di Marta Vincenzi |
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TITOLO |
ANNO |
CARATTERISTICHE |
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Paolo Conte |
1974 |
Piccole storie private, o quasi tratteggiate da una voce casuale, quasi ditratta |
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Paolo Conte |
1975 |
Composizioni intimistiche che propongono la voce particolare del cantautore astigiano |
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Un gelato al limon |
1979 |
Il primo successo pubblico |
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Paris Milonga |
1981 |
Presentato in al Club Tenco in una giornata dedicata esclusivamente a Conte |
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Appunti di viaggio |
1982 |
Conte userà queste canzoni come serbatoio per i suoi concerti |
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Paolo Conte |
1984 |
Stesso titolo degli album d'esordio per il primo LP targato CGD |
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Concerti |
1985 |
Il primo doppio che documenta la tournée cominciata al Theatre de Ville di Parigi |
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Aguaplano |
1987 |
Ventuno brani con tutte le sfaccettature della creatività contiana |
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Paolo Conte live |
1988 |
Album registrato allo Spectrum di Montreal |
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Parole d'amore scritte a macchina |
1990 |
È il giro di boa del nuovo Conte, l'albun è composto interamente da titoli nuovi |
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Novecento |
1992 |
Ritorno al Conte più classico con orchestrazioni jazz e musical |
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Tournée |
1993 |
È il primo CD e raccoglie registrazioni raccolte nelle tournée fra il 1991 ed il 1993 |
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Una faccia in prestito |
1995 |
Un album maturo in cui le sonorità si alternato ai ricordi più intimistici |
dodici poesie: Non chiederci la parola da Ossi di seppia (2a edizione)
Arsenio da Ossi di seppia
La casa dei doganieri da Le occasioni
Non recidere forbice quel volto da Le occasioni
Palio da Le occasioni
La bufera da La bufera e altro
Ballata scritta in una clinica da La bufera e altro
La primavera hitleriana da La bufera e altro
Piccolo testamento da La bufera e altro
L’angelo nero da Satura
A questo punto da Diario del ‘71
p.p.c. da Diario del ‘71
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Paolo Conte nasce ad Asti il giorno dell'Epifania del 1937, è un capricorno, e assecondando le caratteristiche astrologiche (...per chi ci crede!) sin da ragazzo coltiva con testardaggine quelle che rimarranno le sue passioni: il jazz americano e le arti figurative. Suona il vibrafono nei complessini dell'off astigiano, partecipa al festival di Saint Vincent, si classifica terzo posto, per l'Italia, al International Jazz Quiz di Oslo. Intanto studia, prende la maturità classica e più tardi si laurea in giurisprudenza all'Università di Torino. Più che aringhe, scrive canzoni, prima assieme la fratello Giorgio, poi da solo. Alla metà degli anni sessanta arrivano i primi successi, cantati da altri: "La coppia più bella del mondo", che irrompe sul palcoscenico, ancora paludato di Sanremo, cantata da Adriano Celentano e Claudia Mori, poi "Azzurro", portata al successo ancora da Celentano. Via via "Insieme a te non ci sto più" (Caterina Caselli), "Tripoli '69" (Patty Pravo), "Messico e Nuvole" (Enzo Jannacci) che diventa la colonna sonora dei Mondiali del 1970 (quelli del 4-3 alla Germania allo stadio Atzeca), poi ancora "Genova per noi" e "Onda su onda" (Bruno Lauzi). A metà anni settanta la decisone di affidarsi alla sua voce, roca, calda, particolare. La consacrazione arriva nel 1982, al Club Tenco di Sanremo, quello del mitico Adriano Rambaldi, con onore inedito, una giornata contiana. Nel 1984 la prima esperienza parigina al Theatre de Ville, che nel 1987 culminerà con tre settimane alla'Olympia. Tournée in Canada e Olanda, dove ottiene il disco d'oro e di platino, e ancora in Germania, Belgio, Grecia, Austria, Spagna e a New York al Blue Note, uno dei locali più noti del Village dove si tira mattino. Seguono i successi ai festival di Montreaux; Montreal, Juan les Pins, Cagliari; Nancy. Ormai l'avvocato astigiano è una star internazionale.
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