Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. 99-100
Il basilico e la battaglia del pesto
La riviera è come la mamma
Barzelletta
Il basilico e la battaglia del pesto

Ha un nome che ricorda, nella sua etimologia greca - basilikon - l'erba regale. Le origini del basilico e del suo straordinario profumo, sono lontanissime. Non solo nel tempo - questa pianta era conosciuta , dicono gli esperti, 4 mila anni fa - ma anche nello spazio: i primi terreni in cui ha cominciato a crescere il basilico sono quelli dell'India, dove veniva chiamato "tulsi". Dall'India, successivamente, si è diffuso poi in Asia, passando in Estremo Oriente, approdando in Egitto e di qui in Grecia. Il suo sapore varia, a secondo delle zone in cui cresce, cambia tanto che, per esempio a Genova e nel suo ponente, in particolare fra Coronata e Pra, da tempo si vuole ottenere il marchio "DOP" (Denominazione di Origine Protetta).

Questa piantina è la base del Pesto, che "è il condimento ligure per antonomasia, sinonimo di genovesità per tutti i liguri e simpatizzanti nel mondo che identificano in esso il richiamo della Liguria": questa è la definizione riportata nello statuto dell'Ordine dei Cavalieri della Confraternita del Pesto, nata nel 1992 in occasione della Celebrazioni Colombiane per il 500 Anniversario della scoperta dell'America, e che non è un'Associazione folkloristica. "Da tempo immemorabile il pesto non è un'invenzione scaturita dalla fantasia di qualche cuoco - sta nell'appello di Edmondo Ferrero, già Presidente della Regione ed oggi Presidente dell'Ordine dei Cavalieri della Confraternita - ma è frutto di secoli di sperimentazione popolare. Bisogna fare fronte a una grossa parte dell'industria che, per il semplice fatto che il nome fa vendere (attenti al nome, non alla ricetta), fa sue le doti di un prodotto manipolato secondo le esigenze della speculazione. Non possiamo permettere che l'utilizzo del nome possa ingannare massaie frettolose o palati foresti che potrebbero così giudicare negativamente una delle più belle combinazioni gastronomiche del mondo".

Grandissime imprese alimentari hanno visto l'affare, hanno manipolato la ricetta sostituendo gli ingredienti originari con succedanei incredibili per diminuire il prezzo, vendendo massicciamente prodotti che non hanno niente da vedere con l'originale (mantenendo, questo sì, in mala fede il nome e la provenienza ligure).

Così la Nestlè/Buitoni, la Barilla, la Star hanno invaso il mercato con un prodotto che ha causato la disapprovazione energica perfino del Presidente della Regione Sandro Biasotti; questo ha annunciato alla stampa, che si guarderà bene dall'usare la salsa della Buitoni. Il contemporaneo ritiro di questo prodotto dal supermercato Coop ha acceso maggiormente la disputa: per questo la Confederazione Ligure degli Agricoltori ha nominato Sandro Biasotti Membro Onorario.

Si è prodotto un incontro tra il Presidente Regionale col Presidente della Nestlè/Buitoni concludendo un accordo: quest'ultima ritirerà presso la Comunità europea il deposito dei nomi "Pesto" e "Sanremo". I vertici nazionali delle Coop, primissimi clienti di Nestlè/Buitoni, di Barilla e Star, hanno optato senza esitazione "a favore della qualità". Prossimamente Biasotti si incontrerà con i dirigenti di AIIPA (Associazione Italiana Industrie per l'Alimentazione) per proporre un'intesa: una sola ricetta nazionale che rispetti il prodotto ligure, il basilico, che si avvia al riconoscimento DOP. Gli ingredienti ufficiali, depositati presso la Camera di Commercio di Genova sono: basilico della Liguria, olio d'oliva, formaggio (parmigiano e pecorino a gusto), pinoli, aglio e sale marino a gusto.
 

Il Commissionario Europeo all'Agricoltura Franz Fischler è stupito dagli avvenimenti: l'impresa Ghg Saaten tedesca, produttrice di sementi, ha selezionato un basilico, patentandolo col marchio "Genova"; sarà difficile appellarsi ai cavilli quando una multinazionale come la Nestlè , la più grande azienda alimentare del mondo, riconosce a un prodotto il diritto di aspirare alla DOP e per consentirlo rinuncia a due marchi depositati. Ora l'Unione Europea è sulla giusta strada nel rafforzare la tutela giuridica dei prodotti tipici che costituiscono un'immensa risorsa per un paese. Nella possibile, clamorosa alleanza tra grande industria e consumatori organizzati continueranno a recitare un ruolo di primo piano le Coop, principali clienti di Nestlè ed ottimi distributori anche di Barilla a S Star. È recente la notizia del ritiro dei vasetti non conformi alla ricetta tradizionale, dopo il blitz dei NAS e l'accusa di frode in commercio e pubblicità ingannevole. Lo stesso è accaduto per  il formaggio "parmesan", che doveva osteggiare il Parmigiano, mondialmente conosciuto.  In Italia si produce il marsala, però il vero Marsala è siciliano. In qualche supermercato spagnolo si vende l'olio d'oliva "Savonia" procedente dalla Spagna; perché "savonia"? Perché la provincia ligure di Savona produce un olio DOP. Non troviamo qui marche di whisky locale? Però il vero whisky è solo scozzese. E che dire del Chianti, che è solo toscano? Chi ha un parente famoso può dire che è solo "parente", ma non sostituirsi a lui. "Uniquique suum" = a ciascuno il suo: non poniamoci le classiche piume del pavone! Presto o tardi la falsità si scopre sotto le apparenze ingannevoli. Come il pesto della Nestlè/Buitoni..  

 

 

"La Riviera è come la mamma"
 
Sta tornando alla ribalta, dopo anni già infuocati, ma ben presto spenti, e speriamo con rinnovato slancio, il problema annoso della necessità (e non solo da un punto di vista folcloristico) di riappropriarci legalmente e finalmente con chiare ed inequivocabili documentazioni, del nome "RIVERA" che è, per antonomasia e storicamente, solo ligure e che non può essere bellamente usurpato da altre zone più o meno "turistiche" d'Italia. 

Sugli scudi (dobbiamo darne atto) sono sempre il Comm. Giacomo Accame, Sindaco di Pietra Ligure e il Comm. Angelo Marchiano di Laigueglia, Presidente regionale degli Albergatori. Potremo citare altresì la Consulta Ligure l'avv. Cosimo Costa, Gianni Dagnino e tanti altri. 

La documentazione è foltissima, sia dal punto di vista prettamente storico, sia da quello letterario e artistico e le citazioni potrebbero essere numerose, a partire dal Rinascimento sino ad oggi, a partire dalla definizione della voce "Riviera", affidata esclusivamente alla Liguria da tutti i dizionari enciclopedici (Treccani, Utet, Zanichelli) e dai vocabolari sino alle documentazioni "ferroviarie" dai grandi treni internazionali in partenza per la Riviera da Amsterdam o dai maggiori centri tedeschi sino a Ventimiglia e che parlano di "Riviera" esclusivamente "ligure"!.

Il termine, etimologicamente, come nome comune, deriva da riva, ripa, sponda e indica un terreno in pendio (per nulla piatto come la costa romagnola) o un margine rialzato a ridosso del mare o di un corso d'acqua e, come tale, può essere usato, più o meno propriamente, anche da altre "terre", con l'aggiunta di un aggettivo indicante il luogo... ma come nome proprio, e quindi con la possibilità di essere usato con la R maiuscola, è solo per le due sezioni della costa ligure: Riviera di Levante da Genova a La Spezia e Riviera di Ponente da Genova sino a Ventimiglia o a Mentone, quella di Levante ha alle spalle gli Appennini, quella di Ponente è a ridosso delle Prealpi e delle Alpi Marittime.
 

LIGURIA
A questo punto hanno ragione i nostri rappresentati a volersi riappropriare del nome Riviera ed è giusto l'appello pressante dei Signori Marchiano e Accame e dei loro "amici" per rilanciare la proposta di "costituir un comitato libero da inquinamenti politici e burocratici" per tornare in possesso del nome "nostro" anche valorizzando degnamente in ogni pubblicazione ufficiale ligure il logo che porta fra i nomi "Liguria" e "La Riviera". 

E perché non lanciare in grande scala un felicissimo "slogan espresso in un articolo "Il Ponente rivendica il marchio Riviera" (dal "Secolo XIX", 21 luglio 2002) dal giovane e bravo giornalista alassino D. Freccero?... "La Riviera è come la mamma, ce n'è una sola!".

Tomaso Schivo - Associazione Vecchi Alassio



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