| "A LANTERNA" |
Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/
Nr. 70
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| Un padellone nuovo di zecca
La Sagra del pesce volta pagina |
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Innanzitutto, in piazza Colombo, sull’impalcatura eretta sulle acque del porticciolo c’è stato il padellone nuovo di zecca, quello commissionato ad una ditta parmense dalla Pro Loco. In aprile il presidente Tony Verdina, con una delegazione, è andato sul posto per verificare se tutto era in ordine, secondo i tempi prestabiliti. Si tratta di un padellone speciale, non di ferro come i precedenti, ma di acciaio inossidabile, più robusto e più conforme alla rigorosa normativa in materia di sicurezza. Pesa 26 quintali, ha un manico di 3 quintali e un diametro di 3 metri e 80 centimetri, per poter esser agevolmente trasportato anche fuori città, nelle varie trasferte in altre regioni di Italia.
Il padellone è stato fornito di un nuovo tipo di bruciatori a gas metano, più sicuri e funzionali rispetto ai vecchi. Anche i costi sono stati di gran lunga superiori a quelli dei precedenti utensili in ferro: si è speso oltre un centinaio di milioni, somma che è stata coperta per l’85% dalla Friol, il principale sponsor della sagra camogliese, che ha fornito anche l’olio per la maxifrittura. La giornata della sagra, come sempre avviene è stata preceduta da due giornate di festa, venerdì 4 e sabato 5. Nei tre giorni, la sera, sulla terrazza dei Bagni Lido è stato allestito il tradizionale stand gastronomico con le specialità locali. Nella serata di sabato si è svolto per le vie della cittadina la processione con l’arca di San Fortunato, patrono dei pescatori alla quale hanno fatto seguito lo spettacolo pirotecnico e l’accensione dei falò sulla spiaggia. Per l’edizione del cinquantenario è stato riproposto il manifesto della prima sagra del pesce tenutasi nel 1952.
La festa è cominciata alla mattina poco dopo le 10 attorno al padellone, però è stata preceduta dal lungo lavoro dei pescatori che tornati a terra dopo la nottata di pesca, hanno scaricato centinaia de cassette di pesce azzurro. La benedizione del padellone è avvenuta alle 10,30 ed è stata seguita da una cerimonia voluta dall’assessore comunale al turismo: la consegna di due targhe ricordo intitolate ad altrettanti personaggi storici della celebre manifestazione: l’avvocato Filippo Degregorio, oggi ottantaquattrenne, che nella sua veste di presidente della locale azienda di soggiorno e turismo organizzò nel maggio del 1952 la prima sagra e Lorenzo Viacava, noto come Napoli, il pescatore estinto alcuni anni fa, che dopo le frequentatissime edizioni della sagra, ebbe l’idea di costruire il gigantesco padellone. A ritirare il riconoscimento saranno i due figli.
Tina Leali Rizzi de “Il Secolo XIX”
| La Liga per l’Ambiente e il Touring Club hanno datto il massimo
premio alla Liguria.
Qualle città hanno ricevuto la distinzione? Inviar la soluzione, alla nostra casella postale (ICAL , CC 798, Correo Central, 1000 Buenos Aires, Argentina) prima del 10.07.2001, indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggerà un libro sulla Liguria, che sarà inviato al vincitore per posta. La soluzione del concorso numero 68 è l’articolo d’oggi. Non ci sono stati vincitori. |
Una giornata, in cui non si ride, è una giornata persa, affermava uno dei più grandi comici dello schermo, sui films del quale ha riso il mondo intero, Charlie Chaplin. Ridere è sano, su questo nessuno ha dubbi. Però a volte è difficile prendere la vita con umore.
La famosa insegnante – psicologa Vera F. Birkenbihl – in una grande e gremita sala della TV di Monaco, ha descritto per due divertenti ore come si possa sistematicamente allenare se stessi all’umore. Qualsiasi persona non può farsi un migliore servizio aumentando continuamente la propria capacità di umore. Forse perché la vita elargisce le vere ore, forse le migliori, un cui si può reagire con umore. La propria capacità umoristica migliora senza dubbio l’immunosistema ed anche la disposizione d’animo degli individui. Questo si combina col coraggio. Chi si lagna continuamente, non ha tempo da ridere nella vita e la colpa è sua.
Ci sono due cose – sorride la signora Birkenbihl - che si contagiano negli individui, una è lo sbadigliare e l’altra è la risata. Per questa ragione si dovrebbe in compagnia riservare spesso una barzelletta, perchè questa contagia gli altri e questi a loro volta noi stessi di ritorno. Vale la pena perciò di dare nella vita priorità all’umore, occupandoci spesso e sistematicamente anche solo di raccolte di motti spiritosi.