Rubrica dell"ICAL che apare sul giornale "Voce d'Italia"/Nr. 130-131
I ministri battezzano il Iit genovese
Barzelletta
I ministri battezzano il Iit genovese

Genova. Il "logo" è il dente di leone, soffice fiore medicinale che piace tanto ai bambini. Soffiano e lui rilascia i suoi semi al vento.  "Così sará l'Istituto italiano di tecnologia, perché i suoi frutti raggiungeranno tutto il Paese rinvigorendo la ricerca e i sistemi di produzione". La metafora di Vittorio Grilli, Ragioniere generale dello Stato e da poco tempo commissario unico dell'Iit, convince la platea d'eccezione a Palazzo Ducale: quattro Nobel (gli stessi che siedono nell'appena costituito comitato scientifico), tre ministri, le autorità genovesi.

L'Iit, approvato in Finanziaria, adesso è realtà. La sua casa è a Genova, ex ospedale psichiatrico di Quarto, nel Levante verde e residenziale. Applaude il mondo accademico. Applaudono i parlamentari liguri, tutti presenti: a parte i dissipi Burlando e Pienotti, che hanno disertato in segno di protesta vista l'"eccessiva blindatura della città" per tutta la mattinata. Una nuova "zona rossa" per proteggere la cerimonia dal presidio di insegnanti e genitori contro la riforma della Scuola.

È proprio il ministro Letizia Moratti che illustra gli scopi dell'Iit. "L'Europa ha fissato un obiettivo ambizioso: trasformarsi entro il 2010 nell'area del mondo più competitiva per la ricerca. E allora il tempo stringe, perché gli stanziamenti privati per la ricerca negli Usa sono doppi rispetto a quelli italiani e perché i Paesi emergenti puntano da tempo al salto tecnologico."

"Questo governo - prosegue il ministro - se è già mosso e ora vuole rivitalizzare il settore. Snellendo le procedure, mettendo a sistema Università, ricerca e imprese, oggi separate da barriere invisibili. A questo servono i vari distretti aperti a Torino, Napoli, Padova, Modena e Milano. Presto contiamo di vararne uno anche a Genova. DA un lato abbiamo aumentato gli investimenti e contiamo di aumentare del 10% il numero dei ricercatori in Italia. Dall'altro, con l'Iit, promuoviamo nuovi luoghi di ricerca." L'Infm, Istituto di Fisica della Materia, sede nazionale a Genova, sarà coinvolto: ospiterà i pionieri dell'Lit.
 
Il governatore Biasotti, tra i ministri Tremonti e Moratti, 
mostra l'accordo sull'lit.
Moratti indica le aree in cui si occuperà l'Istituto. La microelettronica, i nuovi materiali, l'information technology, le biotecnologie e il biomedicale. "Dobbiamo scoprire nuovi farmaci, più efficacia e con meno effetti collaterali, nuove tecnologie per le diagnosi, la prevenzione e la cure delle malattie". Il manifesto dell'lit (tutto minuscolo, nel logo) è già pubblico su internet, al sito www.iit.it

"Convincere Letizia Moratti è stato facile, per alcuni altri ministri un po' meno", questo l'incipit di Giulio Tremonti, che in Finanziaria ha stanziato un miliardo di euro per l'lit da qui al 2014. "Tutto cominciò il 16 settembre scorso e subito pensammo a Genova. A dire il vero pensavamo ai capannoni ex Ansaldo, per dimostrare la svolta. Quarto ci è poi sembrata la soluzione ottimale. Il nostro lit lo vogliamo snello, flessibile nel rapporto con i privati, capace di marcare un preciso segno di discontiniuità con il passato."

Per questo la forma giuridica è quella della Fondazione, per questo sorgeranno a Genova i laboratori e le strutture per ospitare. "1000-1500 ricercatori". "Pensiamo - ha aggiunto Tremnoti - che quello dell'lit sia un investimento per il futuro del nostro Paese. Perché tutte le grandi Stati si sono da subito dotati di grandi istituti. Il nuovo istituto potrà anche avvalersi del contributo delle Fondazioni bancarie, che saranno infatti sempre meno bancarie e sempre più Fondazioni. Sempre in quell'impostazione che abbiamo sottolineato:  l'apertura dei centri di ricerca verso l'estero".

La "casa  di Quarto sarà ristrutturata a tempo di record, con le sale attrezzate e un piccolo nucleo residenziale per gli scienziati. "Chiederemo di applicare le stessi leggi speciali utilizzate per il G8 e per i Mondiali - spiega il "governatore" Sandro Biasotti - e saremo in grado di offrire all'lit la migliore sistemazione." Progetti e lavori saranno gestiti da Walter Lupi, Provveditore ligure per le opere pubbliche.

Biasotti per una volta è emozionato, lui stesso ammette: "Vivo questa giornata come un avvenimento storico, che potrà cambiare il destino della Liguria e dell'Italia. Finalmente possiamo dirlo ufficialmente: dopo cinque mesi di pressing, in cui mi sono speso personalmente, la sede dell'lit è Genova. Grazie ai ministri Moratti, Tremonti e Bossi (poi ringrazierà anche Scajola, in prima fila, ndr); grazie al sindaco Pericu, che, come ha detto lui, stavolta è stato il governo.  Abbiamo dovuto battere la concorrenza di Lombardia e Piemonte, ma la sede ce la siamo guadagnata per i meriti di tutta la Liguria".
 
E la Liguria è lì davanti in platea, con i vertici dell'Università, dell'impresa, del commercio, dell'associazionismo, delle banche. Pericu apprezza. "Un risultato importante per la città, che da tempo ha scommesso sulle potenzialità della ricerca. Pensate al nostro Festival della scienza. Su questo terreno, la strada è quella dell'industria compatibile, dell'hi-tech: quella che attrae i 'cervelli'".

Il Secolo XIX, Giovanni Mari


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