L'Istituto Culturale Argentino-Ligure di Buenos Aires: intervista con Flavio Perazzo Presidente dell´ICAL

Emanuela Guano
 

Anche oggi, come ogni primo lunedì del mese, il Comitato Direttivo dell'Istituto Culturale Argentino Ligure si riunisce in una saletta della pizzeria Guerrin su Corrientes. Seduto al tavolo con alcuni soci il Presidente Flavio Perazzo irradia energia. Propone iniziative, smista incarichi e distribuisce tra i presenti cartine geografiche della Liguria e copie del Secolo XIX. L'intervista ha luogo al termine della riunione, davanti a una pizza gigantesca ed un bicchiere di birra argentina.

D: L'Istituto Culturale Argentino Ligure è sicuramente unico nel suo genere a Buenos Aires. Qual è l'origine di una delle poche associazioni italiane in Argentina che non ha carattere religioso nè mutualistico?

R: E' vero che le associazioni esistenti prima dell'ICAL si ispiravano a principi religiosi o al mutualismo, ed è proprio questa la causa del declino di molte di loro. Mentre con il Peronismo la ragione mutuale scomparve perchè sostituita dall'assistenza dello stato, l'afflato religioso dei vecchi immigrati si andò affievolendo. Dato che i giovani stavano perdendo l'interesse per la cultura dei padri, il rischio era che scomparissero completamente le rappresentanze liguri in Argentina. Con la professoressa Luciana Berisso, un'altra chiavarese come me, decidemmo di fondare un'associazione che spiegasse la cultura ligure alle nuove generazioni, quelle dei figli degli immigrati. L'Istituto si inaugurò il 21 ottobre 1986, con la firma del presidente della Regione Rinaldo Magnani. All'inizio eravamo in pochi; pensi che le riunioni si tenevano nella cucina della professoressa Berisso! Fortunatamente l'Istituto é cresciuto molto, ed é cresciuto in fretta, grazie anche all'appoggio dell'Amministrazione regionale e provinciale di Genova.

D: Quali sono le attività principali dell'ICAL?

R: In primo luogo va detto che l'Istituto possiede la più grande biblioteca ligustica del Sud America, con circa mille volumi e moltissime videocassette. L'abbiamo allestita poco a poco, scrivendo tantissime lettere a editori ed associazioni culturali liguri. Molti ci mandarono materiali e pubblicazioni in regalo. Ora, grazie al cielo, abbiamo un nostro gruzzoletto ed i libri siamo in grado di comprarceli. Comunque continuiamo a ricevere riviste da circa sessanta associazioni liguri. Il nostro sogno è quello di poter ricevere una pubblicazione ed una videocassetta da ciascun comune ligure, anche da quelli più piccoli. Buona parte dell'immigrazione ligure a Buenos Aires proviene da comunità montane microscopiche, ed anche i discendenti di questa gente hanno diritto di conoscere le loro radici...

D: A proposito di radici: mi risulta che l'Istituto conduce anche ricerche genealogiche.

R: Certo! Anzi: questa è una delle nostre attività principali. Siamo in contatto con più di mille parrocchie liguri, e riceviamo periodicamente gli elenchi telefonici aggiornati di tutta la Regione. Abbiamo aiutato moltissimi discendenti di liguri a scoprire l'origine dei loro antenati. Molti di loro sono tornati in Italia per ritrovare i luoghi descritti dai loro genitori o dai loro nonni. In realtà, l'Istituto è una scintilla per promuovere il discorso sulle radici.

D: Quanti sono i Liguri a Buenos Aires-è possibile azzardare una cifra?

R: Basta studiare l'elenco telefonico per rendersi conto che a Buenos Aires ci sono circa 200.000 o 300.000 liguri e discendenti di liguri. Per questo abbiamo scelto come simbolo il logotipo della Regione Liguria, permettendoci, però, di aggiungere una quinta stellina: una quinta provincia, cioè la nostra. A dire il vero, numericamente, dovremmo essere la seconda provincia! Si figuri che ci sono più Sanguineti qui a Buenos Aires che in tutta Genova!

D: Quali sono i progetti per il futuro immediato dell'Istituto?

R: In primo luogo, stiamo per lanciare una rubrica tutta nostra su La Voce d'Italia, un importante giornale italiano di Buenos Aires. Si intitolerà "A Lanterna", e sarà lo spunto per creare un rapporto interattivo tra i lettori e l'Istituto. Ovviamente la settimana prossima saremo presenti con una nostra vetrina alla Feria del Libro. Pensi che siamo l'unica associazione italiana ad esporre! Inoltre stiamo per compiere un passo importantissimo: siamo in procinto di comprare un computer con un modem che ci permetterà di intensificare ulteriormente i contatti con la Liguria. Come vede non solo l'Istituto non si ferma, ma continua a adeguarsi ai tempi e ad esplorare nuove strategie di comunicazione per mantenere vivo il legame tra i liguri d'Argentina e la Terra d'origine.