Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. 111-112

La fiera da due milioni e mezzo di euro
Quasi cinquecento ambulanti da tutta Italia, migliaia di visitatori. Ma all'Ascom non dà più fastidio.

Chiavari. Cominciò il 18 gennaio 2003 la fiera  di Sant'Antonio. Una kermesse di due giorni per i chiavaresi e per gli ambulanti del commercio che girovagando per la penisola hanno segnato sul proprio calendario l'appuntamento con Chiavari come uno dei più importanti dell'anno. Mentre si acquista il panino con la porchetta o il croccante o si accompagna il bimbo in cerca di giocattoli, in questi due giorni l'euro gira di mano in mano vorticosamente, tanto che è difficile comprendere quanto denaro passi per le bancarelle della fiera. È ragionevole che si possa arrivare ad una cifra che oscilla fra i due e i tre milioni di euro, vicina, se non superiore, ai "vecchi" cinque miliardi di lire.

"È quasi impossibile quantificare il giro di affari che si muove durante la fiera - spiega Ferruccio Caldirola, responsabile della Confesercenti -. Le cifre sono comunque elevate: cinquecento ambulanti provenienti da tutta Italia, con migliaia e migliaia di visitatori che arrivano dall'intero Tigullio, dall'entroterra, dallo spezzino e da Genova. In giro non ci sono fiere così appetibili, questa è sicuramente una delle più fornite a livello nazionale e porta un notevole beneficio anche ad altri operatorio economici della città, sopratutto ai proprietari di bar e ristoranti".

Pensiero condiviso anche da Vincenzi Bovonone, presidente della locale sezione dell'Ascom. "È una fiera di grandi tradizioni che porta beneficio a tanta gente - afferma Bovone - anche se non è più  la fiera di una volta, l'occasione per dar vita ad una bella festa, ma è diventata un grande mercato, assai simile a quello settimanale".

In passato l'Ascom di Chiavari ha avuto problemi con i rappresentanti degli ambulanti, ma adesso la situazione sembra chiarita. "Negli ultimi anni - spiega Bovone - la fiera è stata organizzata con maggiore serietà. È importante che si svolga nel fine settimana e che ci sia uno stretto controllo dell'abusivismo. Resta il problema del traffico, che quest'anno è stato maggiore per la chiusura di via Rivarola, via Delpino e piazza della Torre e l'utilizzo di corso Dante e via Vittorio Veneto. Ho notato però che i vigili urbani si sono mossi con tempestività segnalando per tempo i vari disagi".

Il fatto che in questi ultimi anni la fiera  è stata organizzata in maniera più ordinata viene riconosciuto anche dalla Confesercenti . "In passato ci sono stati problemi con gli ambulanti che chiedevano maggiore spazio e con un numero assai elevato di abusivi - spiega Caldirola - ora con le concessioni decennali si è fatto maggiore ordine, l'abusivismo si riesce a controllare e gli stessi ambulanti sono soddisfati. Sono state valutate diverse situazioni per aumentare la ricezione ma credo che ormai i posti siano al limite massimo. L'unica cosa è cercare di diversificare la merce, non puntando solo su abbigliamento e gastronomia, ma dando spazio anche a "banche" specializzati che possono attirare maggiormente l'attenzione".

Luca Peccerillo, Il Secolo XIX

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