"A LANTERNA"
 Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/ Anno 2, Nr. 57
 
Una fetta di torta...
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  La "voce" di Marconi
 Concorso 56
 
Una fetta di torta per trovar marito 
Da piú da cinquant’anni il gigantesco dolce dei Fieschi si abbina del gioco delle coppie
Lavagna. Alabarda, menestrello, gagliardia, saltarello. Una filastrocca  medioevale? Nossignori. Soltanto alcuni nomi della Torta dei Fieschi. Stampati su biglietti che sono azzurri per i maschietti e rossa per le femminucce, urlati a squarciagola per trovare l’anima gemella (stessa scritta, colore diverso), gustare gratuitamente una fetta del gigantesco dolce (oltre 10 quintali) e magari trasformare l’incontro casuale di una notte di mezz’estate in qualcosa di duraturo.

L’intramontabili gioco delle coppie è il cuore della festa che da piú di mezzo secolo trasforma Lavagna in un borgo antico sotto le stelle del 14 agosto; era il 1949 quando Cesarin Piaggio e gli altri maestri pasticceri prepararono per la prima volta la squisita torta che avrebbe caratterizzato la rievocazione delle nozze tra il conte Opizzo Fieschi e la nobildonna senese Bianca de’Bianchi. Quel matrimonio in realtá non avvenne mai, ma sono stati proprio l’atmosfera della fiaba e il fascino della leggenda a decretare il successo di una manifestazione davvero unica. “La gente gioca e dunque è protagonista e quindi è secondario il ruolo di semplice spettatore come avviene in tutti gli altri appuntamenti del genere”.

A parlare è Ubaldo Albino, priore reggente dei Sestieri che da sempre mettono in motto la complessa macchina organizzativa della kermesse.

Un grande affare per una sola serata? Eh, no, perché a Turta dura piú giorni. Il palio remiero: dopo la prova in mare, sulla spiaggia la scimmia (il piú agile dell´equipaggio) s’arrampica sulla fune agganciata a un traliccio e strappa la bandierina del rione. La sera dopo tocca al palio d’arco (tira al bersaglio giochi e sorprese) va in scena il palio d’armi.

Si passa la domenica successiva nelle vie cittadine: l´araldo annuncia (“Sestieri di Lavagna et fedelissimo contado...”) le nozze del suo signore, che nel frattempo è al centro dell´Addiu du fantín sul piazzale del basilica dei Fieschi a San Salvatore di Cogorno: banchetto d’addio al celibato con giochi d’arme e di bandiera, balli, musiche, antichi mestieri, saltimbanchi. Ed eccoci al gran finale, la vigilia di Ferragosto: il novelli sposi compaiono sullo scalone della basilica di Santo Stefano e danno il via al corteo in costume che riporta Lavagna nell’ anno domini 1230: a sfilare sono 150 figuranti, gli sbandieratori, i gruppi storici, mangiafuoco e cantastorie. S’arriva in piazza Vittorio Veneto e prima del fatidico taglio della torta c´é lo spettacolo in onore dei conti, con la compagnia dei duellatori, il gruppo di danza, le melodie medioevali e i tamburi del gruppo.

Tutto bello certo ma il clou era e rimane il gioco: caccia i biglietti. Opizzo troverá la sua Bianca anche questa volta?

Aldo Costa


I cent’anni della “Voce” di Marconi 
Lia Moreni ricorda quel collegamento La Spezia – Sydney 
La Spezia. Rosalia Moreni Cavenaghi, fresca centenaria, quella scena se la ricorda bene. “Era il 1930 o il 1931 – ricostruisce con un brivido di commozione – ed io lavoravo come annunciatrice radiofonica. Toccó proprio a me prestare la voce al collegamento di Marconi con l’Australia.

Rosalia Moreni Cavenaghi vive da anni a Portovenere. Minuta, occhi scuri, un timbro di voce ancora ben impostato e limpido nonostante il secolo di vita appena tagliato. “Sí – sorride con espressione simpaticamente maliziosa – la mia voce ha fatto innamorare molti uomini, al meno a giudicare dalle lettere che mi inviavano i mie ascoltatori”.

Alla radio arrivó per caso. Una signora la sentí parlare e le suggerí di presentarsi  alla sede EIAR di via San Luca per un’audizione. Ci andó e la presero tra trecento candidati. Vi lavoró fino agli inizi della guerra, poi preferí dedicarsi al marito, anche lui funzionario EIAR, e ai due figli, Milly e Franco.

Non conobbe soltanto Guglielmo Marconi, ma anche tanti altri grandi personaggi dell’epoca, i direttori d’orchestra Toscanini e Previtali, il commediografo Sem Benelli, attori,cantanti e uomini politici.

 Isabella Conte


Concorso numero 56
Che cosa é il famoso “cannone” di Genova? Un arma? Uno strumento musicale?  

Inviare la soluzione, alla nostra casella postale (ICAL , CC 798, Correo Central, C1000 WAH Buenos Aires, Argentina) prima del 25.11.2000, indicando il mittente completo con il numero di telefono. Tra le risposte esatte si sorteggera’ un libro sulla Liguria, che sara’ inviato al vincitore per posta.  

La soluzione del concorso 55 é spiegata nell´articolo d´oggi. Non ci sono stati vincitori. 



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