Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. maggio  

 

 La storia della Porta Soprana


 
Nel 1154, il nobile Oberto Spinola venne inviato alla Dieta di Roncaglia per rendere omaggio all'imperatore Federico I, di Hohenstaufen, detto il "Barbarossa"; peró, al tempo stesso, con l'intenzione di ribadire l'indipendenza della cittá di Genova. Il nobiluomo difese cosí bene gli interessi di Genova, che il "Barbarossa" non chiese piú che una gabella di denaro. Peró prudenzialmente, nel 1155, furono migliorate le mura aggiungendo, tra l'altro, le mirabili torri di Porta Soprana. Il nome "Soprana" deriva dal fatto che era la porta in posizione piú elevata, tra quelle di Genova. Il "Barbarossa" non provó mai ad attaccare Genova, forse proprio per le buone difese fortilizie. In una delle torri di Porta Soprana, fu custodita la ghigliottina usata dal boia che decapitó Luigi XVI, tale Samson. Dopo l'abolizione della ghigliottina, nella stessa torre fu posta, dal 1809 al 1851 una forca. In quei pressi si trova il carcere di Sant'Andrea. Una lapide millenaria scritta il latino, murata all'interno della porta, ammonisce lo straniero di male intenzioni ed esalta la potenza di Genova:
"Sono difesa da uomini, circondata da mura meravigliose e, con forza, respingo lontano le armi nemiche. Se porti la pace, puoi toccare queste porte; se porti la guerra, tornerai indietro triste e vinto. L'Austro e il Ponente, il Settentrione e il Levante, sanno quante vicende di guerra io, Genova, ho superato".

(tratto da "Storia e tradizioni di Genova di G.Marsano, Valenti editore)
 


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