TRIMESTRALE DI EVENTI, CULTURA, ARTE, MUSICA, PERCORSI D' AUTORE, TURISMO, LAVORO, BENI CULTURALI E MATERIALI, STORIA E TRADIZIONI TRA I MONTI E IL MARE DELLA LIGURIA

C L O S E
Storie di Liguria
RAPPORTI DIPLOMATICI TRA GENOVA E RUSSIA
di Ermanno M. Crestana


Ekaterina Alekseevna II di Russia

Le prime tracce di rapporti tra Genova e il Baltico risalgono al XIV secolo. Nel 1306 una flotta mercantile genovese si diresse verso questo mare, seguita da una toscana nel 1315 e da una veneziana tre anni dopo. In data 5 giugno 1420 risulta una spesa per ambasciata a Vitoldo, granduca di Lituania. Da ricordare Paoletto Centurione Cantelli, cosmografo, viaggiatore e navigatore, morto nel 1528. Paventando per Genova un declino delle fortune commerciali a beneficio dei Portoghesi, concepì un piano grandioso: immaginò una via terrestre-fluviale-marittima alternativa a quella oceanica. Imbarcati a Calicut, farmaci, droghe, spezie provenienti dall’Estremo Oriente avrebbero risalito l’Indo fino ai monti del Turkestan. Caricate poi su muli e cavalli, sarebbero giunte via terra alle sorgenti dell’Oxo (l’odierno Amu Daria), allora immissario del Caspio, e ad altri fiumi che portano al lago d’Aral. Così le merci, cui si sarebbero aggiunte le sete di Persia, sarebbero state distribuite tramite il Volga, l’Oka e la Moscovia a Mosca, a Riga, sul Baltico e successivamente in tutta Europa Genova compresa. Ma la Repubblica non possedeva forze economiche e diplomatiche per organizzare questo progetto.

Prima di lui, un altro genovese, Benedetto Scotto, aveva concepito un disegno forse ancora più “ardito” — «come si abbia mezzo di passare dall’Occidente in Oriente per la via del Settentrione, senza esserne impediti da quelle difficoltà che v’incontrano gli olandesi e zelandesi» — che prevedeva il raggiungimento dell’India passando a nordest dell’Europa e costeggiando poi la Cina (già allora si ipotizzava l’esistenza di quello che sarà chiamato lo stretto di Bering). Fu Pietro il Grande il primo zar a volgere lo sguardo sui vari stati italiani, compresa la Repubblica di Genova. Si trattava di attirare il traffico mercantile nel porto di Archangel’sk, ghiacciato per parecchi mesi l’anno, o in quello, di più recente costruzione, di Pietroburgo.

L’arrivo a Venezia nel 1711 di un console russo, Dmitrij Bozis, rivelò lo sviluppo dei rapporti commerciali tra i due Stati. Accanto a Bozis operava il canonico Matteo Carretta, “ambasciatore itinerante”, attivissimo agente dello zar, sia per dar vita a un’alleanza militare tra Pietroburgo e la Repubblica di San Marco contro il Turco, sia per stipulare accordi commerciali tra la Russia e gli Stati italiani, con Genova in particolare. In due occasioni, dall’aprile 1711 al maggio 1712 e dal giugno 1718 al luglio 1722, Matteo Carretta, tentò di «intavolare buona corrispondenza e comerci» con Genova. Se la Repubblica, nel Settecento, contava poco nel concerto delle nazioni europee, la ricchezza dei mercanti genovesi costituiva un elemento non trascurabile nella sfera commerciale e ciò non sfuggì all’attenzione dello zar. I Genovesi sulle prime parvero accogliere l’invito dello zar ad allacciare rapporti per lo scambio di prodotti tra i due paesi ma non dettero seguito ad alcuna iniziativa. Non ebbe effetto neanche la lettera scritta personalmente da Pietro il Grande il 30 aprile 1720. Genova non manifestò segni di particolare attenzione neanche nei confronti delle proposte di Caterina II. E agì con molta cautela sapendo di non poter reggere sul piano politico un gioco di accordi commerciali di ampio respiro. Notevole apertura mostrarono alcuni banchieri genovesi che, tramite il Banco di San Giorgio e contro adeguate garanzie, prestarono a Caterina, l’11 marzo 1771, la somma di lire 3.231.420 che fu restituita nel quinquennio successivo.

Per i primi contatti con la Dominante, il governo russo aveva scelto Gerolamo Durazzo, ministro genovese a Vienna. Quando il ministro (cioè ambasciatore) russo a Vienna Golicyn comunicò al collega genovese il proposito della zarina di avere presso la Repubblica un incaricato d’affari, a Genova non restò che rispondere in maniera formalmente ineccepibile incaricando Durazzo di esprimere a Golicyn la riconoscenza per della nuova nomina. L’inviato di Caterina sarebbe stato Mordvinov, «figlio di un celebre ammiraglio», per il quale Golicyn pretese fosse riservata «un’accoglienza convenevole». La sera dell’11 luglio 1782 Aleksandr Mordvinov fece il suo ingresso a Genova. Dopo una breve sosta all’Albergo della Posta, s’insediò a Palazzo Celesia (in Piazza Rovere). Il giovedì successivo il ministro, condotto a fare “un complimento” al doge, rimase, come scrisse il segretario della Repubblica Borello, «innamorato delle buone maniere ed affabilità del nostro serenissimo doge». Una delle prime lettere che Mordvinov inviò a Osterman (vicecancelliere russo) riguarda la descrizione delle istituzioni della Repubblica.



In occasione della mostra Russia & URSS Arte, Letteratura, Teatro 1905-1940 svoltasi quest’inverno a Palazzo Ducale, era visibile un’altra mostra, Genova e Russia. 300 anni di rapporti diplomatici organizzata da Roberto Sinigaglia, docente di storia della Russia e dell’Europa Orientale all’università di Genova. Attraverso documenti, immagini e pannelli didattici, è stata presentata la storia delle relazioni internazionali dall’età di Pietro il Grande fra la Russia e la Repubblica di Genova.






Mostra "Russia & URSS Arte, Letteratura, Teatro 1905 - 1940"
Appartamento del Doge
26 ottobre 2006 - 21 gennaio 2007


(dal sito della mostra) Curata da Giuseppe Marcenaro e Piero Boragina, questa mostra, l'evento espositivo più importante dell'autunno genovese, è dedicata ai processi estetici russi lungo la prima metà del Novecento, e vuole sottolineare, per mezzo di dipinti, sculture, fotografie, manoscritti di letterati e scenografie teatrali, le varie tensioni creative che hanno determinato il panorama

artistico della Russia del tempo, che rappresenta un unicum per la sua evoluzione estetica, sociale e politica. Il 1905, con il tentativo rivoluzionario, è il punto di partenza ideale per illustrare un periodo in cui le forti tensioni portarono gli intellettuali da un lato a sottolineare le istanze sociali, dall'altro a sviluppare un radicale cambiamento estetico, dando luogo alle straordinarie ..
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Fra i maggiori musei che hanno partecipato alla realizzazione della mostra figurano la Galleria Tretyakov di Mosca, il Museo di Belle Arti di Ekaterinburg, il Museo di Storia Contemporanea di Mosca, il Museo Statale di Storia di Mosca, il Museo Statale di Letteratura di Mosca, il Museo Statale Maiakovskij, il Museo Statale Teatrale Centrale A.A. Bakhrushin, il Museo Statale del Teatro e della Musica di San Pietroburgo, il Museo Statale della Storia di San Pietroburgo.

 
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