"A LANTERNA"
Rubrica dell"ICAL che appare sul giornale  "La Voce d'Italia" / Anno 2, Nr. 27

I Lanteri

I Lanteri rappresentano un gruppo di immigranti provenienti dalla provincia di Imperia (Liguria), che arrivarono in Argentina nella seconda meta’  del secolo passato.

Un primo gruppo costitui’ un’impresa commerciale e un mulino in Emilia (Santa Fe’). Dopo un secondo gruppo un’altra impresa commerciale in Reconquista e altre attivita’ economiche: aprirono succursali in varie localita’  che rappresentarono un momento di sviluppo e prosperita’  e,  aumentando in numero con figli e nipoti, molti dei quali professionisti si costitui’  la “J. Lanteri y Hnos.”,  la piu’  grande impresa che uso’  il sistema di ammasso di cereali, con relazione con la Borsa di Cereali di Buenos Aires. Questa forniva la zona di macchine agricole e materiali di importazione,  e ripresentava le societa’ di navigazione di Genova, riceveva danaro dai coloni, e metteva assicurazioni, fece volare il primo aereo nel cielo di Resistencia.

Compro’  molta terra in Santa Fe’, Chaco e Paraguay, rispettando gli indio locali, e costruendo segherie, quindi imprese di cereali, e infine di bestiame: fu fondata la citta’  Lanteri, collegata con una strava con Reconquista, quindi con una ferrovia, con tutte i conforts di una agglomerazione urbana moderna.

Con tanta ricchezza di attivita’  non mancarono personaggi preminenti, che lasciarono segni nella storia argentina: tra questi ricordiamo Giulietta Lanteri  e riproduciamo testualmente il commentario del “Correo Argentino”  su un francobollo che fu emesso in suo onore il giorno 05.06.1999 con la denominazione “Mujeres Destacadas”  (“Donne Preminenti”) .

“Arrivata dalla sua Italia natale all’eta’ di 6 anni, Giulietta Lanteri svolse un’intensa carriera basata nella sua solida formazione accademica,  posta al servizio della salute fisica e mentale dei suoi simili, specialmente la donna per i quali diritti lotto’  in oltre senza posa.

Con una laurea in farmacia (La Plata, 1898) ed un’altra in medicina (Universita’  di Buenos Aires, 1906) la dottoressa Lanteri si specializzo’  in malattie psichiche, della donna e del bambino.

Al principio del secolo non ottiene l’approvazione del Collegio Medico di Buenos Aires per essere designata Docente,  poiche’  non era argentina di nascita. L’unica maniera possibile era per messo del matrimonio. Nel 1919 Lanteri contrae matrimonio ed e’ argentina per adozione l’anno seguente.

Fu figura di primo piano nelle organizzazioni che lavorarono per la liberazione delle donna,  fondando nel 1918 il “Partido Feminista Nacional”,  con l’auspicio del quale si presento’  come candidata a deputata nelle elezioni legislative del 1920. Senza esito, inutile dirlo. Questa esperienza pioniera, in un paese la cui legge di voto segreto e obbligatorio era del 1912, vedra’  i suoi frutti nel 1947 con l’approvazione della legge 13010 sui diritti politici della donna.

Membro di importanti istituzioni femminili contrarie all’escluzione civica e sociale per la semplice ragione del sesso,  credeva fermamente nella superiorità  morale della donna. Il suo lavoro supero’  le difficolta’ e l’incomprensione di un’epoca non ancora preparata nel nostro paese, per accettare fatti e progressi che, trascorso quasi un secolo, appaiono  incredibili alla luce dell’analisi storico.

Giulietta Lanteri de Renshaw mori’  in un incidente 25 di febbraio del 1932, vicino ai complimento dei 60 anni.

Una strada di Buenos Aires porta il suo nome in suo onore nell’area della Costanera Sud.

Concorso nro 27

Come termina l’antico proverbio:

L’amicizia renovâ....?

Inviare la soluzione alla nostra casella postale prima 01.07.1999, indicando il mittente completo, col numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta.

La soluzione del concorso numero 26 e’  spiegata nell’articolo principale di questa pagina.

Il vincitore e’  proprio l’architetto Eduardo Lanteri, Presidente di Amistad Lanteriana,  associazione che unisce tutti i Lanteri dell’Argentina.

Torta genovese di mandorle

Quantita’ :
250 gr di zucchero, 125 gr. di farina, 25 gr. di fecola di patate,  4 uova, 80 gr. di mandorle, burro quanto e’  necessario.

Preparazione: tritare le mandorle, mescolare due uova interi e due tuorli con lo zucchero; sbattere fino a che resti spumoso. Incorporare le mandorle, il burro  sciolto, la fecola patate e la farina.

Mescolare bene ed all’ultimo unire lentamente le chiare sbattute a neve.  Mettere tutto in un tegame imburrato e infarinato in un forno moderato per 30 minuti circa.

L’angolo di Gualtiero (Schiaffino)

(Contribuzioni  per una  cultura con un volto piu’  umano)

“Non sempre i tacchi piu’  alti elevano sopra la media”

Monumenti ai caduti