TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA
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Vigne & ulivi di Liguria LA VIA AMERICANA ALLA PROPAGAZIONE DELLA ÇIMIXÂ
agamia, portinnesto, barbatelle e altre.. bagatelle
di renato sirigu

S ul vino è difficile imbrogliare, ma sulla vite è impossibile. La vite viene, per la quasi totalità dei casi, propagata per via agamica. Più semplicemente, non si semina come il grano o le altre colture ma, è riprodotta attraverso l’innesto di piccole porzioni dei tralci, ricavati dalla potatura invernale, su piccole porzioni di tralci di vite americana, ricavati da viti allevate in vivaio. In questo modo ci si garantisce un’assoluta identità fra piante madri e piante figlie, per mantenere le caratteristiche del clone.
In alternativa alla produzione in vivaio di piccole piantine, ricavate dalla suddetta unione (barbatelle), si può procedere alla messa in sede di piccole piantine di vite americana, che, dopo uno o due anni, verranno capitozzate e innestate con legno (piccole porzioni di tralci) della varietà prescelta.
Il complesso procedimento dell’innesto su piede (portinnesto) americano è una soluzione estrema, escogitata negli ultimi anni dell’ottocento, per salvare la viticoltura europea dal flagello della Fillossera, microscopico insetto che attaccava, e distruggeva, l’apparato radicale delle varietà europee, ma nulla poteva contro le più robuste radici delle varietà americane.
Al fine di mantenere le numerose e preziose varietà europee, si escogitò l’innesto su piede americano (anche questo ottenibile in molteplici varietà e incroci) di tutte le varietà pregiate del vecchio continente. Le varietà non innestate, con l’eccezione di pochissimi e isolatissimi casi, sparirono dal mondo reale, per restare solo nei ricordi dei viticoltori più anziani…e, ormai, nemmeno più in quelli.
Tutto questo vale, con una complicazione, anche per i vitigni autoctoni liguri come la Çimixâ per la cui salvaguardia si è spesa i primis la Provincia di Genova.
Qual è la complicazione? La produzione di barbatelle è consentita solo a vivai certificati, i quali prelevano il materiale da innestare solo da vigneti altrettanto certificati (vigneti di piante madri).
Al momento, non esistono vigneti di Çimixâ certificati, di conseguenza si può procedere unicamente con l’innesto in campo di piantine di vite americana, compiuto, con proprio materiale, da ciascun viticoltore, su proprie piantine.
Detto così potrebbe sembrare un via senza uscita. La soluzione è interpretare la norma considerando la “Cantina Çimixâ” come un unico produttore e ammettere che il legno di Cassottana venga utilizzato per innestare le piantine di americana di Valle Chiappella, o di Fabio Nervo, o di Marco Chiappe o di U Cantin, tanto per citare i produttori attuali.
Questa è in realtà la via, obbligata, che la Provincia ha intrapreso. Da quando, nel 2003, la Çimixâ è stata iscritta nel Registro Nazionale delle Varietà di Vite, è iniziata la propagazione mediante il sistema che vi ho spiegato. Il sistema utilizzato,ovviamente, è legale solo dal settembre 2006, data di fondazione della “Cantina Çimixâ”.
L’unico vigneto in grado di fornire legno di potatura, di dimensioni sufficienti all’innesto, è quello di Cassottana, di proprietà di un notaio di Lavagna. Il vigneto dell’Agriturismo U Cantin possiede piante di Çimixâ sufficientemente adulte per poter prelevare legno da utilizzare per l’innesto delle proprie piantine di americana. Il vigneto di Valle Chiappella, a causa del vincolo biologico e delle condizioni del terreno, non ha piante di Çimixâ sufficientemente cresciute per fornire legno, e l’innesto delle proprie piantine di americana dipende completamente da Cassottana. Discorso analogo per i vigneti di Fabio Nervo, Gian Carlo Aveggio e Marco Chiappe.
La potatura dovrebbe essere attuata nel mese di febbraio e, una volta selezionato il legno, si potrebbe procedere all’innesto in campo delle piantine di americana dei soci (marzo/aprile, in funzione delle condizioni climatiche e delle conseguenti condizioni fisiologiche delle piante).
La disponibilità attuale è appena in grado di soddisfare le necessità dei soci, e non permette ulteriori propagazioni e, di conseguenza, l'ingresso di nuovi soci porterebbe, al massimo, all’impianto di ulteriori piantine di americana, non produttiva, in attesa che sia disponibile il legno di Çimixâ nei prossimi anni.
Per quanto riguarda l’anno 2008, si possono dare due possibilità: il legno potrà essere sufficiente all’ingresso di due/tre soci (con superfici unitarie dell’ordine di 2000/3000 mq); si ritorna alla situazione del 2007.
Nel caso che un viticoltore spianti, ad esempio, una vigna di Vermentino, produttiva, potrebbe, al momento, piantare solo piantine di americana, improduttive, in attesa della disponibilità di materiale Çimixâ: non è una strategia consigliabile.
Completamente inutile, quindi, al momento, una campagna di sensibilizzazione e di proselitismo. Molto più utile sostenere, in ogni modo, la Cooperativa “Cantina Çimixâ” affinchè le tecniche colturali permettano una crescita ed un irrobustimento il più veloce possibile delle piantine di Çimixâ già in sede e un innesto altrettanto rapido e il più possibile efficiente del legno disponibile.
In questo modo, nell’arco di due/tre anni si potrà innescare una spirale virtuosa che porterà ad un consistente allargamento della base produttiva. La vite ha i propri tempi, e non ci sono scorciatoie, per fortuna.
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