Percorsi d' Autore
LA MONTAGNA DISINCANTATA DI ALDO BUSI
Graziella Arazzi
A Uscio tra brezza marina e brezza montana sulla nave che esce dalla pietra 1994
A Uscio sinfonie di paesaggi, cultura del corpo e dello spirito per Aldo Busi, scrittore tanto osannato quanto vituperato, ultimamente al centro dell'attenzione per la precisa volontà di voler conferire al mestiere di traduttore il vigore e l'originalità di chi crede al sapiente gioco di rimandi tra il lettore e l'opera d'arte. Nel paesino ligure, quasi 500 metri sul livello del mare e famoso per i laboratori artigianali dove si costruiscono orologi da torre senza tempo, si arriva uscendo al casello autostradale di Recco. A Uscio Busi è ormai un ospite abitudinario dal 1989, quando per caso scoprì "le delizie assolute di querce, castagni e faggi" assieme ai benefici della Colonia Arnaldi. Per lo scrittore e molti altri Uscio è soprattutto questo luogo di cura e di riposo, una serie di cottage in stile liberty, disseminati intorno ad un edificio centrale risalente agli anni '50 e con vista sul golfo di Recco. Da sei anni, Busi trascorre quasi tutti i suoi weekend alla Colonia, luogo dove si curano i mali del corpo, si dimagrisce e si fa ginnastica, immergendo la mente in ]unghi silenzi. Fu il caso a portarmi ad Uscio - spiega lo scrittore - verso la fine del 1989, dovevo scrivere un articolo sulle strutture di beauty-fitness per "Chorus", una rivista della Leonardo Mondadori. Fra tante aziende contattate, c'era la Colonia Arnaldi. Venni qui, feci il pezzo, ma mi accorsi che l'articolo non riusciva a rappresentare la ricchezza di materiale umano e che le bellezze naturali debordavano rispetto a quanto avevo scritto. Da quel momento, lo scrittore ha insediato una sorta di quartier generale alla Colonia, dove segue rigidissimi orari per palestra, massaggi, inalazioni, piscina e incoraggia ospiti e degenti a diete spartane. Profondo conoscitore della psicologia del neofita, che ha bisogno di aprirsi dopo il riserbo iniziale, Busi è un trascinatore e un animatore di gruppi, in cui un'umanità estremamente varia prova il piacere di raccontarsi e di ricordare. Alla Colonia c'è anche un bazar, dove vendono i suoi libri. Tra saggi famosi, colpisce il romanzo che l'autore ha dedicato al luogo di cura e di villeggiatura, un'opera uscita nel '91, dal significativo titolo: "Le persone normali. La dieta di Uscio " . Dal paese, come si arriva alla Colonia? A questa "colonia Purgatorii", dove si scontano peccati sociali più che individuali e morali - esordisce lo scrittore - si approda attraverso una salita asfaltata, una serie di svincoli allargati che lasciano immaginare il percorso carraio dove signore e signori grassi salivano a dorso di mulo nel 1906, anno in cui la Colonia è stata fondata dal dottor Arnaldi. E' una salita straordinaria, che assomiglia a un thriller. Ti coglie con un aspetto di novità e di sorpresa, mentre la mescolanza tra brezza marina e brezza montana, in un paesaggio che non ha uguali, ti rende più leggero, in uno svuotamento e in una dissoluzione immediati. Arrivare alla Colonia è uscire dal normale; basti pensare che si perdono due chili senza far niente, solo rimanendo in questo posto.
Quali caratteristiche hanno gli ospiti privilegiati di Uscio? Chi non è abituato a stare da solo con se stesso va subito via; chi resta rimane un frequentatore della Colonia per tutta la vita. Si rifletta sul motto che il fondatore ha voluto scolpire all'ingresso: "Aut disce aut decede", cioè o impari a convivere con i tuoi limiti o vattene via. Qui è necessario un rigore naturale e ospiti degeneri sono quelli che stanno a dieta e poi di sera vanno a gozzovigliare a Rapallo o a Nervi. Che cosa richiede la Colonia Arnaldi a chi la frequenta? Ci impone di gettare le maschere, permettendoci di essere noi stessi, senza etichette. Qui assapori il senso di libertà. Nessuno ti disturba o ti telefona; si avverte l'aura di un'autonomia recuperata, anche per le numerose madri, tra i 40 e i 50 anni, che si disintossicano dalla famiglia. Io - continua lo scrittore - sono l'ospite ideale, perchè sono contrario a qualsiasi tentazione esterna e non scendo mai a valle. In questa psicologia diversa che scatta alla Colonia, quanto peso hanno la vegetazione e l'ambiente? Moltissimo. Lungo i sentieri si ammirano alberi centenari, cipressi, ciliegi giapponesi. C'è una passeggiata (che volevo fare oggi, ma a cui dovrò rinunciare perchè si avvicina il temporale) coperta di ranuncoli rosa, girasoli, piante mignon di un giallo indescrivibile. Una volta raccoglievo e catalogavo i fiori di questo luogo che rieduca il corpo e la mente. Un inno alla Colonia che abitua alla disciplina con se stessi, all'interiorità. E' una casa di cura, non un posto per fighetti telefonodipendenti-tiene a precisare Busi Qualche incontro ravvicinato tra l'uomo e la natura? Dall'edificio centrale, che dà sul golfo di Recco, considerando le diagonali dei fianchi delle montagne, abbiamo spesso la sensazione che una nave esca dalla pietra. Dalla Colonia quali percorsi può tentare un comune mortale? C'è una passeggiata di due chilometri e mezzo fino al Belvedere di Rapallo. Proseguendo, con quasi due ore di cammino, si giunge al Santuario di Loreto. Un itinerario in salita, dove bisogna inerpicarsi tra la folta vegetazione. Si arranca tra gli alberi, ben attenti ai numerosi cacciatori. Quando percorro quel tratto, non mi dimentico mai di intonare il ritornello di una celebre canzone "La notte è piccola per noi...". Un riferimento letterario per Uscio e la Colonia? Thomas Mann, ma correggerei "La montagna disincantata", perchè in questo luogo si giunge alla consapevolezza delle nostre debolezze. Ci si disillude senza arrivare al cinismo. Piscina con acqua termale, ginnastica con istruttori, massaggi con fisioterapista. E in cambio? Grandissimi benefici per la cervicale e per la distorsione al piede. Io sono grato a Uscio. Mi fa piacere parlarne ma d'altra parte ho paura di renderlo troppo noto, perchè me lo godo in solitudine. I suoi compagni di viaggio? Depressi con fallimenti finanziari, persone che devono operarsi tra poco e vengono qui a seguire una dieta speciale. Attualmente, due donne bellissime, di cui una di 17 anni, vittime di diete sbagliate. Come è stato accolto il romanzo su Uscio? Non troppo bene dalla gestione precedente della Colonia. Un medico che si riconobbe in un personaggio minacciò di farmi gambizzare!
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