UNA "SHOW ROOM"
PER LA LANTERNA
Bruno Cervetto
Quando, nel 1995, la Provincia ha aperto al pubblico la "Lanterna di Genova", Francesco Pirella - incaricato di realizzare il manifesto/locandina per pubblicizzare l’evento - ha rappresentato una Lanterna un po' puttanella che, in guepière, si esibiva al pubblico, mentre una mano accendeva, con un fiammifero, la sua sommità.
Il manifesto, un po' surreale, è stato forse superato dalla realtà: la Lanterna di Genova non solo ama le atmosfere surreali (chi altri sceglierebbe un luogo così isolato per lanciare messaggi luminosi "in codice" del tutto riconoscibili, anche perchè pubblicati su tutti i Portolani del Mondo?), ma continua ad amare i palcoscenici, che le consentono di esibirsi; così ha dapprima accettato di avere un suo "sito Internet", arricchito addirittura con una telecamera posta sulla sua prima terrazza, che scruta continuamente dentro la città; adesso sta facendosi preparare una vera "Show Room", collocata nei resti delle fortificazioni ottocentesche, poste alla sua base.
Strano destino, quello di questa vecchia Signora; anticamente, seppure lontana dalla città, ed isolata sulla punta del promontorio di S.Benigno, costituiva un elemento connotante di tutte le vedute urbane, ed era un punto di passaggio essenziale per accedere a Genova da ponente; oggi, invece, contornata da un caotico sviluppo urbano e industriale, circondata addirittura da grattacieli, è in realtà più isolata che mai, addirittura marginalizzata sul suo scoglio, tutto ciò che resta dell’imponente promontorio.
Ma la vecchia Signora è anche una esperta Attrice; allora, mette assieme tutte le sue risorse per farsi notare: dapprima, il colpo di teatro dell’apertura al pubblico, che per raggiungerla deve addirittura usare il battello, come se dovesse raggiungere un’isola; poi un bonario "voyeurismo" messo a disposizione dal popolo di Internet; adesso, uno spazio per raccontarsi.
Scherzi a parte, veramente la vecchia Signora è intenzionata a ritornare protagonista, attraverso gli interventi che la Provincia di Genova sta realizzando.
Certamente, la "Camera con vista" (ossia, la telecamera che chiunque, collegandosi via Internet, può muovere sul panorama genovese) con i suoi 12.000 utenti settimanali, è il fatto che più ha destato interesse; a noi, peraltro, in una rubrica che si occupa di beni culturali, interessa soprattutto la Lanterna come monumento, visitabile dal pubblico, che troverà nella "Show Room", un suo indispensabile complemento.
Quando, nel 1543, si pose mano alla ricostruzione della Lanterna, attorno alla città di stava ultimando la nuova cerchia muraria, detta cinquecentesca, che ancora sopravvive in alcune parti, generalmente destinate ad altri usi (il bastione di Monte Galletto, dove sorge il Castello d’Albertis; il bastione di S.Giorgio, dove sorge l’Istituto Idrografico della Marina, il bastione dove sorge la Villetta Di Negro); il Faro era, allora, molto lontano dalla città; la strada che arrivava a Genova da ponente, oltrepassato S.Pier d’Arena, saliva ai suoi piedi, e successivamente scendeva verso Fassolo dove - subito dopo il palazzo del Principe, che si trovava fuori dalle mura - entrava in città attraverso la porta di S.Tommaso.
Soltanto nel 1626 venne avviata la costruzione della grande cerchia muraria, lunga oltre 19 chilometri, che ancora oggi circonda in gran parte lo spazio urbano; la Lanterna divenne il punto di inizio, ad occidente, della gigantesca opera che sale allo Sperone, per poi ridiscendere fino ad inglobare la collina di Cornigliano. Ad un centinaio di metri dal Faro venne costruita la nuova porta di accesso alla città, da ponente (oggi purtroppo scomparsa a seguito della demolizione avvenuta nel secolo scorso).
Nel 1827 questa porta venne sostituita da una nuova, costruita quasi sotto il Faro ad opera di Domenico Chiodo, tenente del Genio Sabaudo. Questa porta - a due fornici, rivestita di bugnato liscio, a sormontata da una trabeazione a trifigli e metope - era preceduta, sul lato verso mare, da un bastione e da una fortificazione rettilinea, che si sviluppava lungo la strada, e conteneva al suo interno alcuni vani stretti e lunghi, destinati alla guarnigione che difendeva la porta stessa; sul lato a monte, la porta non necessitava di protezione, in quanto il promontorio di S.Benigno si alzava ripido, ed era poi coronato dalle fortificazioni che circondavano il convento di S.Benigno.
Il bastione posto sotto la Lanterna, e la stretta fortificazione che precedeva la porta, sotto gli unici elementi che ancora sono rimasti ai nostri giorni - assieme al Faro - a testimoniare lo stato dei luoghi, completamente stravolti dalla demolizione del colle di S.Benigno, dall’espansione portuale, dall’apertura di alcune gallerie ferroviarie a livello delle banchine portuali.
La stessa porta del Chiodo, smontata a seguito di questi stravolgenti interventi, venne ricomposta alcuni metri più a ponente, ma ruotata di 90 gradi, e addossata alla fortificazioni che un tempo le costituivano ala (ovviamente con i due fornici ciechi, per cui nessuno - se non conosce la sua storia - capisce a cosa serva una Porta che non porta da nessuna parte).
E’ proprio in queste superstiti fortificazioni che verrà allestita la "Show Room" del Faro, che sarà a sua volta inserita in un nuovo sistema di accesso per i visitatori.
Nel generale stravolgimento dei luoghi, lo scoglio su cui sorge la Lanterna è stato circondato da un ponte circolare, di svincolo per le esigenze viabili del varco doganale di S.Benigno; un punto di questo ponte, verso nord, è quasi addossato alla scoglio, e consentirà la realizzazione di una piazzola di sosta per i bus dei turisti in visita; attraverso una breve scala, si potrà accedere al piano superiore ( la vecchia strada di accesso da ponente, che precede le fortificazioni cui si accennava) ed alla porta del Chiodo, che vi è addossata; attraverso un passaggio verso ovest, si potrà accedere all’interno delle fortificazioni, dove esistono spazi sufficienti per allestire un percorso di visita, che conterrà: un piccolo "Museo dei fari", cioè l’esposizione di alcuni gruppi ottici di fari, concessi dalla Marina Militare; una saletta per visionare audiovisivi; una postazione Internet, per "muovere" la telecamera che dal Faro "spia" la città; una raccolta di immagini storiche della Lanterna; una mostra sulle fortificazioni genovesi nelle loro diverse fasi; una mostra sullo stato dei luoghi, prima degli stravolgimenti del nostro secolo.
I visitatori,
in attesa di salire sul Faro, e di vedere "Genova dall’altra parte"
avranno così modo di arricchire il contenuto della visita con immagini
della storia, assieme alle immagini dell’attuale geografia urbana.