"A LANTERNA"

        Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale  "La Voce d'Italia" / Anno 2, Nr. 30
 

ARTICOLO
CUCINA
CONCORSO
BARZELETTA
Apricale

Un paese arroccato attorno al suo castello ed alla sua chiesa, passato attraverso i secoli senza conoscere contaminazioni.

Cosi’ e’ Apricale: un museo a cielo aperto, oggi rinato grazie alle botteghe degli artisti, che hanno pacificamente occupato le antiche case, i vicoli stretti e i magazzini e trasformato il borgo medioevale che guarda a mezzo giorno (apricus significa solare) in un indimenticabile paese dell’arte figurativa e della cultura.

E se altrove le citta’  e i comuni sono stati trasfigurati dalle attivita’ produttive o dal turismo, Apricale e’ forse l’unico posto in Liguria in cui il cambiamento ha il nome degli artisti, come quello del grande Lele Luzzati.

Nel borgo antico, addentrandosi attraverso ripide stradini e archivolti in pietra, si riaggiunge la luce della piazza principale sotto la rocca.

L’impianto scenografico e’ suggestivo: giochi d’archi, un antico abbeveratoio – fontana di sapore rinascimentale, logge e palazzotti con decori.

Sul lato destro del piazzale si trova l’oratorio di S. Bartolomeo dalla bella facciata barocca. In posizione sopraelevata si trovano invece la chiesa parrocchiale e il campanile che poggia su una magnifica torre del XII secolo.

In uscita dal paese, verso Baiardo, perso il cimitero, si trova la chiesetta romanica di Sant’Antonio (XII secolo).

Il museo del Castello e’ aperto da marzo da quest’anno. Bellissimo e misterioso,  l’edificio si divide tra una dimora signorile che comprende la stanza della contessa Cristina Anna Bellomo (1861-1904), detta “Contessa della Torre”,  uccisa ad Apricale per mano del marito, la stanza dei cimeli risorgimentale con tesoro numismatico e quella delle incisioni.

All’interno si trova da poco tempo anche la teca che racchiude gli Statuti di Apricale del 1267, scritti in latino e tra i piu’ antichi della Liguria.

Qui sono codificate le famigerate “ordalie” o “giudizi di Dio”, prove mediante le quali si riteneva che la divinita’ potesse esprimere un verdetto di innocenza o colpevolezza.

 Soste golose

Con il suo splendido isolamento durato secoli, Apricale e’ un’isola felice ed incontaminata per la gastronomia. I sapori sono quelli dell’entroterra a base di erbette, serviti con fantasia. Da provare i ravioli fatti in casa, il coniglio alla Rossese,  i tortoni di verdura, i ripieni e le celebri “pansarole”,  ghiotto dolce ripieno di zabaioni.

Cucina
Crema caramellata (sei porzion :)

Ingredienti: 1/2 litri di latte, 120 gr. di zucchero, essenza di vaniglia a piacere, 4 uova, 2 tuorli.

Preparazione:

Bollire il latte con lo zucchero ed aggiungere l’essenza di vaniglia; lasciare raffreddare.  Fondere lo zucchero con 3 cucchiai di zucchero ed uno d’acqua, e passarlo in una forma di 20 cm di diametro; lasciare raffredare. Sbattere bene le 4 uova intere e i tuorli, aggiungendo il latte tiepido. Versare la crema nella forma preparata. Cucinare a bagno Maria per un’ora circa, in un forno scaldato a 120 gradi. Lasciare raffreddare, porre sopra un piatto, e servire ben fredda.

Concorso nro 30

Come termina il proverbio: “Figgia de gallin-a...” (Figlia di gallina...).
Inviare la soluzione alla nostra casella postale prima del 01.09.1999, indicando il mittente completo, col numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta.

La soluzione del concorso numero 29 e’:  “... quando e nuvie i van ao monte, piggia a sappa e vattene a asconde” (... quando le nuvole vanno al monte, prendi la zappa e vatti a nascondere); Attitudine che si consigliava ai contadini per il microclima ligure, dipendendo sempre dal mare).

D’ora in avanti comunicheremo il nome del vincitore sempre due concorsi dopo;  infatti arrivano a volte risposte proprio quando esce il giornale. Il vincitore del concorso numero 29 e’  l’ingegnere Leveratto Maunuel Emilio, d’Adrogue’, di Buenos Aires.
 

L’angolo di Gualtiero (Schiaffino)

(Contribuzioni  per una  cultura con un volto piu’  umano)

Democrazia vuol dire
andare d’accordo
in due o tre,
prima o poi,
forse.