| "A LANTERNA" |
Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/
Nr. 86
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| Grandi opere, la Liguria fa il pieno |
Roma. Semaforo verde al Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica interministeriale per la programmazione economica le opere infrastrutturali della Liguria. Molti cantieri che tutte le regioni avevano gettato sul panno verde della roulette che ieri girava sul grande tavolo al Ministero dell’Economia. Attorno 12 ministri, una quarantina di sottosegretari e qualche manciata di funzionari. La roulette delle infrastrutture girava e la pallina cadeva, pilotata in funzione delle necessità del Paese, sulle grandi opere da fare. In ballo c’era il destino dell’Italia, la possibilità di acquisire traffici indispensabili per vivere, lavoro per i porti, possibilità di occupazione per intere generazioni di giovani altrimenti costretti a emigrare. Traffici, soldi, businnes che altrimenti potrebbero prendere altre vie, se le strade definite “strategiche” non venissero compiute a tempo tagliando fuori l’Italia, i traffici da e per il Nord Europa, per la Francia, per la Spagna, la Svizzera, l’Austria e via di seguito.
In questo lavoro di mesi, preparato con cura che ha visto un grande registra come il Senatore Luigi Grillo, presidente della Commissione Lavori Pubblici, un “trapano” come il sottosegretario alle Regione Alberto Gagliardi è un ministro attento come Claudio Scajola, la Liguria ha fatto l'en plein. La nostra regione ha sbancato. Ha ottenuto tutto e subito. Subito si fa per dire perché davanti a noi ci sono adesso 13 mesi per ottenere tutte le autorizzazioni necessarie per avviare le opere. Ma sono niente di fronte a quanto sarebbe accaduto con le vecchie procedure. Soddisfazione della maggiorana, quindi. E tutti pronti adesso, a cominciare quanto serve per arrivare all’avvio dei lavori.
“Il terzo valico ferroviario, il nodo autostradale di Genova con i trafori Rapallo - Fontanabuona e Santa Margherita, la Pontremolese e il completamento della ferrovia del Ponente – dice il senatore Luigi Grillo -. In più è stato aggiunto il tunnel sotto il porto di Genova, le autostrade del mare e la metropolitana. Ecco perché questa delibera è imponente. Rappresenta un ulteriore passo avanti verso l’obiettivo delle opere strategiche ed essenziali affinché la Liguria esca dall’isolamento in cui si trova. Avendo avuto la consacrazione del Cipe, queste opere sono diventate strategiche e viaggeranno sulla corsia privilegiata della legge Obiettivo, che prevede 6 mesi per il progetto preliminare e ulteriori 7 mesi per le altre procedure al fine di avere tutte le approvazioni.
In attesa dei cantieri che dovrebbero sciogliere le catene di questa Liguria che conta 3 tra i porti più importanti dell’Italia che movimentano buona parte delle merci che devono raggiungere la pianura padana, il Piemonte, l’Emilia Romagna, su su fino molti paesi del Nord Europa. Per questo le grandi opere richieste dalla Liguria, necessarie oltre che per la sua sopravvivenza anche per il suo sviluppo, sono state tutte approvate.
“Il Cipe – precisa ancora il senatore Luigi Grillo – non ha stanziato cifre; ha solo ammesso queste opere nella corsia preferenziale delle procedure accelerate previste dalla legge Obiettivo. Non più i 6 anni necessari con la Conferenza dei Servizi, ma tempi ristrettissimi per il via ai lavori”.
Ora tutto è pronto per aspettare a breve termine in una Liguri vitale e dinamica.
Carlo Bancalari de “Il Secolo XIX”
Festa
alla giapponese
Sagra del fungo: riprese
TV della Japan Coordination
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Re Porcino diventò un samurai. Si svolse a Tavarone la trentunesima edizione della “Sagrissima del fungo” e l’avvenimento richiamò addirittura l’interesse di una troupe televisiva della Japan Media Coordination che sbarcò in val di Vara. Le riprese cominciarono con la ricostruzione della storia della festa attraverso le testimonianze dei membri di quelle famiglie che organizzano la manifestazione da tre generazioni. Dieci persone filmarono la preparazione dei vari manicaretti che entreranno a fare parte di una serie trasmissioni, che porteranno la cucina italiana nel Sol Levante. La sagra si svolse come sempre nel piazzale delle feste e costituì un richiamo per più di tremila persone. Nei tre giorni si consumarono più di diecimila piatti, rigorosamente a base di funghi porcini che vennero cucinati in tutti i modi possibili seguendo ricette dell’antica tradizione. Cosa si gustò? Polenta e tagliatelle con il sugo di funghi, funghi trifolati, scaloppine ai funghi, funghi fritti. |