TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA
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documenti, immagini e memoria del lavoro ligure LA SFORTUNATA STORIA DELL’ AQUILA,
LA PRIMA PORTAEREI ITALIANA DELLA MARINA ITALIANA
COSTRUITA A GENOVA
di alberto rosselli

Il varo della moderna portaerei Cavour (avvenuto il 20 luglio dello scorso anno a Riva Trigoso) fa tornare alla mente la storia, in verità piuttosto triste, della vecchia e misconosciuta L’Aquila, la prima ed unica porta velivoli italiana costruita nel corso della Seconda Guerra Mondiale, ma mai entrata in servizio.
Dopo il devastante attacco inglese alla base di Taranto (11 novembre 1940), effettuato con apparecchi Swordfish decollati dalla portaerei Illustrious, e i successivi, sfortunati scontri navali di Matapan e Gaudo (28 marzo 1941), i vertici della Marina Militare Italiana compresero finalmente che, nonostante la posizione geografica della penisola, piattaforma naturale protesa nel cuore del Mediterraneo, il possesso di una o più portaerei risultava essenziale per cercare di contrastare la potente Royal Navy che, proprio grazie al possesso di unità di questo tipo, aveva dimostrato in più di un’occasione di dominare il teatro bellico mediterraneo.
La mancanza in seno alla nostra Marina di una nave idonea al trasporto di mezzi aerei fu dovuta essenzialmente alla scarsa lungimiranza dei Comandi e dello stesso Mussolini che, tra il 1925 e il 1935, scartarono più di un progetto relativo a questa particolare categoria di nave. Atteggiamento superficiale che, tra l’autunno del 1940 e i primi mesi del 1941, dovette scontrarsi con la dura realtà dei fatti.
Accortisi dell’urgenza di sopperire con almeno due unità alla grave carenza, i tecnici di Supermarina iniziarono ad esaminare la questione, rendendosi però conto dell’impossibilità di approntare in tempi accettabili un nave idonea allo scopo: problema che tuttavia venne aggirato attraverso la riconversione di due transatlantici il Roma e l´Augustus, destinati a diventare rispettivamente le portaerei Aquila e Sparviero.

La trasformazione del Roma in Aquila ebbe inizio alla metà del 1941 nei cantieri Ansaldo di Genova e proseguì fino all´armistizio del 8 settembre del 1943 che trovò l’unità approntata al 98 per cento e quasi pronta al varo.
La portaerei Aquila dislocava 27.800 tonnellate (a pieno carico), misurava 232 metri di lunghezza, trenta di larghezza e 7,3 di altezza. Essa era dotata di 4 turboriduttori Belluzzo con 8 caldaie “RM” (e 8 eliche) capaci di sviluppare una potenza totale di 151.000 cavalli e di imprimere allo scafo una velocità massima di 30 nodi.
L’Aquila, che aveva un’autonomia di 5.500 miglia a 18 nodi e 1.580 miglia a 29 nodi di velocità, avrebbe dovuto ricevere un armamento difensivo composto da 8 pezzi da 135/45, dodici pezzi antiaerei a tiro rapido da 65/54 e ben 132 mitragliere pesanti antiaeree da 20/65, una dotazione di due elevatori e due catapulte più 51 caccia bombardieri monomotori Reggiane Re 2001. L’equipaggio sarebbe stato composto da 1.420 tra ufficiali, marinai, avieri e piloti.
Nel settembre del ’43, le forze di occupazione tedesche si impadronirono della portaerei italiana (la costruzione della Sparviero era stata infatti abbandonata nel ’43) e ne iniziarono il parziale smantellamento.
Successivamente, nel corso del 1944, l’Aquila venne danneggiata da formazioni aeree alleate ed infine, il 19 aprile 1945, semiaffondata da mezzi d'assalto subacquei (i famosi “siluri a lenta corsa” o “maiali”) della Marina Militare Italiana del Sud (cioè cobelligerante) onde impedire che i tedeschi utilizzassero il grosso scafo per bloccare l'entrata del porto di Genova. Riportata a galla nel dopoguerra, nel 1949 l’Aquila venne rimorchiata a La Spezia dove venne demolita tra il 1951 e il 1952.
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GENOVA: NON SOLO NAVI MA ANCHE AEREI
BREVE STORIA DELLA COMPAGNIA AEREA GENOVESE 'SANA'
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La storia dei collegamenti aerei passeggeri e merci tra Genova e il resto
del mondo ebbe inizio il 24 gennaio 1923 con la costituzione del
Commissariato per l'Aeronautica, atto seguito il 30 agosto 1925 dalla
creazione del Ministero dell'Aeronautica.
In questo nuovo contesto, tutte le
iniziative private, che fino a quel momento erano rimaste circoscritte a
sporadici voli pionieristici o a studi teorici, incominciarono a
concretizzarsi con notevole rapidità.
Nel 1924, la Società Anonima Aero
Espresso Italiana ottenne il nulla osta per la gestione della linea
Brindisi-Istanbul e la SISA (Società Italiana Servizi Aerei) di Trieste fu
autorizzata ad allestire una scuola di volo per piloti di idrovolante presso
la sua base di Portorose.
Nel gennaio del 1925, a Genova, venne costituita
la SANA (Società Anonima di Navigazione Aerea), seguita nel successivo mese
di agosto dalla veneziana Società Anonima Transadriatica. La ligure SANA
avviò la sua brillante attività con collegamenti regolari settimanali -
effettuati con idrovolanti motoscafo tedeschi Dornier Do-J. equipaggiati con
due motori Rolls Royce Eagle IX (vedi foto in alto) - lungo la tratta
Genova-Roma-Napoli-Palermo (a Roma, dove era già in funzione l'aeroporto di
Centocelle, fu realizzato allo scopo un idroscalo alla foce del Tevere).
Poco dopo la linea genovese si frammentò in tre collegamenti indipendenti:
il Genova-Roma e ritorno, il Roma-Napoli e ritorno e il Napoli-Palermo.
Successivamente, tra il 1928 e il 1929, vennero inaugurati altri
collegamenti con Marsiglia e Sanremo e con altre località, tra cui
Barcellona, Siracusa e Tripoli.  Click sull' immagine per ingrandire!
Nello stesso periodo, La britannica Imperial
Airways inaugurò -a mezzo idrovolanti plurimotori di fabbricazione tedesca
Dornier - la prestigiosa linea Londra-Genova-Roma-Alessandria d'Egitto. Tra
il 1930 e il 1932, la SANA acquistò quattro più grossi Dornier Do Super Wal
con i quali intensificò i suoi traffici fino all'aprile del 1932, quando
cessò l'attività. L'imbarco passeggeri e merci a bordo degli aerei in
dotazione alla SANA avveniva all'interno del Porto di Genova, a Ponte
Idroscalo.
TABELLA ATTIVITA' SANA
1928 : 3.650 passeggeri (per chilometro) trasportati
1929 : 18.500
1930 : 1.150.000
1931 : 1.730.000
1932 : 600.000
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