TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA

C L O S E

ANIMALI DI LIGURIA: Il cavallo bardigiano

Una fiera, un concorso, ippoterapia e
nuove regole per gli allevatori
di sandro sbarbaro


Il bardigiano

A margine della manifestazione sul Cavallo Bardigiano l’8 settembre 2007 si è svolta l’annunciata conferenza sul cavallo bardigiano. Verso le ore 17,15 ha aperto i lavori il signor Antonio Brignole, artefice di questa due giorni sul bardigiano in terra d’Aveto.

Ha esordito ringraziando i presenti, indi ha annunciato che la manifestazione è andata bene, anche se nel futuro si prevedono ancora margini di miglioramento. Ciò, nonostante i timori della vigilia. Visto che la manifestazione si svolgeva in due giornate. Un ringraziamento particolare è stato indirizzato a chi ha collaborato per erigere le strutture e agli allevatori che hanno portato i cavalli in mostra. A ruota è intervenuto il signor Francesco Bonicelli che fa parte dell’Assessorato alla Sanità della Regione Emilia Romagna e che, qual dirigente, si interessa dell’Anagrafe del cavallo bardigiano. Ha annunciato che il cavallo bardigiano è stato invitato a Città di Castello per la locale fiera. Ha fatto presente che come Associazione del cavallo bardigiano si stanno percorrendo nuove strade.

Le nuove proposte riguardano l’impiego del cavallo bardigiano come cavallo da sella, ed altresì si pensa di utilizzarlo per il salto ad ostacoli, ed anche per “i lavori in piano”. Il nuovo corso è merito degli allevatori, che si stanno impegnando in tal senso. Parte del merito è pure dei cavalieri che accudendo i cavalli bardigiani e insegnando loro nuove tecniche stanno dando luogo ad una variante di questa razza. Il signor Bonicelli fa notare che il nuovo corso permetterà agli allevatori, di svolgere un’attività assai redditizia. Si prevede in futuro un notevole sviluppo della razza. L’Associazione del cavallo bardigiano ha stabilito i nuovi parametri entro cui si muoveranno gli allevatori. Per farne un cavallo da sella, ed ingentilirne i tratti si è stabilito che nel sangue del cavallo bardigiano vi potrà essere sino al 25% di sangue del cavallo arabo. Gli allevatori e l’Associazione del cavallo bardigiano dovranno modulare l’allevamento della nuova razza in base alla richiesta del mercato, in specie per ciò che riguarda l’utilizzo sportivo.

È ovvio che il guadagno dell’allevatore è legato al mercato, quindi occorre uniformarsi alle nuove esigenze.

Il signor Bonicelli illustra gli aspetti della Registrazione del cavallo bardigiano. Secondo le ultime indicazioni della nuova legge fra i vari aspetti vi sono l’istituzione del Libro genealogico, il lavoro dei tecnici, i registri, e la registrazione dei cavalli. Sollecitato dal signor Antonio Brignole, padrone di casa, interviene il signor Matteo Vasini della Sezione Nazionale del Cavallo Bardigiano.

Il signor Vasini esordisce facendo i complimenti agli allevatori che hanno portato in mostra durante questi due giorni dei soggetti veramente interessanti. Ringrazia altresì le A.P.A. (Associazioni piccoli allevatori) di Parma e Genova, e l’Associazione del cavallo bardigiano.

Ritiene che l’utilizzo del cavallo bardigiano come cavallo da sella sia un esperimento assai interessante. Infine ringrazia tutti i presenti.

Prende quindi la parola ancora il signor Bonicelli che rammenta che la legge regionale prevede l’emissione di un passaporto per tutti i soggetti appartenenti al Libro genealogico del cavallo bardigiano - per fare ciò gli allevatori si appoggeranno alle Associazioni Provinciali e alle A.P.A.-

La segnalazione, l’individuazione dei soggetti e altri dati s’indirizzeranno all’Associazione. Per individuare i cavalli grazie alle nuove tecniche, si utilizzeranno dei microchips inseriti nel collo del cavallo bardigiano. Gli allevatori che lo desidereranno potranno utilizzare la vecchia tecnica della marcatura con azoto liquido in modo che sia più facile per loro l’individuazione dei cavalli al pascolo. Nel Libro genealogico fra l’altro vi saranno i seguenti parametri: altezza, circonferenza, dati microchips.


È inteso che esclusi quei cavalli che entro i primi otto mesi andranno al macello, tutti gli altri dovranno essere dotati di microchips. Fra l’altro occorre tenere presente che dal 22 aprile è obbligatorio per circa dodici mesi testare i cavalli presenti sul territorio nazionale. Una prima scadenza è fissata entro fino ottobre 2007.

In specie riguardo l’anemia infettiva. La Regione Liguria però già effettuava dei controlli appoggiandosi ai Servizi sanitari e alle A.P.A. Un livello sanitario minimo occorre altresì per spostarsi coi cavalli nei vari paesi dell’unione. Infine il signor Bonicelli ringrazia gli allevatori perché, ogni anno sempre di più, la qualità e gli standard per ciò che riguarda il cavallo bardigiano sono migliorati notevolmente. Interviene il signor Matteo Vasini e chiede se sia o meno arrivata a tutti gli allevatori del cavallo bardigiano una lettera in cui l’A.P.A. di Parma fa presente che fino alla fine dell’anno ha istituito in via sperimentale la vendita su Internet dei cavalli bardigiani che i vari soci vogliono mettere sul mercato.

Fa presente che al momento le inserzioni sono a titolo gratuito. Occorre inviare il numero di telefono e il recapito in modo che l’A.P.A. fa da tramite, ma l’allevatore viene contattato direttamente dal compratore, o acquirente. Fa altresì presente che a Lago Monti il 30 settembre 2007 tutti gli stalloni verranno valutati per entrare in selezione (entreranno in monta l’anno prossimo).

Su invito del signor Antonio Brignole interviene a questo punto il Sindaco di Rezzoaglio signor Silvio Cella il quale esordisce salutando tutti gli allevatori, sottolineando che la manifestazione della Mostra del Cavallo Bardigiano è forse la più grande manifestazione in Val d’Aveto.

Il signor Cella fa presente che, per una serie di circostanze, quest’anno è la prima volta che partecipa alla Mostra del bardigiano e ne è rimasto affascinato.

Il signor Antonio Brignole a questo punto invita gli allevatori a dialogare con i tecnici presenti alla manifestazione. Forse per timidezza nessuno si espone. A questo punto il signor Brignole invita il signor Pietro Fontana, che è intervenuto alla manifestazione giungendo dalla Svizzera.




Il Fontana parla dell’uso dei cavalli bardigiani nel campo dell’ippoterapia. Accenna brevemente al fatto che all’inizio nel Nord Europa per l’ippoterapia si usavano i cavalli islandesi, che però avevano alcuni problemi di salute ad esempio presentavano eczemi estivi, ecc.

Il signor Manfred Zonta, antesignano della terapia, iniziò ad utilizzare il cavallo bardigiano perché aveva notato che quest’ultimo era più docile ed affidabile, inoltre era più adatto a livello morfologico e presentava un tipo d’andatura adatto alla terapia utilizzata. Il signor Pietro Fontana fa presente agli allevatori che, data la richiesta di cavalli bardigiani per l’ippoterapia, occorrono dei “castroni”, ossia cavalli castrati, perché più docili. Indi, invece di mandare i cavalli bardigiani al macello si potrebbe pensare di impiegarli per farne dei “castroni”.

Interviene in seguito il signor Giancarlo Risso ex presidente dell’APA, che rammenta che in quest’area di Farfanosa sono oramai 27 anni che si celebra la mostra del cavallo bardigiano. Alle vecchie leve tipo il dottor Villa, un antesignano nel campo della veterinaria, si sostituiscono ormai giovani promettenti come la figlia del dottor Villa e altre nuove leve, in specie donne, che affiancano gli esperti per imparare i segreti del mestiere. L’Associazione sta operando un lavoro morfologico per scegliere i cavalli più adatti all’ippoterapia, anche in Liguria si segue il filone della terapia con i bardigiani già sperimentata in Svizzera. Il messaggio che l’APA da è “Non un bel cavallo, ma un cavallo accettabile ed utile”. Il signor Risso fa presente che domani si potranno osservare le dimostrazioni dei cavalli bardigiani. Si assisterà altresì ad uno spettacolo. Interverrà altresì un rappresentante dell’Associazione Ariosto.

L’Associazione genovese patrocinata dall’Ospedale Gaslini che utilizza i cavalli bardigiani a scopo terapeutico con le persone disabili
. Ringrazia il dottor Serventi e la giuria che ha ben operato in questa giornata. Forse grazie al fatto che ha avuto più tempo a disposizione per fare le sue valutazioni, la giuria ha lavorato con più serenità valutando al meglio i soggetti presenti. Della giuria facevano parte il signor Francesco Bonicelli, Agostino Vitelmi, Cinzia Villa, Gottardo Lavarello, Giulio Assala, ed alcuni giovani aspiranti Esperti di razza. Rammenta che in selezione presso l’A.P.A. vi sono più di 300 cavalli, ma poi quelli che partecipano all’addestramento sono veramente pochi, occorre quindi fare un piccolo sforzo per riuscire ad aumentarne il numero. Nella due giorni della mostra Provinciale di Farfanosa si sono iscritti 49 allevatori con 281 capi.

Ma solo 4 Aziende posseggono quasi tutti i capi. Sono 36 le Aziende che dispongono fino a 3 capi. In genere costoro li tengono per affezione. Vi sono poi 13 Aziende che posseggono da 4 a 10 cavalli bardigiani. Secondo il signor Risso, queste sono Aziende importanti. Indi l’A.P.A. cercherà nei limiti del possibile di aiutarle a svilupparsi. Occorre però che le stesse collaborino dicendo quali sono i problemi, ossia se mancano le strutture, se hanno in qualche modo bisogno di essere stimolate o hanno bisogno d’aiuto, ecc...

Il signor Risso ritiene sia interessante l’esperimento dell’Associazione del cavallo bardigiano di Parma di dare modo agli allevatori di fare inserzioni gratuite su Internet per mettere le fattrici, o i cavalli bardigiani in vendita. Interviene ancora il signor Francesco Bonicelli dell’Assessorato alla Sanità dell’Emilia Romagna, esperto di razze e allevamento, che fa presente che in questo momento c’è bisogno di cavalli per essere messi nel circuito dell’addestramento. Attualmente l’Associazione del bardigiano sta formando 16 Esperti di razza, i quali hanno seguito corsi di formazione- seguono altresì le varie mostre del cavallo bardigiano per fare esperienza sul campo, ed in seguito faranno gli esami per diventare Esperti di razza. Per ciò che riguarda la selezione dei cavalli bardigiani per l’ippoterapia occorre che quando i cavalli compiono i due o tre anni si avviino all’addestramento. Occorre poi alimentarli bene. Gli allevatori debbono inoltre mantenere uno stretto contatto con i cavalli, non si può pretendere che cavalli che per 2 o 3 anni sono stati liberi al pascolo siano poi pronti per essere messi nel circuito dell’addestramento, perché rimarranno ombrosi. Occorre inoltre seguirne e curarne la salute. I soggetti che si pensa di avviare all’addestramento e non solo debbono essere trattati con antiparassitari perché crescano bene e sani.

Molto importante è pure la toeletta degli zoccoli, occorre inoltre che non siano cavalli sedentari troppo abituati a stare in una stalla perché non saranno adatti ad essere immessi nel circuito sportivo.

Per fare un buon lavoro occorre selezionare gli stalloni, fornire gli allevatori di assistenza tecnica, e promuovere e favorire la commercializzazione dei cavalli. Il segnale che l’Associazione del cavallo bardigiano dà è che gli allevatori debbono promuovere l’allevamento dei castroni.

Ripete ancora che i castroni per l’ippoterapia debbono aver avuto contatti con l’uomo. Infatti, se per tre anni il bardigiano sta nel bosco e poi lo si porta al piano e lo si castra, non si ha certo un cavallo atto all’ippoterapia.

L’Associazione e gli allevatori debbono confrontarsi in modo che questi ultimi diano dei suggerimenti per aggiustare la rotta. Importante è che insieme s’individui un nuovo percorso. Su invito interviene il signor Villa Graziello della Cooperativa Alta Valle Sturla. Fa presente che la Cooperativa alleva cavalli bardigiani da molti anni. La loro esperienza di puntare esclusivamente sui cavalli bardigiani alla fine ha pagato. Ora si torna ad utilizzarli per sella e per trekking e non solo come un tempo da macello. La Cooperativa Alta Valle Sturla affianca da molti anni l’Associazione Ariosto che pratica l’ippoterapia. Un grande riconoscimento l’hanno avuto recentemente dal Direttore tecnico dell’ospedale Gaslini di Genova che ha fatto i complimenti all’Associazione perché i ragazzini disabili dopo alcune sedute stavano in sella ed avevano fatto passi da gigante. Della Cooperativa fra gli altri fanno parte l’istruttrice Valentina e l’istruttore Giancarlo. Il signor Villa ringrazia Gio Batta Lavarello figlio di Gottardo. Rammenta che Gottardo fu il primo istruttore che insegnò a cavalcare il cavallo bardigiano.

Alla fine degli interventi il signor Antonio Brignole annuncia la conclusione dei lavori invitando i presenti alla manifestazione che si terrà l’anno prossimo a Farfanosa.

Riportiamo un breve estratto dal ring di Farfanosa, in cui avviene la valutazione del cavallo bardigiano, per far comprendere i nuovi parametri di valutazione delle giurie.

“Lo speaker rammenta che la valutazione del cavallo in movimento sarà sempre più importante. Occorre un minimo d’addestramento- il padrone deve stare sulla mano giusta- il cavallo deve essere condotto al trotto o in movimento - è altresì importante anche la valutazione in stazionamento.”


i due vincitori




















..Giancarlo Risso ex presidente dell’APA, ricorda che in quest’area di Farfanosa sono oramai 27 anni che si celebra la mostra del cavallo bardigiano.

Alle vecchie leve tipo il dottor Villa, un antesignano nel campo della veterinaria, si sostituiscono ormai giovani promettenti come la figlia del dottor Villa e altre nuove leve, in specie donne, che affiancano gli esperti per imparare i segreti del mestiere. L’Associazione sta operando un lavoro morfologico per scegliere i cavalli più adatti all’ippoterapia, anche in Liguria si segue il filone della terapia con i bardigiani già sperimentata in Svizzera.

Il messaggio che l’APA da è “Non un bel cavallo, ma un cavallo accettabile ed utile”. Il signor Risso fa presente che domani si potranno osservare le dimostrazioni dei cavalli bardigiani.

Interverrà altresì un rappresentante dell’Associazione Ariosto.

L’Associazione genovese patrocinata dall’Ospedale Gaslini che utilizza i cavalli bardigiani a scopo terapeutico con le persone disabili
.

Ringrazia il dottor Serventi e la giuria che ha ben operato in questa giornata. Forse grazie al fatto che ha avuto più tempo a disposizione per fare le sue valutazioni, la giuria ha lavorato con più serenità valutando al meglio i soggetti presenti. Della giuria facevano parte il signor Francesco Bonicelli, Agostino Vitelmi, Cinzia Villa, Gottardo Lavarello, Giulio Assala, ed alcuni giovani aspiranti Esperti di razza. Rammenta che in selezione presso l’A.P.A. vi sono più di 300 cavalli, ma poi quelli che partecipano all’addestramento sono veramente pochi, occorre quindi fare un piccolo sforzo per riuscire ad aumentarne il numero..