"L' americano Pound o l'irlandese Yeats hanno fatto del Golfo del Tigullio la stabile e mutevole sorgente per le loro seduzioni poetiche. C'è, ad esempio, una parte urbana di Rapallo di solito trascurata dal turista. Uno dei suoi luoghi suggestivi è quello citato da Ezra Pound nell'ultima pagina dei Cantos e riguarda Vico del l'Oro (una traversa di Via Mazzini). Egli, molto probabilmente, vide in questo nome un segno, un simbolo, quello che i provenzali chiamavano un segnal, il segno del vicolo oscuro che porta alla luce. Uno scrittore ci consegna un messaggio da decifrare e che è di conforto anche in una situazione tragica (pensiamo ai Mottetti di Montale)"
Percorsi d' Autore
EZRA POUND, SHELLEY, YEATS, BYRON: UNA CERTA LIGURIA

Ermanno M. Crestana

La Liguria e Rapallo dall' inizio alla metà
del '900 i topoi EZRA POUNDdi Massimo Bacicalupo


Vedere i luoghi di una certa Liguria sotto la guida di Ezra Pound, di William Butler Yeats, di Percy Bysshe Shelley, di George Gordon Byron suscita un'accensione di ricordi colti (per chi li ha) e una voglia mentale e carnale di riandare (per chi non li ha più) a scoprire un'altra volta le stradine, gli scorci, le ampiezze, i muri con gli occhi di quel massimi poeti. Una Liguria tutta natura, quella, non ancora posta sotto l'arbanella dei tour operators dei nostri dì. Una Liguria -grosso pesce inarcato a dirigere il muso non si sa se verso Ventimiglia o verso Sarzana- di cui possiamo, tra l'altro, gustare una saporosa trancia nel libro "Ieri a Rapallo", del medico Giuseppe Bacigalupo, che narra la vita culturale e umana della cittadina tra il 1925 e il 1950; e il senso, il segno più riconoscibile di questa regione, ovvero ciò che si percepisce e che più è difficile spiegare, colto e magicamente trasferito sulla carta dalle parole dei poeti di cui dicevamo all'inizio. Massimo Bacigalupo, docente di Letteratura americana all'Università di Genova, autore, tra altri libri, de L'ultimo Pound (vincitore del Premio Viareggio 1982 per l'opera prima), e del prossimo Topoi - Luoghi letterari (luoghi associati a scrittori: ad esempio, Joyce e Dublino, Lawrence e Spotorno, Pound e Rapallo, eccetera), traduttore di Wordsworth (I preludi) e di Emily Dickinson, ci parla di coloro i quali hanno, per molto o per poco tempo, tessuto la propria esistenza con alcuni luoghi liguri, conducendoci in un percorso d'autore o, meglio, d'autori.
-L' americano Pound o l'irlandese Yeats - spiega - hanno fatto del Golfo del Tigullio la stabile e mutevole sorgente per le loro seduzioni poetiche. C'è, ad esempio, una parte urbana di Rapallo di solito trascurata dal turista. Uno dei suoi luoghi suggestivi è quello citato da Ezra Pound nell'ultima pagina dei Cantos e riguarda Vico del l'Oro (una traversa di Via Mazzini). Egli, molto probabilmente, vide in questo nome un segno, un simbolo, quello che i provenzali chiamavano un segnal, il segno del vicolo oscuro che porta alla luce. Uno scrittore ci consegna un messaggio da decifrare e che è di conforto anche in una situazione tragica (pensiamo ai Mottetti di Montale).
-Di Rapallo e del Tigullio, quali ricordi si conservano ancora oggi?
Di Rapallo, le passeggiate di Pound e di Yeats i quali andavano spesso nei giardinetti a dare da mangiare ai gattini. Yeats trascorse gli ultimi anni della sua vita - verso il '30 - per alcuni periodi al Kursaal, cioè Portofino Kulm. L' abbozzo Bisanzio, visione dell 'Impero nel palazzo di Costantinopoli. Verso Portofino c'erano dei miei amici inglesi e tra questi i Baber che avevano acquistato, nel 1949, il Castello di Portofino (già smilitarizzato nel 1867). Lui era un bonario colonnello a riposo; lei, un'appassionata di archeologia e di vecchi castelli. Negli anni in cui l 'abitarono - cioè fino al 1967, quando cedettero la rocca al Comune di Portofino - fu tutto un continuo e appassionato scavare (digging, dicevano loro) alla ricerca del- l'architettura originaria e di una misteriosa cappella segnata nelle vecchie carte che i Baber avevano scovato. Questi amici e lo studio della letteratura rappresentarono la mia iniziazione a un certo mondo inglese. Nel Castello di Portofino fu ambientato un romanzo degli anni '20, Un incantevole aprile, di Elisabeth, tradotto in italiano da Bollati.
-Quali sono le altre zone della Liguria alle quali lei è particolarmente legato e che mostrerebbe a un visitatore assetato di panorami e affamato di cultura?
Amo molto, verso levante, Portovenere, legata a Shelley e a Byron. Ci vado spesso col mio amico Giovanni Giudici. A Portovenere si avverte la presenza e il perdurare di un 'atmosfera arcaica, e pare che il tempo abbia sospeso il proprio corso. Lì si passa sotto un arco e una lapide - murata nel 1871 e scritta in italiano e in inglese - avverte che Byron (1788 - 1824) soggiornò lì e ricorda la sua presunta nuotata da Portovenere a Lerici, tra l'altro ogni anno ripetuta in suo onore dagli ardimentosi locali.
-Certamente, questa lapide nasconde qualche aneddoto curioso...
- E' una storia curiosa. Di essa parla il narratore americano Henry James (1843 - 1916) che descrive la lapide con ironia nel suo libro Ore italiane dove, in un passo molto suggestivo, esprime i propri sentimenti verso Portovenere. Anche Ezra Pound cita questa lapide in un brano inedito dei Cantos, negli anni '30. Esiste un'identificazione del poeta americano con Byron, entrambi avventurosi celebratori della vita fisica, mentre in James si nota un versante più intellettualizzato ed ironico.
-Lei va spesso a scoprire e a riscoprire il Levante attraverso lo sguardo e la sensibilità dei suoi poeti preferiti?
Recentemente sono stato a Lerici con un collega inglese il quale voleva visitare i luoghi di Percy Bysshe Shelley (1792 - 1822). Gli ho mostrato la casa di San Terenzo e poi siamo andati a Viareggio a cercare il posto in cui, dopo il disastroso naufragio del 1822, il corpo di Shelley fu arso su una pira. Abbiamo stabilito che il luogo preciso è sito davanti all 'albergo "Excelsior", in pieno centro della cittadina della Versilia. Ci andammo a maggio. Quando avvenne la cremazione, in agosto, Byron, che vi assistette, descrive la spiaggia senza anima viva con, sullo sfondo, le Alpi Apuane.