Non ci sono dubbi, arrivare a Porto Maurizio dal mare, da quando nel XIV secolo toccò a Petrarca dopo una bufera, è una esperienza che non può non dare un senso mistico di raccoglimento e un desiderio di scalare, di ascendere. Camminando in Borgo Marina, si ha l'impressione di essere contenuti in un catino magico: la città non si vede, si intuisce soltanto in alto, sospesa e racchiusa
Percorsi d' Autore
ALLA RICERCA D E L
P A R A S I O

Giuseppe Conte

Il poeta Giuseppe Conte incontra un Cavaliere del Santo Graal a Porto Maurizio


Come tutti dovrebbero sapere, i Cavalieri che cercano il Santo Graal esistono ancora e sono in mezzo a noi, anche se nascosti sotto spoglie in cui è difficile riconoscerli. Non ho dubbi di averne riconosciuto uno tempo fa, durante una di quelle giornate in cui si sono alternate sulla costa trombe d'aria a rovesci e a improvvise schiarite. Era fradicio, ma non come uno sorpreso dalla pioggia: era piuttosto come se avesse fatto naufragio o la sua barca fosse stata spinta ad arenarsi sulla sabbia della Spiaggia d'Oro. Si guardava intorno, con le spalle al mare; non ci sono dubbi, arrivare a Porto Maurizio dal mare, da quando nel XIV secolo toccò a Petrarca dopo una bufera, è una esperienza che non può non dare un senso mistico di raccoglimento e un desiderio di scalare, di ascendere. Camminando in Borgo Marina, si ha l'impressione di essere contenuti in un catino magico: la città non si vede, si intuisce soltanto in alto, sospesa e racchiusa in alto: le colline e il promontorio di fronte appaiono come code, innaturalmente ricurve di comete. Il nostro cavaliere naufragato, o approdato per miracolo - non feci in tempo ad affacciarmi sulla spiaggia per vedere se c'era davvero una barca arenata - si diresse lentamente verso l'alto. Lentamente ma deciso, come se qualcosa lo calamitasse. Passò davanti alla minuscola casa dove Petrarca dormì una notte, si fermò a guardarla. Poi risalì per la strada non carrozzabile che porta al corso Garibaldi. Io stavo a una distanza che mi consentisse di seguirlo senza dargliene l'impressione: non doveva essersi accorto di me, camminava assorto, reggendo quell'enigmatico sacchetto di plastica bianca in cui non riuscivo a immaginare che cosa portasse. Arrivato sul corso, prese a sinistra: il cielo era diventato prima giallo cromo, poi nero di pece, e la pioggia cominciò a turbinare. Il cavaliere si riparò all'imbocco della galleria; anch'io; la galleria era tornata un rifugio, come durante la guerra. Aspettammo che spiovesse senza parlare. Era un uomo giovane, alto ma curvo, con una espressione calma e dura. Si rimise in cammino al primo accenno di schiarita. Il cavaliere prese per la passeggiata tagliata tra il corso e le rocce della riva. Non dovevano piacergli troppo le automobili. Giunse alla Foce, si fermò tra le barche a secco, poi ai piedi di una palma. Pensai che avesse fame: era così; dal sacchetto di plastica estrasse una forma di pane e ne mangiò; poi bewe al collo di una fiaschetta di vino rosso. Si rimise in cammino, fece quella strada rettilinea di palazzi alti e scuri, davanti a un ostensorio in bassorilievo su una facciata si fermò come per pregare. Imboccò via Cascione in fretta: da quel punto, la via centrale della città dà l'impressione di un grande torrente asciutto, che si apre invano verso il mare. Risalì via Carducci. Com'è tutta aria e pietra la nostra città. E com'è tutta in salita, come chiede sempre di guardare in alto, di concepire il cammino come una ascesa!Friedrich Caspar David Varcato l'arco, mi chiesi per dove avrebbe preso: si diresse deciso verso destra, per quella via di una sola fila di case e che ha dirimpetto colline e monti. Poi salì verso San Pietro, e arrivò ai muraglioni che cingono come tra giganti ferri di cavallo la città vecchia, lassù. Aria, e pietra, come a Micene, a Tirinto, a Volterra. Settantacinque metri di altitudine lì sembrano infinitamente di più. E il mare sembra di doverlo riscoprire dopo aver varcato molta più terra, un continente di tetti, scalinate, archi, muri a picco, orti immaginati soltanto, curve a gomito, passaggi bui. Il cavaliere fu infine sulla piazza della Croce. Il mare ritrovato infuriava sotto il vento e la luce. Si inginocchiò ai piedi di quella vecchia croce di ferro. Io, intanto, avevo cominciato a discendere. Lui, il cercatore del Graal, non so, non riesco a immaginare che strada abbia preso.