| "A LANTERNA" |
Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/
Nr. 80
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| Riapre il piccolo
Colosseo di Luni
Ammesse le visite guidate dopo anni di abbandono
e successivi restauri
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Dopo anni di completo abbandono, quello che, oltre a essere l'edificio più rappresentativo dell'antica città di "luna" - meta di studiosi e appassionati di archeologia - è stato anche un suggestivo palcoscenico per spettacoli teatrali e per opere liriche, è tornato a disposizione dei visitatori.
Per il momento, visto che i ruderi hanno necessità d'una constante opera di conservazione, si tratta soltanto d'un'apertura stagionale, con visite guidate dal personal del vicino museo archeologico, ma non è escluso che in futuro l'anfiteatro romano - questo piccolo Colosseo circondato dalle vigne del vermentino - possa tornare agli antichi splendori e ospitare ancora prosa, lirica e teatro.
Certo che la pregiata costruzione ha rischiato di essere completamente devastata. Come succede a Pompei e nei più famosi siti archeologici, i turisti di tute le nazionalità hanno asportato per anni pietre e marmi da conservare a mo' di souvenir.
Non solo, lo spazio interno al monumento era spesso utilizzato per estemporanee partite di pallone tra ragazzi o come rifugio notturno per qualche vagabondo di passaggio.
Agli inizi degli anni Novanta la Soprintendenza ai Beni archeologici della Liguria finalmente intervenne: dopo aver provveduto a una serie di restauri, fece recintare l'intera zona, rimasta interdetta alle visite fino a qualche giorno fa.
Ora, in seguito alle richieste di molti visitatori, grazie alla sensibilità delle direzione del museo e alla disponibilità dei custodi, l'anfiteatro romano di Luni è stato riaperto al pubblico.
L'intero sistema mussale di Luni in questi ultimi anni è cresciuto notevolmente. Al museo centrale, riservato alla statuaria, alla ritrattistica e alla ceramica domestica si è aggiunta una sezione dedicata al "Capitolium". Alcuni casali rurali, esterni all'area, sono stati ristrutturati e utilizzati come edifici espositivi dei vari reparti archeologici ritrovati durante le campagne di scavo.
Uno di questi è riservato al tempio di Luna, in un altro si trova la sezione epigrafica e in quello inaugurato lo scorso febbraio l'edilizia privata degli antichi abitanti della città. Quest'ultimo casale è composto di sei sale: quattro riservate all'oggettistica varia d'uso familiare e agli affreschi recuperati dalle abitazioni patrizie.
Con l'apertura dell'antiteatro romano, l'intera area archeologica lunense
è stata riqualificata. Il buon afflusso di visitatori conferma ancora
una volta l'accresciuto interesse del pubblico italiano (di quello straniero
non si è mai dubitato) per il nostro straordinario patrimonio culturale.
(Il Secolo XIX)
USCIO
Svizzeri e tedeschi hanno iniziato ad acquistare immobili sia nel
centro sia a Terrile, Calcinara, Colle Caprile
Si prospetta il rilancio nel paese che è diventato terra di conquista
Svizzera e Germania sopratutto. Provengono da questi due stati gli ultimi
arrivati a Uscio nelle frazioni, hanno visitato il paese dell'entroterra,
apprezzato il clima e intravisto la possibilità di un buon affare.
Così hanno sborsato marchi e franchi per farsi la casetta in campagna
ideale per la vacanza estiva o per trascorrere una serena vecchiaia, lontano
dai climi del centro Europa.
Della calata dei mitteleuropei si era discusso un paio d'anni fa e
il fenomeno era stato accolto con favore dalle amministrazioni dell'entroterra.
Adesso l'auspicio è diventato realtà. Edifici e appartamenti
sono stati acquistati nel centro di Uscio, nelle frazioni di Terrile e
Calcinara, a Colle Caprile. Per ora si tratta di numeri ancora limitati,
ma l'esperienza di molti paesi dell'entroterra ponentino (particolarmente
in provincia di Imperia ) fa ben sperare. Anche là gli acquisti
avevano preso il via in sordina alla fine degli anni Ottanta per poi diventare
un fenomeno di massa (oggi ci sono intere frazioni abitate da stranieri).
Di certo a Uscio c'è un notevole interesse al riguardo. Ha pure
presentato una mozione che verrà discussa durante il prossimo consiglio
comunale: «Recentemente alcune famiglie straniere hanno acquistato
edifici e appartamenti in paese. Lo sviluppo del fenomeno potrebbe rappresentare
un'opportunità per Uscio, che ha bisogno di essere assecondata e
stimolata con interventi urbanistici adeguati».
Di certo gli stranieri non sono disposti a investire a scatola chiusa. Vogliono infrastrutture e soprattutto la possibilità di restaurare casolari, cascine e quant'altro. Per questo c'è grande attesa riguardo al Puc (piano urbanistico comunale) la cui redazione è stata recentemente affidata ad un architetto.
Il Secolo XIX
