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| La citta´ di Imperia (42120 ab.)
fu costituita ed eretta a capoluogo di provincia nel 1923, unendo le due
comuni di Porto Maurizio e di Oneglia, da sempre antagonisti per le diverse
origini e per ragioni storiche. Porto Maurizio, di origine romana, divenne
presto comune con vocazioni marinare federato a Genova; diede i natali
di San Leonardo. Oneglia, sorta sul colle di Castelvecchio, fu possesso
dei vescovi di Albenga, dei Doria ed in fine dei Savoia che nel 1576 riuscirono
ad aprirsi un varco in Liguria e giungere finalmente al mare. Diede il
natale ad Andrea Doria, al padre del Manuel Belgrano e ad Edmondo de Amicis.
I due nuclei sono diversi anche nell’aspetto urbanistico: arroccata sopra un promontorio, Porto Maurizio, tipico borgo ligure che nasconde edifici medioevali; influenzata dalla presenza piemontese (vie e piazza porticate). Oneglia da secoli produce olio d’oliva, ricavato dagli oliveti dai suoi valli e di tutta la provincia di Imperia. Entrambi i nuclei abitati sono serviti da porti commerciali. Porto Maurizio, che vanta tradizioni marinare, fu attivo centro medioevale e intratteneva rapporti commerciali con l’Oriente. L’origine e l’incremento dei suoi traffici si deve all’associazione di mercanti detta “Compagna”, da cui ebbe vita il comune stesso. Soggetta a Genova dopo il XII secolo, sulla sommita’ del suo promontorio nel 1402 vi fu costruito il Palazzo del Governatore (il “Paraxo”, nome che fu esteso all’intero quartiere). Dove un tempo si affacciavano importanti edifici pubblici, oggi rimane una panoramica e pittoresca piazza. Nei pressi del Paraxo si trovano il notevole Palazzo Pagliari, con facciata cinquecentesca ma di imponenti origini romaniche, e la trecentesca Chiesa dei Cavalieri di Malta, pure di origini precedenti, di cui si conserva l’abside, oltre ad edifici medioevali minori. Tra il 1781 e il 1832 l’architetto Cartoni eresse a Porto Maurizio la basilica piu’ grande della Liguria, in stile neoclassico, dedicata a San Maurizio, sovrastata da un’ampia cupola. All’interno dell’edificio, che nella sua imponenza appare piuttosto freddo sono conservate numerose tele e sculture. Il settecentesco convento di Santa Chiara delle Clarisse e’ fianccheggiato sul lato a mare da un grande ed elegante loggiato. Oneglia sposto’ il suo centro marittimo nel medioevo, trasferendosi da Castelvecchio. Soggetta al Vescovo da Albenga poi passata ai Doria nel 1298, crebbe ed si arricchi’ dopo 1576, data dall’acquisto della citta’ da parte di Emmanuele Filiberto di Savoia. Divenuta, con Nizza, il principale sbocco marittimo del Piemonte, incremento’ i commerci ed gia’ nel Seicento controllava i traffici dell’olio di oliva, che esportava in tutta l’Europa. Tale attivita’ e’ ancora oggi la principale fonte economica del capoluogo. Nel 1620 fu eretta in principato, fu messa al sacco nel 1792 dal truppe francesi, occupata due anni dopo da Massena e torno’ a Savoia nel 1815, nel Regno di Sardegna. La tipica architettura porticata piemontese del centro cittadino contrasta con il quartiere marinaro del porto commerciale; la nota caratteristica Oneglia e’ il suo tipico aspetto di attivo centro industriale. La settecentesca collegiata di San Giovanni Battista conserva all’interno alcune opere di pregio. A ponente di Porto Maurizio la cinquecentesca torre di Prarola avanzata sul mare e prossima al abitato, lo difendeva dalle invasioni barbaresche. Nei dintorni il Santuario di Montegrazie fu costruito nel 1450 (la medesima data della parrocchiale di Pigna) in forme gotiche su precedenti strutture, con elementi di tradizioni romaniche. |
| Piatti tipici liguri
Baccala’ Ligure (Sei porzioni) Ingredienti:
Preparazione: Porre il baccala’ a bagno tutto il giorno,
rinnovando l’acqua in modo che non resti tanto salata; quando sara’ morbido,
tagliarlo in pezzetti. Porre un d’olio d’oliva in una padella, aggiungere
il baccala’ previamente seccato ed infarinato. Una volta dorato toglierlo
in un altro recipiente, coprirlo con acqua ed lasciato cucinare 25 minuti.
Quindi unire il prezzemolo, l’aglio, il basilico, i pignoli e le nocci
tutto triturato finemente. Lasciarlo cucinare ancora un poco perche’ prenda
gusto.
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Concorso nro. 28
Come finisce l’antico
proverbio:
“O vin bevuô
a moddo... (il vino bevuto con moderazione...)?”
Inviare la soluzione alla nostra casella postale (ICAL, CC 798, Correo Central, 1000 Buenos Aires, Argentina) fino al 15.07.1999, indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte corrette si sorteggera’ un libro sulla Liguria che sera’ inviato al vincitore per posta.
La soluzione del concorso numero 27 e’ “...a l’e’ comme menestra rescâda (... e’ come la zuppa riscaldata). Vincitore: Marina Blaffert (Rosario).