"A LANTERNA"
Rubrica dell'"ICAL che appare sul giornale "Voce d'Italia"/ Nr. 75
Ecologia nel parco di Portofino l'energia elettrica corre sottoterra
Santa Margherita Ligure
. "E luce fu" al parco di Portofino, ma all'insegna dell'ecologia, nel rispetto dell'ambiente.Enel Distribuzione Liguria ed Ente Parco di Portofino hanno illustrato i lavori di ammodernamento e interramento della linea elettrica realizzati per un ammontare di duecentocinquanta milioni.
"Natura in primo piano: l'energia elettrica c'è ma non si vede". Questo lo slogan del Programma Ambiente Portofino con cinque miliardi di investimenti complessivi dal 1999 a oggi nell'area protetta.
"Oggi è possibile coniugare ambiente e sviluppo. Il parco deve essere amico della gente: in esso non vogliamo imporre solo divieti", afferma il presidente del parco Crovetto. E il direttore per la Liguria di Enel Distribuzione Mattea dichiara: "L'intervento è finalizzato a migliorare la qualità del servizio elettrico e a minimizzare l'impatto ambientale della linea stessa. I lavori intrapresi consistono nell'interramento e nella sostituzione di un tratto di linea aerea con cavo ecologico Elicord che, grazie alla sua peculiare insensibilità al contatto con rami e piante, riduce il rischio di disservizi e permette alla vegetazione del parco crescere liberamente". Gloria Barbetta - Il Secolo XIX
Uckmar: "Allarme Rosso"
Il presidente della Covisoc (l'organo di vigilanza contabile sulle società di calcio) accusa la gestione dei club: troppe spese, bilanci in sofferenza, pessime prospettive per le "cicale"."Per la Sampdoria si parla di una sofferenza di dodici miliardi. "Qualcuno si sta mettendo a posto, come la Fiorentina che ha venduto e incassato. Ma dalla prossima stagione i nodi verranno tutti al pettine."
Nel frattempo lei lancia l'allarme
"In verità io sto ripetendo questo grido da anni. È la conseguenza di un certo lassismo provocato delle pretese della Lega Calcio. Noi abbiamo regole da far osservare e queste regole sono state attenuate. Anzitutto la Covisoc aveva prima un potere di controllo sulla gestione. Ad esempio: gli indebitamenti bancari dovevano essere autorizzati da noi. Oggi abbiamo soltanto il compito di controllare l'equilibrio finanziario dei bilanci delle società per assicurare il complemento, la legge dice dei campionati. Noi interpretavamo la parola campionati in senso estensivo, cioè non soltanto la situazione riferita al campionato in corso ma con una previsione più lunga. Invece si è insistito sull'interpretazione restrittiva: il campionato. Gli effetti negativi sono importanti. Il maggiore finanziamento delle società di calcio previene dai diritti televisivi strutturati su base triennale. Le società si mangiano un una sola stagione i proventi degli anni successivi. Ammettiamo che un club firmi un contratto tv che vale trecento milioni in tre anni. Va da una banca e si fa prestare tutti i soldi in un colpo solo. La Covisoc ha sollevato questo problema, ma le è stato risposto che non c'era tempo per occuparsene. Adesso Carraro invoca rigore ma sono stati loro a spingere le società al lassismo".
E la Covisoc che fa?
"Durante il campionato, ogni due-tre mesi, la Covisoc verifica il rating, ossia il rapporto tra ricavi e spese che deve esser di tre a uno. Guadagno tre lire e ne spengo una. La sanzione applicabile è sospendere i contributi della Federazione calcio alle società. I contributi sono sospesi per mancanza di denaro, ed è diventata un'arma spuntata. Potremmo denunciare disordini amministrativi alla Federcalcio che girerebbe la denuncia al tribunale civile. Ma le procedure sono molto lente".
La Covisoc può bloccare l'iscrizione al campionato di una società che non rispetti il rating.
Si sono cambiate le regole: il termine dal 31 dicembre è slittato al marzo dell'anno successivo. Tutto quello che riguardava i trasferimenti dei calciatori avveniva attraverso una camera di compensazione presso la Lega calcio. Adesso, col nostro dissenso, hanno introdotto una norma per cui possono esserci rapporti diretti tra due società. Insomma io club importante posso dire di aver venduto un calciatore ad una società di poco conto per cento miliardi. E mi porto a credito i cento miliardi".
Sta dicendo che si tratta di un artificio contabile?
"La società che ha acquistato il calciatore fallisce o comunque la cifra è puramente nominale. Lei dirà: perché voi della Covisoc restate? Siamo stati sul punto di rassegnare le dimissioni quando le nostre decisioni venivano bypassate ma in una situazione già così complessa in coscienza non ce la siamo sentita di piantar lì".
La quotazione in borsa è stata un elemento di dissesto?
"Ricordo che fui chiamato per esprimere il mio parere sull'opportunità che le società di calcio si quotassero in borsa. Risposi: ne sarei felice, l'ingresso in borsa infatti comporta la certificazione del bilancio. Di fatto questa regola è sempre stata disattesa, addirittura abolita. A proposito della quotazione in borsa: feci una dichiarazione in quella sede che fece scalpore e per questo fui anche richiamato. Dissi alla Consob: benissimo, tutte le società quotate in borsa ma nel prospetto agli azionisti scrivete: titolo sconsigliabili alle vedove e agli orfani. Nel calcio il rischio è doppio,c'è quello, normale e quello molto più alto e aleatorio, del risultato sportivo".
Lei acquisterebbe il titolo della Roma o della Lazio?
"Mai. A parte che io non ho mai acquistato azioni. All'estero esistono società quotate in borsa, come il Manchester United. Ma la loro politica economica è alquanto diversa alla nostra. In parallelo all'attività sportiva esistono ammortizzatori rappresentati da investimenti in settori collaterali, tipo viaggi e merchandising, che riequilibrano la crisi sportiva di un'annata infelice. Occorre anche tener conto delle nuove regole comunitarie. Se acquisto un giocatore per cento miliardi quando vado a venderlo i cento miliardi non li rivendo più. I club infatti non potranno più iscrivere a bilancio il loro valore patrimoniale come fanno ora. Commettendo un falso in bilancio". Renzo Parodi, Il Secolo XIX