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Rubrica
dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr.
Luglio - agosto
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Il giro del mondo in sella ad un cavallo - la storia
È arrivato ad Albenga, e ha fatto festa all'Essaouira, l'argentino Discoli che da cinque anni è lontano da casa con i suoi animali.
Albenga. Eduardo Anibal Discoli
ha fatto tappa all'Essaouira di Albenga nel corso del suo giro del mondo
a cavallo che dura da cinque anni e proseguirà per altrettanti.
Discoli, che ha 56 anni ed è argentino,
sta scrivendo un libro su questo viaggio ed è atteso a Roma per
il 15 maggio dove sarà ricevuto dal Papa e dall'ambasciatore argentino
nella capitale.
«Ho deciso di intraprendere questa avventura
dopo aver abbandonato la mia professione di istruttore di polo - dice -
Era un'idea che avevo da tempo e cinque anni fa sono partito insieme ai
miei tre giovani cavalli, Jeronimo, Chalchalero e Profeta».
Nel corso della serata all'Essaouira Discoli ha
partecipato ad una cena in suo onore ed ha suonato lui stesso alcuni brani
di tango argentino con la chitarra.
«Suonare questo strumento mi ha sempre appassionato
e così non mi sono lasciato sfuggire l'occasione di festeggiare
insieme agli amici che mi hanno accolto in questo locale sul lungomare
ed hanno voluto regalarmi un po' di svago nel corso della mia lunga traversata
- prosegue Discoli, che parla in spagnolo - Non lo nascondo, si tratta
di un viaggio impegnativo, ma gli sforzi sono compensati dalla bellezza
dei paesaggi che visito e dall'accoglienza della gente, che si è
sempre dimostrata gentile e comprensiva nei miei confronti.
Nel corso di questo giro stabilirò anche
il record mondiale di tracciato percorso a cavallo».
Discoli è partito da Buenos Aires e a tutt'oggi
ha toccato la Bolivia, il Perù, l'Ecuador, la Colombia, Panama,
Costa Rica, Nicaragua, Honduras, El Salvador, Guatemala, Messico, Stati
Uniti, prima di arrivare in Europa. Qui ha già visitato Olanda,
Belgio, Francia, Spagna, Portogallo, Andorra, Francia e l'Italia, dov'è
arrivato lo scorso 12 aprile (2007).
«La traversata è sponsorizzata da Coca Cola, che cura il trasporto dei miei cavalli, come ad esempio quando dall'America mi sono spostato in Europa - dice ancora Discoli - Le maggiori difficoltà in questa prima parte del viaggio le ho incontrate alla frontiera dal Messico per entrare negli Stati Uniti, perch'è una zona pericolosa».
Ma com'è composta la famiglia di questo
personaggio al tempo stesso simpatico e curioso?
«Sono separato ed ho due figli, di 20 e
26 anni, anche loro molto appassionati di cavalli», conclude Discoli
che però sta già pensando alle località da toccare
nelle prossime tappe del suo viaggio.
Lo racconta lo stesso Eduardo Anibal Discoli: «Andrò
in Austria e in Russia, poi in Cina e Mongolia, in India, in Egitto, Tunisia,
Libia, Marocco, Uruguay per poi arrivare in Argentina. Così avrò
coronato il sogno della mia vita».
Mario Schenone
15/04/2007
Il Secolo XIX
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