Lorsica
Enrico Pelos Generale Lorsica era anticamente chiamata Orsica e sembra che il nome le derivi dagli orsi abitanti un tempo questi boschi terrazzati dai monaci di san Colombano della Val Trebbia. E' un Comune composto da diverse frazioni immerse i boschi di castagno: Verzi, Acqua, Figarolo, Monteghirfo, Barbagelata - sull'AV - e Castagnelo. È un borgo con importanti fasti passati legati all'attività nella valle Fontanabuona con le risorse provenienti dall’agricoltura integrate da attività artigianali raffinate e famose. E' il paese dei damaschi che è l’industria tessile legata alla produzione di sete e di grande qualità e splendore. Di questa attività si ha notizia sin dal XVI secolo e le esportazioni erano effettuate in tutta Europa dal porto di Genova. Attività artigianale importante ha fornito posti di lavoro, in gran parte di manodopera femminile, fino al 1800, si trattava . Oggi è rimasta, un’unica azienda artigianale che continua la tradizione della produzione di damaschi lavorando su telai datati all’inizio del XX secolo. La caratteristica del damasco prodotto a Lorsica, oltre all’estrema finezza della lavorazione, è determinata dal disegno degli arabeschi che si rifà costantemente agli antichi modelli, è utilizzato nell’arredamento ancora oggi per le tappezzerie di importanti residenze. Il borgo non si trova sulla strada principale della Val Fontanabuona, ma in posizione defilata, a mezza costa in una valle percorsa dal torrente Tirello e che ha nel monte Ramaceto (m. 1345) la sua cima maggiore. All’altezza di Monleone ci si inoltra nella Valle del Malvaro stretta e verdeggiante, si attraversano alcuni pittoreschi ponti per prendere poi la strada che seguendo il percorso del torrente Tirello ci porta sino a Lorsica. Un’altra attrattiva di queste parti è la Chiesa di S. Maria Regina del Creato, nella frazione di Barbagelata, non si tratta di un edificio risalente ai secoli passati, come frequentemente si trovano percorrendo queste splendide valli, ma di un’opera architettonica di taglio moderno costruita negli anni settanta dagli architetti Goviglio e Locca che sfrutta linee e materiali architettonici estremamente moderni quali il vetro ed il legno, è stata costruita a 1125 m. divenendo così l’edificio religioso più alto del nostro Appennino.
(pubblicato sul web il 10/04/2004) |