"A LANTERNA"
       Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/ Anno 2, Nr. 46 
FAVOLA D'OGGI.
UMORE
   EMIGRANTE
 Concorso 46
   per Franco Porta
Dopo aver letto una notizia proveniente dal lontano dell’Argentina ci ha venuto voglia di scriver una favola, ma – ahimé – non ne siamo capaci, peró la storia é davvero bella e la vogliamo raccontare. C’era una volta – al meno l’attacco delle fiabe ce lo permettere – una goletta,  un superbo veliero ad due alberi con belle vele trapezoidali, scivolata dolcemente in mare dagli scalmi dei cantieri di Sestri Ponente nel 1886 e battezzata con un nome non consuno forse alla linea elegante, anzi del tutto comune, “Luigi Palma”: una nave che per 40 anni fece la spola tra Mediterraneo e Atlantico, trasportando merci di ogni tipo dai marmi di Carrara al carbone, ma anche, schiacciata nel sue capaci stive, una varia ed dolente umanitá che cercava fortuna e ricchezza di lá dall’oceano. Poi, il nostro bastimento (il vocabolo ormai desueto ben si adatta al tipo di nave ed ai tempi) cambió vita, si fermó in Argentina (venne ribattezzato “Pegli”, un nome voluto forse dalla malinconia di qualche emigrante, ligure di D.O.C.) e fu messo a percorrere rotte meno pericolose, seppure affascinanti: lo immaginiamo, mentre radente la costa, trasportava da Buenos Aires al Brasile cariche di cipolle, avventurandosi, ma solo qualche volta, nel rio Paraná. E poi l’inesorabile declino: non piú le maestose vele a sospingere la goletta, ma un ansimante motore  e la nave dalla bellissima e leggera linea divenne prima una pesante zattera e poi un desolante relitto. Non poteva esserci fine piú meschine se ad accorgersi di una sfiorita, antica bellezza che ormai non traluceva dai rottami, non fosse stata la passione di un lupo di mare, Fernando Zuccaro, argentino, ma come tanti di sicura origine italiana, il quale acquistó il relitto semisommerso nel rio Luján e lo riportó all’antico splendore, ed ora la goletta ha riacquistato la propria linea, le sue vele e suoi alberi possenti e divenuta “Gringo” (con tutte le fantasie che l’appellativo  suggerisce) ripercorrerá, questo stesso mese, l’antica rotta, venendo a Genova (da dove era partita 114 anni fa) per partecipare alla regata oceanica che muovendo dalla nostra cittá toccherá Cadice, le Bermude, Boston, Halifax  Southampton. E “Gringo” sará in buona compagnia con lei spiegheranno le vele al vento altri gioielli  dell’antico “andar per mare”, la “Vespucci”,  il “Palinuro” e la “Alexander von Humbolt”, per fare qualche nome. E  chissá che, magari da lontano, “Gringo” (ex “Pegli”  ed  ex  “Luigi Palma”) non torni a rivedere l’”arsenale” da cui si era mossa per un‘avventura lunga piú di un secolo. Eppure, anche se scritta cosí cosí, é proprio una bella favola!

Franco Porta, nato a Genova


Emigrante

Emigrante da Argentina, per guadagnarti la vita hai dovuto lasciare la tua patria e cercare fortuna in terra lontana.

Dentro la valigia tanta speranza e un promessa di ritornare ma se il destino te l’ha impedito e ti senti stringere la gola per la nostalgia, insegna il dialetto ai tuo figli, dí  loro come era bello un tempo questo paese tra le colline e il mare, come una spiaggia profumata di sabbiolina e un’acqua pulita color del cielo turchino; la bellezza dei castelli baciati dal sole e accarezzati dal mare; racconta delle corse per i boschi, magari in cerca di pinoli; delle bandierine di carta tutte ritagliate per addobbare il vicolo durante le feste; quanta emozione vedere un baro da Ansaldo, quando la nave pavesata scivolava verso la riva, o dopo un acquazzone giocare nelle cunetta con una barchetta di carta; racconta del gioco della lippa o della trottola, o quando  si camminava su di un piede solo per giocare alla “settimana”; delle ditate alla pallina per farla correre nella fossetta; di come  eravamo orgogliosi nell’andare a fare benedire la palma e di quando srotolavi un “uffiziuolo”  perché non si sciogliesse la cera; o di quando per fare chiaro di notte ci mettevamo il sugherino nel bicchiere; racconta delle merende fatte di pane, olio e sale o di quando – per risparmiare – ci tagliavano i capelli con la taza e tanti altri ricordi che ti consolano il cuore. Fatti portare dalla fantasia su una nuvola: arriverai con il vento sul tuo paese e se, per la gioia, piangerai, la nuvola piangerá con te, lasciando cadere lenta la sua acquerugiola: sará il piú bel saluto di un ligure.

Elsa Pastorino    /  Sestri Ponente, 81 anni



Concorso numero 46

Che cosa significa la parola “Futta”?

Inviar la soluzione, alla nostra casella postale  (ICAL , CC 798,  Correo Central, 1000 Buenos Aires, Argentina)   prima del  25.05.2000,  indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta.

La soluzione del concorso numero 44 é: “... che ün furbu en cä di autri” (= che un furbo in casa altrui; poiché in casa propia pure con gli occhi chiusi, sappiamo muoverci senza difficoltá). Non ci sono stati vincitori.



Umore:

- Lei dice di essere in grado di vendere anche i prodotti di scarto? 
Bene veda di convincermi ad assumerla!!!
 
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