"A LANTERNA"
 Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/ Anno 2, Nr. 51
La focaccia segna il record.
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   Un pizzico di dialetto per parlare de...l’ommo
 Concorso 51
Recco invasa da migliaia di turisti per la tradizionale festa gastronomica. Le porzioni sono andate a ruba
La focaccia segna il record
Un meritato plauso ai bimbi improvvisatisi fornai
Recco. Sarà ricordata come l’edizione record della festa della focaccia. Domenica in città sono state sfornate ben diecimila porzioni distribuite sia al mattino sia al pomeriggio. Un numero, mai raggiunto in passato, che la dice lunga sul successo della manifestazione. A Recco i buongustai sono persino arrivati con pullman turistici: due i mezzi giunti dalla Lombardia che hanno scaricato in città decine di pellegrini delle forchetta.

Ai turisti gastronomici si sono aggiunti i 250 motociclisti partecipanti al raduno delle moto Guzzi di Rapallo, che hanno voluto fare una puntata a Recco. E poi migliaia di curiosi giunti in città con tutti i mezzi. “Non avevamo mai visto tanta gente per una festa della focaccia – conferma Sandro Pellegrini, presidente della Pro Loco” – il tempo ci ha indubbiamente aiutato ma evidentemente è il nome di Recco che tira sempre di più. Questa festa non sembra conoscere crisi grazie anche alla sua capacità di rinnovarsi”.

Regina della giornata è stata ovviamente la focaccia col formaggio della quale ne sono state distribuite 60000 porzioni calde e fumanti dalle 15:30 in poi: una lunga e ordinata fila di appassionati è rimasta senza soluzione di continuità fino alle 19:00. Al mattino avevano comunque ottenuto un lusinghiero successo le focaccie semplici e alla cipolla (quattromila porzioni) pure offerte dai panifici storici del centro.

Bene è andata anche l’iniziativa dedicata ai piccoli che, vestititi di tutto punto da fornaretti, hanno impastato e infornato le loro personalissime versioni del piatto tipico di Recco.

All’iniziativa hanno partecipato tutti bimbi della città dai tre ai sei anni. Aiutati dai più esperti fornai si sono dedicati alla preparazione del piatto simbolo di Recco. Ovviamente, dopo tanta fatica, sono stati premiati con la cottura dei rispettivi “capolavori” gastronomici che, stando agli esperti, non erano affatto male.

L’arredo di piazza Nicoloso, cuore della festa è stato completato da quattro gazebo di operatori economici di Alba che hanno fatto assaggiare i propri dolci, i salumi e i vini del cuneense ottenendo un lusinghiero apprezzamento e firmando a tavolo il gemellaggio con Recco. Le due città, come è noto, hanno dato vita proprio in questi giorni all’Associazione Nazionale dei Comuni Gastronomici che si propone ambiziosamente di unire tutti i centri italiani in cui la tradizione della buona cucina è regina. La grande kermesse è stata resa possibile grazie all’impegno di tanti volontari e dei fornai tradizionali: il successo è di peso della buona volontà dei recchesi stessi.


Un pizzico di dialetto per parlare de... l’ommo
(Giovanna Campus Perrone)

Parlare di uomini? Certo!! Nei proverbi che ho trovato nei miei libroni o che conosco perchè sono di uso comune, ho parlato di donne, d’amori, di figli e allora, per la par condicio, ecco puntualmente lui, l’uomo, “l’ommo”.

A-o cantâ
Se conosce i oxelli, a-o parlâ, i ommi.

Al canto si conoscono gli uccelli, al parlare, gli uomini. Ed eccone uno più incisivo:

Caccia a l’äia e spera in Dio, che o successo o l’é de l’ommo ardio. Che suona: getta all’aria e spera in Dio, che il successo è dell’uomo audace. Ma come al solito ecco che da un avvertimento:

Desandio,cicchetti e poca cûa, portan l’ommo a seportûa. Cioè: disordine, bicchierini e poca cura portano l’uomo alla sepoltura. E che dire del seguente ancora più amaro?
 

L’ommo e o porco o se peisa quando o l’é morto.  Traduzione letterale: l’uomo è il maiale si pesano quando sono morti. (Sicuramente, da interpretare in senso molto ampio). E ora un modo di dire meno violento, ma....

L’ommo ch’o vêu vive in paxe, o lascia comandâ a moggë e lë o taxe. L’uomo che vuole vivere in pace, lascia comandare la moglie e lui tacce.

L’ommo maióu o l’é  ´n öxello imbragóu. L’uomo sposato è un uccello ingabbiato.

O vin bon e i ommi cativi dûan poco. Il vino buono e gli uomini cattivi durano poco
Il seguente ricordo di averlo sentito citare spesso anche quando ero piccola:

Quando l’ommo o vegne vëgio e o no pëu ciú peccá, o piggia o Segnö co-e bonne e o s’accosta a l’artä.  Quando l’uomo diventa vecchio e non può più peccare prende il signore con le buone e si accosta all’altare. E con riferimento al cibo:

Un pasto bon e l’ätro mezzan o mantegne l’ommo san. Un pasto buono ed altro così così, mantengono l’uomo sano.

E,  per finire:
Tre cöse fan l’ommo furbo: beghe, donne e porto. Tre cose fanno diventare l’uomo scaltro: liti, donne e porto. Sarà vero? Alla prossima. Ciao!


Concorso numero 51
Che luogo della Liguria rappresenta la foto? Inviar la soluzione, alla nostra casella postale (ICAL , CC 798, Correo Central, 1000 Buenos Aires, Argentina) prima del 10.08.2000, indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta. 
  
La soluzione del concorso numero 49 è un’altra volta la signora Marina Blaffert di Rosario, con cui ci congratuliamo di cuore. 


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