LA VIA DELLA PIETRA NERA Cave d'ardesia e altro, visibili a tappe in val Fontanabuonadi Bruno Cervetto
Da tempo, ormai, abbiamo imparato a tenere nella dovuta considerazione i prodotti della "cultura materiale", accanto a quelli della "cultura ufficiale" che troviamo nei musei, nelle chiese, ecc.
In Liguria, in particolare, il paesaggio è connotato da numerosi manufatti, prodotti della "cultura materiale"; talvolta, tali manufatti raggiungono la rilevanza di opere d'arte, per le emozioni che riescono a suscitare nell'osservatore attento, in considerazione della loro coerenza formale, del loro inserimento in un determinato contesto paesistico, della fatica umana di cui sono il prodotto.
Adesso, possiamo scoprire che anche il ventre della Liguria racchiude vere opere d'arte: le cave d'ardesia della Val Fontanabuona, che non sono soltanto casuali buchi, come altre miniere, ma scenografiche caverne, interamente scavate dall'uomo, e solcate da regolari, geometriche scansioni, corrispondenti ai moduli estrattivi. Il sentiero dell'ardesia a S.Salvatore. La via della pietra nera inizia a Cogorno, alle spalle di Lavagna (che ha legato il suo nome all'oggetto più caratterizzante delle aule scolastiche) dove storicamente si svilupparono le prime cave di questa pietra; il percorso inizia dalla Basilica di S.Salvatore, insigne monumento gotico, costruito da Papa Innocenzo IV°, della famiglia Fieschi, e si snoda attraverso un paesaggio a destinazione rurale, segnato da manufatti d'ardesia: pavimentazione, lastre di delimitazione dei fondi contigui, muretti costituenti le "fasce", oggetti d'uso quotidiano; lungo il percorso si trovano edifici rurali costruiti con la pietra nera, e soprattutto numerose cave, spesso piccole, dalle quali gli uomini estraevano le lastre che poi le donne provvedevano a trasportare a valle, dove venivano imbarcate per Genova. Queste cave erano lavorate a "tetto", cioè scavando a mano dal basso verso l'alto, e facendo cadere a terra i blocchi di pietra. Il centro commerciale di Chiapparino: Le altre tappe del Museo della via della pietra nera si trovano invece lungo la vallata della Fontanabuona, dove nel 19° secolo, dopo la costruzione della strada carrabile, si sviluppò l'estrazione dell'ardesia. La prima tappa è il centro commerciale, un complesso industriale della fine dell'800, interamente costruito con scarti della lavorazione dell'ardesia, lasciati a vista all'interno, caratterizzato da un'alta ciminiera, e recentemente ristrutturato per ospitare i più importanti oggetti prodotti in ardesia: "abbadini" per tetti, pavimenti, lastre da biliardo, caminetti, oggettistica. Prossimamente, arriveranno anche alcuni prodotti artistici antichi (portali, capitelli, ecc.) che verranno prestati dal Museo di scultura di Sant'Agostino, a Genova. La cava di Isolona di Orero: Spettacolare il vano d'ingresso della cava, caratterizzato da un "tetto" inclinato; costituisce un esempio di lavorazione "moderna", cioè scavata dall'alto verso il basso, prima a piccone, e poi con l'ausilio di macchine; sui muri perimetrali, si può leggere chiaramente la fatica umana per estrarre le lastre di pietra: regolari tracce orizzontali segnano i diversi piani secondo cui è avvenuta, nel tempo, la coltivazione della cava; vi si conservano gli strumenti di trasporto dei blocchi, e nel laboratorio annesso sono in opera numerosi macchinari utilizzati per tagliare e lavorare i blocchi di pietra. Occorre segnalare le altre due cave straordinarie: quella di Cornia di Moconesi, caratterizzata da una "balconata" da cui si può ammirare la spettacolare caverna, scavata con regolarità, dall'alto verso il basso, per estrarre le pietre; e quella, a cielo aperto, di Aveno di Tribogna, denominata "cava teatro"; è infatti uno straordinario scenario, geometricamente scavato, quasi come una gigantesca scultura di Arnaldo Pomodoro. Una tappa anche a Genova: Il visitatore più attento può completare il percorso con una visita al Museo di Sant'Agostino, a Genova, in pieno centro storico: accanto a monumenti di importanza storica - come il sepolcro di Margherita di Brabante, di Giovanni Pisano - si conservano numerosissimi reperti di pietra nera: da uno scenografico fregio tardo gotico, a numerosi portali quattrocentesci. Notizie pratiche. Si esce al casello di Lavagna dell'Autostrada 12 Genova - Sestri Levante; si percorre la strada provinciale n.33, di S.Salvatore, fino alla deviazione per la Basilica, segnalata, e ben visibile a destra della strada, da cui si diparte il "sentiero"; si riprende poi la S.P. 33 fino a Carasco, e si prosegue lungo al statale 225 della Fontanabuona fino al Centro Commerciale del Chiapparino, in Comune di Cicagna. Le altre tappe della "Via dell'ardesia" si svolgono su strade secondarie, segnalate in loco, e desumibili dalla cartografia riportata. Per informazioni: Uffici Loc. Chiapparino, 26 - tel. e fax:0185/971091 Comunità Montana Fontanabuona: Tel. 0185/92212 A.P.T. del Tigullio: Tel. 0185/287486. |