Sommario


NUMERO 40


 

Pierleone Massajoli : "Osservare e domandare" (pag.1)

P.L.Massajoli: "Il calendario De Agostini non conosce conosce le lingue d'Italia" (pag.2)

Enrico Pelos:  "I Cereghino cantastorie Valdesi della Fontanabuona" (pag.26)

Attilio G.Boano:  "Qualche cenno alle canzoni di Mentone raccolte da J. B.Andrews" (pag.28)

Maurice Mauviel: "La lingua e la letteratura italiana dopo l'annessione: la parte delle donne" (pag.31)

P.L.Massajoli: "Il vecchio cui cadevano le palpebre" (pag.39)

René Stefanelli : "R utunàa de Pletòo" (Brigasco) (pag.40)

P.L:Massajoli: "I fantasiosi nomi..." (pag. 43)

P.L.Massajoli: "Lessici pastorali della Valle Scrivia" (pag.45)

P.L.Massajoli et al.: "Lessici dI Limone Piemonte" (pag.48)

Guido Ferretti : "I Ferretti della Val Trebbia" (pag. 53)

P.L.Massajoli: "Paloma BIanca: G.Lanteri" (pag. 58)

P:L.Massajoli : "Aprosio completa il suo dizionario" (pag.59).

Barbara Ruaro : Parliamo di Caprauna (pag.60)
 

Letture: DINOSAURI ; LASA; FERRARIO ; DELPIANO e GIULIANO

Incontri; Memento

Festa dei Mulattieri a Tenda.


COPERTINA:   ELENA PONGIGLIONE;

CONTROCOPERTINA e altro: ETTA LANZA, ANGELO ORSINI, ENRICO PELOS, ANDREA OVCINNICOF

CARTINE: PIER LEONE MASSAJOLI, GUIDO FERRETTI

FOTOGRAFIE: PIER LEONE MASSAJOLI,  repertorio rivista.

 

Non abbiamo potuto inserire alcuni articoli di nostri consueti collaboratori per ragioni di spazio e di tempo: essi verranno inseriti nel prossimo numero.

SI INVITANO I LETTORI AD APPROFITTARE DELL'OCCASIONE DEL VENTENNALE PER PROCURARSI IL NUMERI SPECIALI N.39 e il N.40  - che vede la partecipazione di numerosi studiosi di tre paesi - AL PREZZO NORMALE DI ABBONAMENTO di EURO 10,00 , che comprenderà anche il n.40 versando il corrispettivo sul conto corrente postale 15.462.161 IL NIDO D'AQUILA, GENOVA
Rivista e centro per lo studio delle culture delle Alpi Llguri-Marittime
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FERRETTI della VAL TREBBIA

di Guido Ferretti

Le origini

Esiste la tesi secondo la quale i Ferretti liguri furono la propagazione di quelli marchigiani, provenienti dalla contea di Ferrette (Alsazia) e scesi in Italia nel 1225 al seguito del nobile condottiero Antonio Ferretti. Egli aveva offerto il proprio braccio a papa Gregorio IX e da questo ottenne alcune terre e un fortilizio nei pressi di Falconara, quale prima ricompensa per i servizi resi.

Tale ipotesi contrasta con il contenuto di un atto di vendita, rogato dal notaio Guglielmo Cassinese  in data 1° luglio 1205 e conservato presso l’Archivio di Stato di Genova, secondo il quale esistevano già famiglie Ferretti in Val Bisagno abitanti in una villa che portava il loro stesso nome: villa Ferretto. Pertanto si ritiene maggiormente attendibile questa seconda testimonianza.

Con le sole notizie finora acquisite non è possibile accertare se i Ferretti della Liguria ebbero origini liguri oppure alsaziane, ma è certo che se essi scesero dal Nord lo fecero prima dei loro omonimi marchigiani.

Da questo primo insediamento in Val Bisagno, col passar dei secoli, il casato dei Ferretti si estese in diverse parti della Liguria. Un ramo importante si stabilì a Fontanegli e poi a Genova, in contrada S. Donato. Già nel 1400 suoi esponenti ricoprivano cariche pubbliche di una certa importanza e, dopo aver raggiunta una elevata posizione sociale, nel 1528 furono ascritti alla nobiltà di Genova. Fra i discendenti di questa famiglia vi fu il doge Stefano Onorato Ferretti (1705-1707).

Una comunità “Ferretta”,molto legata a villa Ferretto in Val Bisagno, era insediata e consolidata già nel XV secolo a S. Marco d’Urri detto anche La Valle, in Alta Fontanabuona, nel feudo di Roccatagliata, allora possedimento dei Fieschi.

Lungo la valle del Lavagna e la riviera del Levante, in territorio della Repubblica di Genova, vi erano altre piccole comunità: è nota quella di Monteghirfo (Favale di Malvaro).

La più grande comunità dei Ferretti fu certamente quella della Valle Sturla. Essa, all’inizio del ’600, comprendeva più di venti famiglie fra loro legate da stretti vincoli di parentela e perfettamente insediate sul territorio e socialmente integrate con la popolazione locale. Esse avevano possedimenti terrieri e case nei paesi di Levaggi, Belpiano e Acero. Erano proprietarie di due mulini in località Recroso. Questo ci fa pensare che la loro presenza in Valle Sturla risalisse a molti anni prima, per non dire secoli.Questi Ferretti erano agricoltori, ma erano pure dediti alla produzione e lavorazione della lana, come i loro cugini genovesi.

 Prima della fine del ‘700, questo parentado dei Ferretti, quasi al completo, aveva gradatamente ceduto le sue proprietà e si era trasferito altrove. La maggior parte di tali famiglie era giunta in Val Trebbia, in territorio feudale, per congiungersi con la comunità locale già esistente.... (continua)

 

 

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(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 3/1/2004, Enrico Pelos)

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