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 "A LANTERNA"
Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale  "La Voce d'Italia" / Anno 1, Nr. 19
(qua presentiamo la versione in italiano) 
Fabrizio De Andrè

Fabrizio De Andre', 59 anni, si e' spento all'Istituto dei Tumori di Milano il 10 gennaio 1999. Protagonista "discreto" della canzone italiana degli ultimi 40 anni, De Andre' resta legato a titoli che in Italia hanno fatto epoca, come "La guerra di Piero", "Il testamento", "La canzone di Marinella". Piu' recentemente aveva approfondito i temi della musica etnica, specialmente con uno dei suoi capolavori, "Creuza de ma"

Il 18 febbraio 1940 Fabrizio nasce a Genova. Scoppiata la guerra, la famiglia si rifugia nella campagna di Revignano d'Asti. Nel '45 i De Andrè tornano a Genova. Fabrizio frequenta le elementari prima presso le suore Marcelline poi alla "Cesare Battisti". Seguono gli studi ginnasiali, liceali ed infine universitari (interrompe quando gli mancano sei esami dalla laurea in giurisprudenza). Ma intanto é nata di prepotenza la vocazione per la musica: Fabrizio studia prima il violino, poi la chitarra, suona in gruppi jazz, si esibisce in pubblico cantando canzoni francesi, traduce Brassens e comincia a scrivere brani tutti suoi.

Nel 1958 esce il primo disco di De Andrè: un 45 giri contenente due canzoni non sue, "Nuvole barocche" e "E fu la notte". Nel 1962 Fabrizio sposa Puny, una ragazza genovese che lo stesso anno gli dá un figlio, Cristiano, oggi a sua volta musicista e cantante.

Intanto escono altri dischi contenenti brani destinati a divenire dei classici: "La guerra di Piero", "La ballata dell'eroe", "Il testamento", "La ballata del Miché", "Via del Campo", "La canzone dell'amore perduto", "La cittá vecchia", "Carlo Martello ritorna dalla battaglia di Poitiers" (scritta con Paolo Villaggio) e "La canzone di Marinella", che nel '68 viene incisa da Mina e trasforma De Andrè da autore per pochi intimi ad autore di successo.

Anni fa fece scalpore il suo rapimento in Sardegna, insieme alla sua seconda moglie Dori Ghezzi (con chi ebbe una figlia, Luisa Vittoria, detta Luvi). Era il 27 agosto del 1979, un anno nero per i sequestri in Sardegna. Fabrizio e la moglie si trovavano nella loro tenuta agricola di Tempio Pausania, in provincia di Sassari, quando, a mezzanotte, furono rapiti da un commando armato. Un sequestro che fece clamore e porto' tanti sardi in piazza contro i sequestri. Dori Ghezzi e De Andre' furono liberati solo dopo il pagamento di 550 milioni di riscatto. Avevano trascorso 106 giorni lei, uno in piu' il marito, nelle mani dei banditi. Un'esperienza drammatica che il cantautore genovese ricordera' poi in una delle sue canzoni piu' belle, "Hotel Supramonte".

AL CARLO FELICE L' ULTIMO CONCERTO A GENOVA

Iniziarono tutti e tre con un' indimenticabile interpretazione di ''Creuza de ma'' gli ultimi concerti di Fabrizio De Andre' a Genova. Era il dicembre del 1997, al teatro Carlo Felice, seimila spettatori in tre serate. ''Creuza de ma'' in genovese, da lui stesso indicata come omaggio all' ''etnia ligure'' e cantata dopo poche parole al pubblico.
 
 
De Andre' aveva ricordato la sua attenzione verso il Mediterraneo nella fase della composizione e l' importanza dei dialetti. Quindi un accenno a Pier Paolo Pasolini, proprio sul dialetto. 
 

Con De Andre' sul palco erano saliti undici elementi, tra cui i suoi figli, oltre alla presenza discreta della moglie Dori Ghezzi. ''Jamin-a'' e ''Sidun'' i primi ''pezzi'', seguiti dalle canzoni impegnate degli anni Sessanta e quelle recenti: ''Princesa'' dedicata alla trans brasiliana, ''Khorakhane''' per i piccoli Rom; infine le storiche, ancora genovesi, ''Citta' vecchia'', ''Bocca di rosa'', ''Via del campo'', ''La canzone di Marinella''. ''Il pescatore'', l' ultimo bis.

L'ULTIMO ADDIO

Oltre diecimila persone furono davanti alla basilica di santa Maria Assunta a Genova per l' ultimo saluto a Fabrizio De Andre'. Una folla silenziosa e composta, che ha accompagnato l' ingresso e l' uscita della salma in chiesa con lunghi applausi e sincera commozione, gettando rose rosse sulla bara.

Ci furono personalita' pubbliche, artisti, gente comune di ogni eta' e censo, intere classi scolastiche, universitari, giovani dei centri sociali; persone venute pure da Piemonte, Lombardia e Toscana, delegazioni da tutt'Italia. La salma del cantautore e' stata accolta dalle bandiere rossonere con la ''A'' cerchiata dei tanti gruppi di anarchici, dai pugni alzati, dalle sciarpe rossoblu' del Genoa e dal gonfalone a lutto della citta'. Insomma, una mostra di quanto era - e continua ad essere - voluto.

NOTA:

Su Internet si puo' ascolatare dei brani della sua opera su:

www.freeweb.org/musica/DeAndre/

fonte: ANSA e www.musicaitaliana.it

Concorso Nr. 19

Quanti sono i comuni delle quattro province liguri? Inviare la soluzione alla nostra casella postale (ICAL, CC 798, Correo Central, 1000 Buenos Aires , Argentina) prima del 15.02.1999, indicando il mittente completo, con numero di telefono. Tra le risposte corrette si sorteggerà un libro sulla Liguria, che sarà inviato al vincitore per raccomandata. La soluzione del concorso Nr. 17 è: "... coi bescheutti tocchei 'n to vin..." ("... con i biscotti bagnati nel vino..."). Il vincitore è il signor Alessandro Bisio, di Buenos Aires.

Cucina

Minestrone alla genovese

Ingredienti per quattro persone:

(se in stagione primavera/estate) 150 gr. di fagioli borlotti sgranati, 100 gr. di fagiolini verdi, due patate medie, due zucchini, due cucchiai d'olio d'oliva, mezzo bicchiere di pesto, formaggio parmigiano grattuggiato, 200 gr. di pasta o di riso.

Preparazione:

Far bollire adeguatamente le verdure fresche, affettando patate e zucchini, aggiungendo olio. Quindi buttare la pasta o il riso e quando tutto sarà cotto aggiungere il pesto già preparato. Servire spolverando il parmigiano.

Proverbi:

Barzelletta
 
- Sai cosa e' un attimo? 

-????  

-E' il tempo che c'e' tra il verde del semaforo all'angolo e il suono del claxon della macchina di dietro