descrizione della villa, probabilmente dovuti anche alla scarsa considerazione che Pastonchi riservava al suo precedente proprietario (".....un arricchito delle americhe......, un italiano pomposo.....").
La villa Nobel - attualmente in corso di restauro da parte della Provincia di Imperia, che l'ha acquistata nel 1973 dall'Azienda Soggiorno e Turismo di Sanremo - non sembra invece così disprezzabile ai nostri occhi, abituati ormai a considerare con più attenzione la produzione artistica, e artigianale, del tardo ottocento nostrano. Ci troviamo, sia chiaro, in un periodo di riproposizione di stili storici, spesso in "accrocchio" tra di loro. Fuori d'Italia, iniziavano le correnti artistiche che avrebbero portato - nell'ultimo decennio del 1800 - allo sviluppo dello stile "Liberty"; ma la Liguria era fuori dai circuiti culturali più evoluti; le stesse grandi opere di urbanizzazione che, a Genova, vengono avviate alla fine del 1800 (in primo luogo Via XX Settembre), non si allontanano molto dalla riproposizione di moduli storicistici.
Premesso ciò - e chiarito, quindi, che siamo di fronte ad un prodotto artigianale, e non ad un'opera di livello artistico - nella villa Nobel sono da apprezzare proprio quegli elementi che Pastonchi considerava con sufficienza: il "croccante", cioè la superficie della torretta, ci appare oggi come un piacevole prodotto di artigianato di qualità; l'intera facciata è rivestita con un intonaco "graffito", di colore rosso su sfondo scuro, prodotto da manualità esperta ed oggi, purtroppo, introvabile; l'aspetto generale della villa, movimentata da tettoie, colonnina di sostegno dei cornicioni, tetti "alla francese", è tutt'altro che spiacevole, soprattutto inserita nel piccolo parco, i cui alberi hanno oggi dimensioni maestose. In questa villa, nel 1982, trasferì la propria residenza Alfredo Nobel, inventore ed industriale svedese che, proprio in tale duplice veste potè realizzare quella rilevante fortuna che, oggi, consente la corresponsione dei Premi Nobel.
Come è a tutti noto, Nobel inventò la dinamite, non strumento di guerra, ma strumento che ha favorito lo sviluppo pacifico dell'economia, facilitando la costruzione di vie di comunicazione, gallerie, ecc.; Nobel partì dalla scoperta della nitroglicerina, effettuata dall'italiano Sobrero - materiale estremamente pericoloso, perchè soggetto ad esplosione a seguito di urti - per arrivare alla dinamite, facendo assorbire la nitroglicerina con la "terra degli infusori", e rendendola stabile ed inerte durante il trasporto. Meno note, forse, sono le altre invenzioni di Nobel; in totale 355 brevetti, tra cui l'"extra-dinamite" (dinamite con la stessa potenza della nitroglicerina, resistente all'acqua, di basso costo); la balistite (polvere esplosiva senza fumo); materiali artificiali come la viscosa ed il caucciù artificiale; il fulminante per la nitroglicerina; tecniche per l'utilizzo dell'alluminio (ai suoi tempi, metallo più costoso del platino).
Meno note sono, certamente, le modalità di utilizzo dei suoi brevetti più famosi: non vennero ceduti, ma utilizzati da Nobel stesso in fabbriche disseminate in diverse parti d'Europa; alla sua morte, avvenuta nel 1896, per disposizione testamentaria tutti i suoi beni furono venduti, e destinati a costituire un fondo, amministrato dall'Accademia delle Scienze di Stoccolma, i cui interessi annuali dovevavo essere ripartiti sotto forma di premio tra tutti coloro che avessero reso i maggiori servizi all'umanità, nel campo della fisica, della chimica, della medicina, della letteratura, dello sviluppo della pace, Nobel visse stabilmente nella sua villa di Sanremo (allora chiamata "mio nido") dal 1892 al 1894; fino al 1896, anno in cui vi morì, vi abitò nei mesi freddi. Nella villa disponeva di un laboratorio, di collaboratori, e di un pontile che, dalla parte del parco più vicina al mare, si inoltrava nel mare (oggi porto di Sanremo), consentendogli di effettuare esperimento balistici.
Quest'anno ricorre il primo centenario della morte di Nobel, e la Provincia di Imperia intende onorare l'illustre ospite con il restauro della villa e la sua destinazione a museo e sede di convegni e manifestazioni culturali. Occorre dire che l'interno della villa non è attualmente all'altezza della fama del suo proprietario e del suo aspetto esterno, e che dovrà ricevere una forte riqualificazione del restauro. Vi si conservano, nel secondo piano nobile, alcuni ambienti con soffitti decorati a tempera, seppure in pessimo stato; l'ambiente più importante, il Salone del piano terreno, è decorato sul soffitto con un "Convito degli dei", che ha avuto la disgrazia di essere pasticciato, negli anni '60 del nostro secolo, da una ridipintintura eseguita con pennellate grevi, e tonalità degne delle peggiori statuine di presepe napoletane del secondo dopoguerra.
Gli architetti Mirella Scianda e Sergio Raimondo, e l'ing. Giovanni Rolando, incaricati del restauro, avranno certo il loro da fare per corrispondere alle volontà dell'Amm.ne Provinciale, e per coniugare restauri con necessità di rifacimenti; per far convivere consolidamenti di solette con recuperi delle cromie originali dei soffitti. La destinazione a museo della villa non prevede soltanto un riferimento alla memoria storico e culturale di Alfredo Nobel: possono essere ricostruiti studio, anticamera e biblioteca, con i mobili originali (in particolare, la magnifica libreria e scrivania, prodotto di raffinato artigianato del secondo ottocento, per le quali non sembra azzardata un'attribuzione ai milanesi fratelli Pogliani); nel seminterrato esiste una ricostruzione del suo laboratorio; nel parco, un cannone proveniente dalle sue fabbriche; numerosi sono i documenti originali relativi alla sue scoperte, ed alle sue fabbriche. Accanto a tali documenti, sarà possibile allestire un museo dei "Nobel italiani", cioè documenti e testimonianze inerenti tutte quelle personalità italiane che sono state insignite dell'ambita onorificenza istituita da Nobel.
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