Personaggi che fanno conoscere gli Appennini e i Monti di Liguria

Famous people and Liguria Mountains

SANDRO SBARBARO


Enrico Pelos

Nato a Genova da una famiglia originaria della terra d'Aveto, ha tra i suoi maggiori interessi il disegno, la storia, la geografia, e le materie letterarie in genere. Amante della musica e appassionato di gite in montagna o negli antichi borghi, inizia dalla "Piccola Historia della Parrocchia di Priosa" la sua ricerca su pietre e parentele. Dopo aver indagato fra zii e parenti per ricostruire interi gruppi familiari (Repetto, Biggio, Sbarbaro, Ferretti, Badaracco, Cella) si reca all'Archivio di Stato di Genova e scopre che nella "Pianta dei confini della Podestaria di Neirone e del Capitaneato di Rapallo e siti controversi con le castellanie di Torriglia e Santo Stefano" (anno 1725) del Capitano Ingegner Matteo Vinzoni, erano segnati, ai margini del Capitanato di Rapallo, i villaggi della Parrocchia di Priosa, facenti parte dell'allora marchesato di Santo Stefano d'Aveto. Capì che la Storia aveva attraversato la Val d'Aveto più di quanto dicessero i pochi libri scritti fino ad allora decidendo, così, di spendere il suo tempo affinchè la sua gente, i valligiani, capissero di esser parte di un mondo le cui radici sono saldamente piantate nel tempo, il tempo in cui la Val d'Aveto era popolata di Castelli (Mileto, Rezzoaglio, Santo Stefano), mulini, case torri e celle monastiche, chiese, casoni e tuguri, ed attraversata da strade che la collegavano al mondo.
Ha scritto molti libri e organizzato mostre sia personali che collettive con altri storici quali Giovanni Ferrero e Agostino Vinzoni.

Il sito di Sandro Sbarbaro, curato da Mario Senoglosso, è uno dei più belli e interessanti, tra quelli del suo genere, ed è completo di moltissime notizie quali ad esempio:

 

Alcuni lavori

"Matteo Vinzoni cartografo e la Val d'Aveto"

Testo di Sandro Sbarbaro, 1999 edito per la collana Storia Locale Nuova Serie No 4, Biblioteca della Comunità Montana Alta Val Trebbia

Libro edito a corredo della mostra itinerante già ospitata nei comuni di Montebruno, Bonassola, Deiva, Framura, Moneglia e Davagna.

Questo lavoro molto dettagliato e approfondito è costato "immensa fatica" di ricerca ed elaborazione tra documenti e carte antiche - come ben sanno coloro che frequentano per motivi di ricerca e studio gli Archivi di Stato - e  colloca l'autore tra i maggiori esperti dei cartografi che illustrarono Genova e la Liguria tra il 1700 e il 1800 per conto della Serenissima Repubblica di Genova.

"Canto di un patrimonio silente. Pietre disposte a suggerir cammino".

"Itinerari per conoscere la Val d'Aveto",

Daniele Calcagno, Marina Cavana, Sandro Sbarbaro, Rezzoaglio - Santo Stefano d'Aveto, 2003

Il titolo poetico e suggestivo è quanto mai appropriato. Gli autori illustrano con molte foto di "pietre" in b/n diversi itinerari descritti molto dettagliatamente e completi di notizie e curiosità storiche. Queste "pietre" di castelli, chiese, chiesette, hospitali, dogane, ponti, case e fienili sono in molti casi ridotte a poche unità ma "parlano", seppure in modo "silente". Ma il silenzio è anche musica per chi sappia ascoltarlo. E allora ecco che dietro un rustico ormai diroccato o i resti di una chiesetta, una collina, un albero, sembrano prender vita i signori e i briganti, i pellegrini e le genti di queste terre che con tanti sacrifici vivevano in queste terre e che ognuna ha contributo a costruire la storia. Un libro che non dovrebbe mancare a chiunque si interessa alle terre dell'Aveto. Ma non solo.

Il libro presenta
- un'introduzione storica di Daniele Calcagno: La Val d'Aveto fra storia e leggenda;
- il capitolo "Gli Itinerari" di Sandro Sbarbaro, ossia una serie di 13 itinerari brevi presso i Comuni di Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto, pensati per esser svolti al massimo in una giornata, anche da scolaresche;
- il capitolo "I mulini della Val d'Aveto di Sandro Sbarbaro", con descrizione storica culturale (grazie anche a documenti d'epoca, indagini sul territorio e racconti orali) dei mulini che hanno operato in Val d'Aveto;
- vari capitoli con descrizione breve, ma significativa, delle emergenze esistenti sul territorio dell'Aveto e loro inquadramento storico - architettonico di Marina Cavana: Ca' de gh'Osti, I Benedettini: Alpepiana e Villa Cella, La casa dei Galli, Il castello di Rezzoaglio, Il "castelluzzo" di Le Caselle, Santa Maria d'Allegrezze, Il castello di Santo Stefano d'Aveto, ecc...

"Hemingway e la Val d'Aveto"

Testi di Sandro Sbarbaro, fotografie di Paolo Giovagnoli, computer grafica de Lamatita di Genova e stampa Viscardi di Alessandria

 

Un bel "depliant" in formato A4 a 3 pagine con testi interessanti e belle foto per farci scoprire che un corrispondente di guerra al seguito di una colonna motorizzata giunta in Val d'Aveto scriveva nel 1945 "Oggi ho attraversato la valle più bella del mondo". Firmato: Ernest Hemingway

 

"Insediamenti e paesaggi dell'entroterra ligure"

Un laboratorio per la rinascita di VillaCella

A cura di Giuseppe Cinà. Testi di Giuseppe Cinà, Sandro Sbarbaro, Gualtiero Schiaffino, Annalisa Maniglio Calcagno, Silvio Cella, Maria Antonietta Cella, Alberto Girani, Giovanni Cella e Bruno Repetto, Umberto Bruschini, Giancarlo Pinto, Givanni Paolo Rava, Laura Canale, Ileana Gobbo, Ettore Burdese, Matteo Carlarino Marcella cogorno, Selene Di Pardo, Carmen Galindo, Maura Marini, Vittoria Mezzano.

 

Un libro che annunciandosi come "Laboratorio di Studio" presenta relazioni topografiche e dir rilievi, note storiche, disegni, fotografie e articoli di specifico interesse relativi a quello che fu un importante centro religioso, avamposto dei Monaci di San Colombano,  intorno all'anno mille. Il testo è la sintesi di una esperienza didattica presso la Facoltà di Architettura di Genova Primitivo nucleo del Monastero di San Michele di Pietra Martina il luogo è meta di un itinerario religioso e di trekking crocevia di comunicazione tra la pianura e il mare e al centro di progetti di recupero.

 

 

"Pietre disposte a suggerir cammino - Castelli e ville del Districto de Vale de Aveto"

Atti della giornata di studio Rezzoaglio, 21 ottobre 2001) edito a cura della Pro Loco di Rezzoaglio, l'Istituto dei Conti di Lavagna ed il Comune di Rezzoaglio

A cura di Daniele Calcagno. Testi di Daniele Calcagno, Marina Cavana, Sandro Sbarbaro, Tiziano Mannoni, Gino Redoano Coppedè e Colette Dufour Bozzo Rezzoaglio - Santo Stefano d'Aveto, 2003

Come già citato il titolo poetico e suggestivo riferito alle "pietre" è filo conduttore per un altro libro contenete gli atti della "Giornata di Studio" svoltasi a Rezzoaglio. Molte, anche in questo libro, le foto in b/n delle "pietre" guida del cammino  della conoscenza di queste terre. Molti gli interessanti  interventi di relatori importanti e qualificati molti dei quali direttamente in azione sul territorio. Vengono affrontate l'architettura, l'edilizia e l'archeologia del territorio. Sono presi in considerazione gli usi e le tecnologie dei sistemi informatici GIS/Sit per un sempre maggior studio di rilievo del territorio e delle sue emergenze di recupero. Il tutto è completato da un ricco glossario dei Genovesismi e delle espressioni dialettali nello "Statuto de Santo Stefano de Vale de Aveto" e dall'interessante e sentito saluto di commiato che non è solo di circostanza.

"Confini, itinerari, muli e carovane fra Aveto e Trebbia"

Testo di Sandro Sbarbaro, edito per la collana Storia Locale Nuova Serie No 5, 2004 Biblioteca della Comunità Montana Alta Val Trebbia

Questa piacevole e interessante pubblicazione rende onore ad una categoria che ha contribuito allo sviluppo economico e sociale della Liguria ma che non è quasi mai citata nei libri: quella dei "mulattieri". L'autore illustra molti dei percorsi con notizie e dettagli, avvalendosi anche di particolari e carte di Giovanni Ferrero, e, riportando tral'altro, a proposito di questa categoria semisconosciuta, quanto citato da Gino Redoano Coppedè durante gli Atti della Giornata di studio svoltasi a Rezzoaglio il 21 ottobre 2001: "E' difficile stabilire quanti fossero... Vorrei che, così come la Liguria affacciata sul mare è oggi ricordata per i suoi <<mille bianchi velieri>> di un tempo, la Liguria affacciata sui monti fosse ricordata per i suoi coraggiosi mulattieri e per i suoi umili e robusti muli, carichi e affaticati da ogni genere di merce da portare nel più remoto angolo d'Europa...". Uno dei passi più utilizzati era quello di Ventarola, sull'Alta Via dei Monti Liguri, utilizzato dalle carovane di muli che lo attraversavano giungendo dalle Riviere percorrendo il passo del Dente se provenivano dalla Val di Sturla, oppure attraversando la località Orero di Fontanabuona se provenivano da Recco e da Rapallo. Questo Passo, come altri dell'area, era utilizzato dai banditi che imponevano che pretendevano delle somme in denaro oppure parte delle merci in transito dirette  ai mercanti diretti a Piacenza rendendo loro la vita gia difficile anche pericolosa.

Vai alla presentazione fotografica tratta da questo libro

Sandro Sbarbaro collabora anche con la rivista R Ni D'Aigura dove ha scritto sul n.ro 42 un articolo.

Vai al n.ro 42 di R Ni D'Aigura del Luglio-Dicembre 2004 dove Sandro Sabrbaro ha pubblicato il suo articolo "I lupi in Val d'Aveto"

Vai alla rivista R Ni D'Aigura per vedere altri articoli sulla Val d'Aveto

Vai alle fotografie di alcuni paesaggi della Val d'Aveto

Vai alla Val d'Aveto

Vai alla presentazione fotografica sulla Val d'Aveto

 

stampa questa pagina

main page appennini  |  main page liguri  credits  | disclaimer  | author site  | e mail  |  back | top

Tutto il materiale è copyright © dei rispettivi autori citati

(notizie, articoli e fotografie pubblicati sul web il 21/02/2004, Enrico Pelos)

Page URL: http://www.liguri.net/portappennini/pf sandro sbarbaro.htm