TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA

C L O S E
Vigne & ulivi di Liguria

Çimixâ: la viticoltura
del Genovesato
riscopre l’antico vitigno

di renato sirigu
I vitigni locali, frutto di lunghi periodi di acclimatazione e adattamento al territorio , sono la vera ricchezza, non solo della nostra regione, ma di tutta l’Italia, ma sono seriamente minacciati di estinzione, o si sono già estinti, per il diffondersi di vitigni internazionali (Cabernet Sauvignon, Cabernet Franc, Syrah, Sauvignon Bianco, Chardonnay, Pinot), con i quali si fanno vini meglio vendibili, al momento, sui mercati internazionali.

Oggi, pur disponendo di una piattaforma ampelografica ampia, l’impoverimento varietale è diventato preoccupante, modificando le basi delle interazioni vitigno-ambiente.

La Provincia di Genova ha avviato, dal 2004, un progetto di salvaguardia e rilancio produttivo della Çimixâ . Già sei anni prima, grazie alla ricerca di Silvia Dellepiane e Lorenzo Corino, la Çimixâ è stata oggetto di attenzioni e cure grazie anche all’impegno della comunità montana Fontanabuona. È stato ripristinato il vecchio vigneto abbandonato di Cassottana, che ha svolto la funzione di vigneto sperimentale.

A questo punto, su invito della stessa comunità montana, la Provincia di Genova ha iniziato ad occuparsi dell’iniziativa e, considerato che gran parte del lavoro di ricerca era stato svolto, si è posta l’obiettivo dell’inizio della commercializzazione di un vino col nome di Çimixâ.

Il primo passo, anche in funzione della commercializzazione, era la certezza, raggiunta con i mezzi scientifici disponibili, che l’uva Çimixâ fosse una varietà unica, che non fosse cioè un altro modo per chiamare un vitigno già conosciuto con altro nome (vedi box).

ll secondo passo è stato un piccolo piano di investimenti in modo che la Provincia potesse sostenere i costi della vinificazione della vendemmia 2005 e l’imbottigliamento.

Si è costruito un comitato, COREVI, che ha raccolto tutte le forze disposte a lavorare e investire per il recupero, non solo della Çimixâ, ma di tutti i vitigni locali, a rischio di estinzione e oblio, a patto, naturalmente, che mantengano una valenza produttiva e un ruolo utile alla viticoltura del genovesato.

Il COREVI è stato fondato da sei soci: Provincia di Genova, comunità montana Fontanabuona, cooperativa agricola di San Colombano, agriturismo “Valle Chiappella”, azienda agricola di Fabio Nervo, agriturismo “Da u Cantin” a cui si sono aggiunti l’associazione “Val Graveglia a Tavola”, e come soci esperti, il giornalista Virgilio Pronzati, con l’enologo Nello Capris, successivamente Mauro Chiappe, che avendo a disposizione alcuni terreni sopra Marasco può contribuire ad allargare la base produttiva del COREVI e tre nuovi soci agricoltori: Giancarlo Aveggio, Federico Rivara e Danilo Fenocchietto.

Base produttiva di partenza sono stati i 6.000 mq del vigneto di Cassottana. La produzione di vino della vendemmia 2005 è stata di 80 litri di Çimixâ passito e di 175 litri di Çimixâ Dalla vendemmia 2007, la base produttiva di Cassottana verrà affiancata da un’altra vigna a San Colombano. Il trend è di crescita e, con la vendemmia 2008, dovrebbero entrare in produzione anche altri vigneti sempre in Val Fontanabuona.

Il vero salto di qualità è l’ingresso nel mercato e la fine del lungo periodo di sperimentazione. Per fare questo era necessaria la nascita di un soggetto economico in grado di gestire le operazioni di vendemmia, acquisizione delle uve, conferimento ad una cantina per la vinificazione, commercializzazione. La Provincia di Genova ha fornito consulenze sulla forma societaria più adatta al progetto e, dopo un lungo confronto con i soci, si è scelta la forma di cooperativa agraria fra viticoltori. Così è stata fondata la “Cantina Çimixâ – Cooperativa Agraria tra Viticoltori”.

La vendemmia 2006, nel solo vigneto di Cassottana, ha fornito 644 chili di uve. Il vino, ora in maturazione sulle fecce nobili (residui delle scorze di lievito, in decomposizione), in vasca d’acciaio, (circa 400 litri), sarà imbottigliato nel mese di Aprile 2007 (circa 500 bottiglie da 75 cl). La vinificazione è seguita dall’enologo Gian Carlo Stellini Come si può capire i numeri sono piccoli, ma si tratta di testimoniare un’inversione di tendenza: fine dell’abbandono e della decadenza, riunione dei legami col passato, per rispetto dei nostri Vecchi e come opportunità per i nostri giovani agricoltori.



  













L’analisi del DNA conferma la genovesità. L’iscrizione al registro nazionale prevede solo l’analisi degli isoenzimi; in passato tale approccio ha portato a conclusioni fuorvianti dal momento che gli isoenzimi sono il frutto, ma non gli effettivi detentori, del patrimonio genetico di un organismo.

La Provincia di Genova ha dunque optato per un’analisi a livello di DNA, unico depositario di tutte le informazioni di un individuo, commissionando all’Istituto di Frutti-Viticoltura della Facoltà di Agraria dell’Università Cattolica di Piacenza, diretto dal Prof. Mario Fregoni, un’indagine molecolare basata sull’impiego di microsatelliti.


L’analisi con microsatelliti è stata effettuata in collaborazione con l’Istituto Agrario di San Michele all’Adige (TN).


Gian Carlo Stellini e Silvia Dellepiane, della Provincia di Genova, hanno operato sul campo sperimentale della Comunità Montana di Cicagna raccogliendo apici vegetativi e giovani foglie da venti ceppi di Çimixâ e di Vermentino.


Quindi si è proceduto con l’estrazione del DNA mediante un protocollo messo a punto su vite presso l’Università di Davis, California.

I profili di Çimixâ e Vermentino, ottenuti amplificando in modo selettivo il loro DNA, sono stati confrontati dapprima tra loro e successivamente con quelli depositati nel database privato sviluppato da José Vouillamoz
.


In seguito alla comparazione è emerso, in primo luogo, che la cultivar Çimixâ è diversa dalla cultivar Vermentino e, in secondo luogo, che il profilo genetico della Çimixâ coincide con quello della varietà Genovese.

Quest’ultima è la denominazione, riportata nel database privato adottato per la comparazione, che corrisponde ad un vitigno collezionato con certezza in Corsica (Aleria) da un anonimo ricercatore dell’Università di Davis, California.

Considerata la lunga esperienza coloniale genovese in Corsica, sicuramente il ritrovamento della Çimixâ in questo sito è plausibile.