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| Donne, uomini, giovani e anziani. Cantano
fino a notte, mentre gli altri sono a letto. É l'esercito di coloro
che hanno scoperto la volgia di cantare in gruppo: dagli spirituali ai
canti gregoriani, dai trallalleri ai cori di montagna. Un hobby anti stress.
Cantano, una, due, tre volte alla settimana. Smettono di lavorare, di insegnare,
di trafficare ai fornelli, di visitare malati, di fare conti, di tirare
su figli, di vendere frutta e verdura, e si ritrovano davanti a un maestro
che dà loro il "là". Si spogliano di toghe o tute e magari
indossano una maglietta uguale per tutti. Con il nome del coro. E
cantano per ore: spirituali, ma anche Bach, i canti del Giappone e quelli
gregoriani, i trallaleri e i canti di montagna. Poi, se è il caso,
vanno in trasferta. E diventano famosi. Fraternizzano con i coristi di
Tyreso, per esempio, e portano loro in dono il panettone genovese per ricevere
in cambio una ceramica svedese. Si divertono, si vogliono bene, passano
insieme il Capodanno e a volte le ferie.
É un fenomeno eclatante quello dei cori di Genova, degno di seria riflessione. Nella provincia sono più di cento, citando solo i più significativi ed escludendo i gruppi canterini delle numerose parrocchie. Dal celebre Monte Cauriol alla meno celebre "La Combriccola", dal "Gruppo vocale gospel" ai "Grilli canterini". "Rivalità fra cori? Ma ci mancherebbe, ognuno ha le sue specializzazioni - dice Giorgio Gatto, il presidente del "Coro delle 5 Terre" che festeggia i venti anni - in questo ambiente si supera ogni differenza, ogni diffidenza, ogni invidia, ogni etnia". |
Hanno anche un celebre maestro in comune, quell'ingengner Armando Corso, ormai coi capelli bianchi, che dirige le "5 terre", Monte Cauriol, il gruppo corale "The Mississippi Minstrels e qunt'altro. Un mito, nell'ambiente. Ma a dirigere sono anche le donne, come Patrizia Urbani del Coro Candido Giusso o Renata Spadoni Bertoncini del "Giuseppe Verdi". La passione del coro è la fusione fra vari elementi, di voci, di sentimenti. Cristina, insignante di scuola superiore, ogni lunedì con il marito funzionario di assicurazioni, esce, lascia i due bimbi alla baby sitter e si immerge in un mondo di suoni che la rigenera. Genova conta davvero un numero di coristi strepitoso, pari e forse più alto fra le città italiane che si considerano canterine. È un fenomeno in netta crescita da venti anni. E il piacere fa superare anche i disagi, le fatiche. Il coro amalgama, crea un grande sensi di appartenenza, soddisfa quel bisogno di aggregazione, di sentirsi parte di un gruppo. Siamo tutti vicini, ma poco insieme. È davvero un fenomeno di massa. La vita di gruppo affronta e sciogli ogni problema di integrazione. La vita di gruppo, l'aggregazione, in un mondo che è medianamente disaggregato, è una grande cosa. Esercita un grande fascino. Nel gruppo partecipano l'uno alla vita dell'altro. |
| Proverbi genovesi
di altri tempi
"Caccia all'aia e spera in Dio, che o successo o l'é de l'uommo ardío" (Lancia all'aria e spera in Dio, che il successo è dell'uomo audace. È l'inno dell'audacia che ricorda il detto romano: "audaces fortuna juvat". |
| L’angolo di Gualtiero (Schiaffino)
(Contribuzioni per una cultura dal volto piu’ umano) – Opere scelte - Gli altri hanno sempre idee degli altri. - Nessun uomo è peggio da altro, nessuna donna è migliore da altra. |
Concorso numero 26
Che cosa rappresenta
la coppia il cognome "Lanteri"? Inviare la soluzione alla nostra
casella postale (ICAL, CC 798, Correo Central, 1000 Buenos Aires,
Argentina) fino
al 01.06.1999, indicando il mittente completo, col numero di telefono.
Tra le risposte corrette verra’ sorteggiato un libro sulla Liguria,
che sara’ inviato al vincitore per posta.
La soluzione del
concorso numero 25 e’: la coppia "Rebello e Rebellona" (stracciato
e stracciata), tipica di Chiavari, che a dicembre, presenta le "lamentele
cittadine" al sindaco. Il vincitore è il signore Egidio Guanzioroli
di Buenos Aires.