"A LANTERNA"
 Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/ Nr. 85
Così la facoltà di Economia sta tranformando un quartire
Ecco l'euro: niente paura
Così la facoltà di Economia sta trasformando un quartiere
"Siamo venuti qui nel 1995 in una "terra di nessuno, e ci troviamo oggi al centro di un'area in movimento, il cuore della darsena". Il preside Lorenzo Caselli parla con entusiasmo della "sua" facoltà di Economia nell'ufficio con vista sul porto strapieno di libri, fogli, dispense, al muro una riproduzione della darsena medievale pullulante di traffici.

"Abbiamo chiamato le aule con nomi storici, Famagosta, Caffa, Tabarca. È necessario che i ragazzi respirino la memoria del loro passato, che si sentano figli di una storia e al tempo stesso cittadini del mondo, bombardati dall'ultima notizia trasmessa dai monitor sparsi per tutta la facoltà. Genova è una città vecchia, dobbiamo stimolare i giovani a diventare protagonisti, a non essere già rassegnati a vent'anni".

La Facoltà di Economia è collocata in un water-front, in un enorme edificio ricavato negli spazi di ex magazzini portuali della darsena e dell'Arsenale, nel quartiere Scio. Un luogo suggestivo, in mezzo a costruzioni industriali dalle strutture liberty, in una zona che in brevissimo tempo cambierà completamente faccia con il recupero del Cembalo destinato ad abitazioni private, l'arrivo entro il 2004 del Museo del Mare e della navigazione e l'abbattimento del silos di Ponte Parodi che lascerà il posto a una splendida "piazza sul mare".

"La facoltà è costruita su quattro livelli - spiega Marco Doria, docente di Storia economica - ai primi due trovano posto i dipartimenti, gli uffici dei professori, i laboratori e i cosiddetti "pozzi librari", mentre gli ultimi due livelli sono destinati alle aule". La biblioteca generale di facoltà è situata al piano terra, in un magazzino chiamato "Moschea": secondo le antiche cronache era il luogo di preghiera dove si riunivano i prigionieri musulmani della Repubblica di Genova. Al piano superiore, la sala di videoscrittura con 30 personal computer a disposizione degli studenti e il laboratorio linguistico con 18 postazioni, dove è possibile ascoltare e vedere cassette in lingua e collegarsi con canali satellitari in diretta.

Come in tutto l'edificio, su progetto dell'architetto Rizzo, anche qui i tubi sono a vista e le strutture metalliche dipinte a colori vivaci, azzurro giallo, in stile vagamente Beaubourg.

Al terzo livello, una successione di aule rivolte verso il mare con spazi esterni dove i ragazzi studiano e ripassano al sole, poi l'Aula di informatica dove si tengono i corsi per la Patente Europea, poi ancora un enorme open space detto la "piazza degli studenti", zona riservata allo studio ma anche al relax e alle chiacchiere tra una lezione e l'altra. All'esterno, subito dietro la vetrate, spicca un coloratissimo murales opera di un artista latinoamericano, Cerrato.

Le aule più grandi, a gradoni, affollate di matricole, si trovano al quarto livello e hanno nomi che sanno d'antico, Boccanergra, Doria. Al centro il banchetto dei tutor, figura tramite tra docenti e studenti, presente da qualche anno in tutte le facoltà- Di assistenza e di orientamento - spiegano Marco Delfino e Giorgio Vartelli- diamo indicazioni logistiche, distribuiamo materiale didattico, proponiamo la formazione di gruppi di studio su richiesta dei ragazzi del primo anno, facciamo orientamento per le scuole superiori."

Scendiamo poi al piano della presidenza, dove si trova l'aula teledidattica: "La utilizziamo per lezioni in videoconferenze con la sede di Imperia - spiega il responsabile Ivano Boschi mostrandoci la cabina di regia . Il docente fa lezione agli studenti di Genova e nello stesso momento è in collegamento audio-video con quelli del polo imperiese, che possono intervenire e fare domande in tempo reale".

L'università sta cambiando, è già cambiata, a tutti i livelli, con il nuovo ordinamento scompariranno addirittura le famigerate tesi: "il nostro messaggio non è facciamo la laurea più facile - spiega il preside Caselli - ma proponiamo un modalità di apprendimento diversa, gli stessi docenti devono cambiare mentalità. Non basta più tener il corso, bisogna fare in modo che il ragazzo al termine del corso sia in gradi di superare l'esame. È una rivoluzione copernicana e impegnativa, l'obiettivo è fornire il metodo, lo strumento, non solo la nozione".

E non a caso è fondamentale nel curriculum degli studenti l'esperienza all'estero fornita dai programmi Socrates-Eramus, palestra di pragmatismo che si affianca ai tirocini in azienda offerti dell'associazione II Leudo, patrocinata dal Club dello shipping e della cultura mercantile, da gruppi giovanili come il MEGG (Maritime Economic Group of Genoa), l'Aiesec (Association Internationale des Etudiants en Sciences Economiques et Commerciales), la più grande associazione internazionale degli studenti di Economia, che organizza stage in tutto il mondo.

Raffaella Grassi - Il Secolo XIX

Ecco l'euro: niente paura
Sestri, Lavagna e Chiavari

All'arrivo della moneta europea unica non sembra sollevare, almeno per il momento, alcuna preoccupazione. Qualcuno si dichiara perplesso. "Due i motivi: un aumento ingiustificato dei prezzi per eliminare i centesimi e il fastidio di dover girare con le tasche appesantite da monete e monetine".

Chi sa già in parte come muoversi sono gli operatori economici che promettono di non voler ricorrere alla scusa dei centesimo per gonfiare ingiustificatamente i pezzi. "Sappiamo che dal primo gennaio non dobbiamo più accettare assegni in lire - Per il resto aspettiamo fiduciosi, anche se un po' di confusione dovremo comunque già metterla in preventivo."

Tutto pronto anche a Santa Margherita e Rapallo in previsione dell'arrivo dell'euro. "Intendiamo proporre una serie di incontri con esperti che spiegheranno i vari risvolti, i cambi, gli arrotondamenti, i rapporti con le banche. I commercianti tendono ad abbassare i propri prezzi per vendere di più e al contrario la gente teme di rimetterci con l'euro, spiega Giancarlo Colombi, presidente dell'Ascom rapallese.

Altrettanto ottimista è il consigliere dell'Ascom di Santa Margherita, Rinaldo Tadini: "Siamo già tutti organizzati a Santa Margherita, le fatture sono già in euro però i prezzi di vendita imposti dalle ditte e scritti sulle scatole sono ancora in lire. Bisognerà provvedere. Il momento più duro saranno i primi due mesi con la doppia possibilità di pagamento.".

I primi a segnare i prezzi in euro? Erano stati proprio i commercianti di Recco che già per la festività natalizie del Duemila, avevano esposto prezzi a doppia divisa monetaria. Con queste premesse non deve sorprender che sul cambio di moneta nella città più commerciale del golfo Paradiso gli esercenti siano pronti da tempo.

Per quanto riguarda i temuti ritocchi a Recco si ha chiesto di non approfittare della situazione.  Per quanto riguarda le banche, le agenzie cittadine hanno già iniziato una campagna informativa tra la clientela.
 

 
Salvo qualche eccezione di chi teme di no riuscire ad adattarsi in fretta, anche la quasi totalità dei commercianti di Camogli si dichiara tranquilla. "Non ci saranno problemi - dicono alcuni .- quando si tratta di denaro, la gente si dà da fare per sapere e per controllare; la novità sarà assorbita meglio e più in fretta di qualunque altra."
 

Anche gli anziani si adatteranno presto, saranno attenti, come peraltro lo sono ora, a quel che dovranno pagare e ai resti. "Le maggiori difficoltà - aggiungono - si avranno nei primi mesi. Sarebbe stato meglio, a nostro avviso, introdurre esclusivamente la nuova". 

“Il Secolo XIX”


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