"A LANTERNA"
       Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/ Anno 2, Nr. 48
"ZENA",  "XENA", " ZENEIZE" O "XENEIXE".
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   Effimeri castelli.. 
 Concorso 48
“Zena” o “Xena”? 
“Zeneize" o “Xeneixe”?
Sembra un racconto delle mille ed una notte. Giá l’Amico Vaccarezza di Rosario (Clarin 20.02.2000, sezione “Viaje & Turismo”, pagina 8) trattó il tema riferendosi alla nota anteriore del 23.01.2000 sempre la stessa sezione, da pagina 16: qui si nominó il nostro Istituto, (a pagina 17, “Donde informarse”). Anche  il signor Bruno Pellizzetti (Clarin 09.03.2000) di Luján si é preoccupato di come si deve scrivere la parola    “Zena”  o  “Xeneixe”. Il nostro Istituto Culturale Argentino Ligure ha il piacere e il dovere di prendere parte alla diatriba o discussione.

Nel “Vocabolario genovese- italiano” di Giovani Casaccia, pubblicato nel 1857 é ristampato da “Il Secolo XIX”  recentemente,  non indica nel testo (pagina 676) la parola “Zena” (Genova) peró sí nella ultima pagina 688, facendo l’elenco dei toponimi delle cittá (e per questo non poteva mancare quello di Genova).

A pagina uno (“Alcune regole grammaticali in torno al dialetto genovese”)   indica le regole sull’alfabeto e la sua pronuncia: “... 6) la z ha pure due suoni: uno aspro ed uno dolce. Aspro, come in zëo (giaccio), zin (riccio di mare), zittâ
(buttare), ecc. Dolce, come in ambizión, annunzio, ozio, ecc. In questo caso si deve pronunciare come la s dolce francese. 7) La x si pronuncia nella stessa maniera che la j francese nella parola deja (giá): dexe (dieci), sëxa (ciliegia), ecc.

Nel “Vocabolario delle parlate liguri”, pubblicato dalla Consulta Ligure (quattro volumi, una vera opera d’arte) si ripetono gli stessi concetti. Peró non completamente soddisfatti, ci siamo diretti al signor Alessandro Guasoni, un grande studioso nella materia, che ha risposto:
“Il nome della cittá (Genova) é Zena mentre che quello dei suoi abitanti é, al singolare, zeneise, e nel plurale, zeneixi. Il problema é che, sia la z che la s, tra vocali si pronunciano dello stesso modo, o sia corrispondono alla s dell’italiano rosa (nel genovese la z italiana non esiste). (Mi ricordo che la  mia defunta mamma, quando io andavo alle elementari, mi insegnava  di dire alla maestra che il mio cognome Perazzo, letto in genovese come Perasso, doveva essere scritto peró doppia zeta. N.d.R.). La x si pronuncia al contrario come la j del francese jour. Giá nel medioevo troviamo scritto Zenoa e Zenoexi. Per esempio in Luchetto (Secolo Xiii). Potrebbe puó difficile spiegare ad un ispano parlante, poiché – mi sembra – in questa lingua questi due suoni non esistono e le lettere che si impiegano per trascriverli hanno una pronuncia molto differente. Pure la x, in oltre non appare assolutamente adatta per essere tradotta in ispagnolo).

Per maggiori dettagli e spiegazioni il lettore puó dirigere digilander.iol.it/alguas/ dove torverá un link con le pagine del nostro sito.

Queste elucubrazioni sono arrivate ad un tono di disputa quando sono apparse le magliette del Boca con la scritta Xeneixes, che é un “coccoliche” della parola Zeneixi (= genovesi nel dialetto o lingua genovese) Peró sono “genovesi” pure quelli di River Plate: infatti adottano i colori dello scudo di Genova (striscia rossa in campo bianco).


Effimeri castelli di sabbia e di sogno

Santa Margherita Ligure, castelli di sabbia. Effimeri delicati, presto sciolti dalle onde del mare o consumati dal vento. Ma che possono trasformarsi anche solo per alcune ore in vere e proprie opere d’arte, tanto che é stata istituita una vera e propria manifestazione dedicata a quei capolavori – realizzati granello su granello da insigni architetti, designer ed artisti divenuti specialisti del settore non per mestiere ma per passione, giunta ormai alla terza edizione. Il risultato oltrepassa il modello classico della fortezza guarnita di Torrioni spaziando attraverso costruzioni bizzarre, sinuose, volti che osservano il cielo e lunghe spirali arrotolate su se stesse. Quest’anno “Oniridea” questo il nome dell’iniziativa  - prenderá il via proprio da Santa Margherita, la prima tappa del tour che toccherá al oltre alla perla del Tigullio altre due localitá prestigiose: Viareggio e Venezia per concludersi in fine a Milano con una mostra fotografica da Roberta Orio.

Non ci saranno vincitori. Non si tratta infatti di un concorso, ma di uno spettacolo il cui unico scopo é stupire.

Miriam Palma  



Concorso numero 48

Come finisce il proverbio “A lengua a n’ha d’osso...(=la lingua non ha osso) ...)?

Inviar la soluzione, alla nostra casella postale  (ICAL , CC 798,  Correo Central, 1000 Buenos Aires, Argentina)   prima del  25.06.2000,  indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta.

La soluzione del concorso numero 46 é: “ in genovese futta significa rabbia, fastidio. Molti hanno risposto con esattezza. Vincitore il signor Mario Severo, Buenos Aires.
 
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