Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. 132-133

La Galea nei nuovi Musei del Mare e della Navigazione

Il recupero del waterfront del Porto Antico - che Genova ha inaugurato alcuni anni or sono, a partire dalle celebrazioni colombiane del 1992 - non avrebbe reso giustizia al passato di un'importante Repubblica marinara di questa città se avesse trascurato l'ultima vestigia del vecchio Arsenale della Repubblica, il quartiere "Galata" della Darsena, dove negli anni d'oro della Repubblica genovese venivano costruite le galee, e che, ristrutturato secondo il progetto dell'architetto Vazquez Consuegra, ospiterà dal 2004 i nuovi Musei del Mare e della Navigazione.

La designazione di Genova capitale europea della Cultura, rappresenta un'occasione unica per recuperare quanto rimane di uno dei primi siti di archeologia industriale in Europa, con un progetto che non comprende solo il restauro del contenitore, ma anche ciò per cui era nato. La riedizione di una galea genovese sullo stesso scalo originale che ospitò le sue antenate, significa abbracciare alcuni  secoli che videro la galea protagonista della vita delle città che si affacciavano sul Mediterraneo sia dal punto di vista economico, in quanto ad essa queste comunità dovevano una prosperità che viaggiava sulle rotte commerciali sia dal punto di vista sociale, in quanto veniva garantito un lavoro a migliaia di persone. Le sue caratteristiche - basso pescaggio, propulsione mista vela - remi, possibilità di imbarcare centinaia di uomini in un'epoca in cui gli scontri navali si risolvevano all'arrembaggio - ne fecero un modello esportabile in tutti i mari chiusi, laghi compresi.

Per arrivare alla ricostruzione della gale genovese si è svolta una ricerca meticolosa su questa tipologia di imbarcazioni. Il patrimonio del Museo Navale e del Padiglione del  Mare è ricco di testimonianze, reperti e disegni, ma una ricerca orientata alla ricostruzione non si era mai svolta. Inoltre era chiaro che le galee, navi che hanno una storia millenaria, - le ultime battenti bandiera sarda furono demolite nella prima metà dell'Ottocento, - avevano avuto tipologie diverse. Lo staff del Museo si è concentrato allora sulle testimonianze genovesi del XVII secolo, anni in cui si esprime un punto apicale della tecnologia marittima ed entra in servizio l'edificio della Arcate Nuove, oggi chiamato Galata. Due sono state le testimonianze determinati per individuare quello che si andava cercando: la riscoperta, presso la Sezione di Conservazione della Berio, di un manoscritto genovese seicentesco di istruzione per costruire galee e l'analisi di un grande modello, proveniente dalla Facoltà di Ingegneria ed esposto da alcuni anni al Padiglione del mare.

Nel manoscritto erano descritti i termini, le misure, e talvolta le tecniche usate per la costruzione. Nel modello di ingegneria, invece, quello che veniva descritto con termini "iniziatici" - il gergo dei maestri d'ascia del tempo - veniva spesso mostrato plasticamente. È così che un antico modello realizzato per insegnare i segreti ai costruttori di galee della Repubblica è diventato l'oggetto di un accurato lavoro di ricostruzione, operato dallo staff dei Musei del Mare (Museo Navale - Padiglione del Mare e della Navigazione) e, in particolare, da Giovanni Carosio, storico delle costruzioni navali, con il coordinamento del responsabile scientifico dei Musei Pierangelo Campodonico. Il lavoro di ricerca è sfociato nella ricostruzione, prima a mano e poi in AutoCad, del piano di costruzione della galea, base stessa del concorso. Il delicato lavoro di rendere compatibile la realtà storica delle galee con la metodologie cantieristiche, pur tradizionali, che si utilizzano dopo quasi quattro secoli, è stato affidato a un architetto navale di fama internazionale Franco Giorgetti. Laborioso è stato il percorso: 3 anni di ricerca, un bando di gara internazionale per la ricostruzione in scala 1:1 e oltre un anno di lavorazione da parte dell'aggiudicatario, la Barkentine Armada Group di Ostenda, dall'approvvigionamento del legno al montaggio.
 
La galea genovese seicentesca, lunga 40 metri e alta a poppa 9 metri, è stata consegnata ufficialmente a metà settembre dal cantiere al Direttore dei Musei del Mare per conto dei Committenti Comune di Genova e Porto Antico di Genova S.p.A. Per il trasporto via mare essa è stata suddivisa in quattro parti, imballate singolarmente, rimontate poi nel nuovo Museo del Mare da una squadra di maestri d'ascia del cantiere. L'imbarcazione collocata in una delle navate ritornate all'aspetto originario (50 metri in lunghezza per 12 metri di altezza), sarà contemporaneamente battello e oggetto espositivo; perciò i progettisti hanno scelto di "aprirla": un lato del fasciame infatti sarà parzialmente rimosso, permettendo al visitatore di vedere le ricostruzioni degli ambienti interni, camera di poppa, dispensa, il pagliolato del biscotto, la camera della polvere, dove erano custoditi i barili della polvere da sparo, il deposito delle cime e la camera del chirurgo, a prora, dove i feriti venivano medicati con i sistemi dell'epoca. La ricostruzione, inoltre, sarà accompagnata in esposizione da opere originali scampate ai naufragi della storia, come una grande lanterna seicentesca, una cariatide poppiera e veri e propri pezzi d'artiglieria. 
La Galea nel museo

Sarà poi possibile osservare la galea da punti diversi. Dal basso, girandoci intorno come maestri d'ascia intenti a esaminare lo scafo; attraverso le balconate predisposte da Vazquez Consuegra per vedere da vicino gli interni; dall'alto, da dove sarà possibile individuare la sequenza dei ventisei doppi banchi paralleli tra loro dove i forzati incatenati vivevano e morivano attaccati ai remi.

È la prima volta che un museo marittimo italiano si lancia in un'operazione di questa portata, ricostruendo un'imbarcazione di queste dimensioni, sulla base di una documentazione così significativa. Con questa iniziativa, interamente finanziata dalla Compagnia di  San Paolo, Comune di Genova e Porto Antico adottano sistemi conosciuti e praticati in Europa, dove le ricostruzioni, sulla base di progetti originali e studi, sono all'ordine del giorno.

Di Silvana Canevelli - Tecnologie & Trasporti Mare


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